blinded-by-the-light-recensione-wild-italy

Blinded by the light – Travolto dalla musica, le canzoni di Springsteen possono cambiarti la vita

Diretto da Gurinder Chadha, Blinded by the Light – Travolto dalla musica , il ruolo taumaturgico delle canzoni del Boss Springsteen nel viaggio alla ricerca di sé

 

Poche sono state nella storia del cinema le pellicole capaci di affrontare in modo così netto il ruolo taumaturgico della musica, non fa eccezioni Blinded by the Light di Gurinder Chadha (Sognando Beckham), dove viene affrontato il difficile tema dell’inserimento sociale per un giovane inglese-pakistano di nome Javed (Viveik Kaira).

Appassionato di musica, del glam rock e synch pop come David Bowie e i Pet Shop Boys e Javed è uno scrittore di poesie e di un diario con un cui sfogare le proprie frustrazioni represse – in un ambiente narrativo arduo come quello di Luton pieno di razzisti, retrogradi e limitante della forza lavoro.

Un coming-on-age sulle differenze culturali, nel difficile scenario socio-politico dell’Inghilterra del terzo mandato della Thatcher tra tumulti e atti vandalici – di cui riportiamo la sinossi: “Un adolescente britannico di origini pakistane affronta l’intolleranza tradizionalista del padre e il razzismo grazie alla poesia. Quando il giovane scopre la musica di Bruce Springsteen, la sua vita prende una imprevedibile svolta.”

Hungry Heart

Blinded By The Light si sviluppa attraverso una struttura narrativa che mette in scena il comune cammino dell’eroe, attraverso un incedere graduale, con cui Javed affronta le sue paure e matura lentamente come individuo nel suo progressivo inserimento sociale.

Denotando così l’innescarsi di tre conflitti in essere, quello interno allo stesso Javed nel reprimere i propri impulsi sino all’effettiva illuminazione Springsteeniana.

Quello con Matt (Dean-Charles Chapman), ideale di una vita inglese normale a cui Javed aspira e che gli eventi della pellicola tenderà ad allontanare per poi riavvicinarsi; e infine con il proprio padre Malik (Kulvinder Ghir), tradizionalista che impone la sua volontà su chiunque in casa e che vorrebbe Javed come un qualunque figlio pakistano.

La pellicola unisce momenti recitati “a dialogo” ad altri musical come nel caso di Born to Run usata come espressione di un canto di libertà ed emancipazione – nonché scena madre della pellicola – o Thunder Road per dichiarare il suo amore a Eliza (Nell Williams), ma non solo.

All’interno di Blinded by the Light infatti, la musica – e non soltanto quella di Springsteen – è volta a sottolineare la progressiva evoluzione del personaggio di Javed.

In un graduale passaggio dalle sonorità Synth dei Pet Shop Boys con It’s a Sin, al glam rock di David Bowie con Absolute Beginners sino ai Level 42 con Lessons in Love, Pump up the volume dei MARRS, Died In Your Arms dei Cutting Crew e infine proprio il Boss Springsteen da Greetings from Asbury Park (1973) a Born in the USA (1984).

Dancing in the Dark

blinded-by-the-light-recensione-wild-italy-3

L’entrata in scena del Boss in tal senso, con Dancing in The Dark là dove imperversa la tempesta, è un incontro orgasmico emozionale – come un’illuminazione divina.

Qualcuno è in grado di comprendere appieno il disagio di inglese-pakistano diciassettenne e a farlo è proprio quel rocker del New Jersey che parla di classe operaia, di corse in auto con il vento fra i capelli e di Nebraska e di Promised LandBruce Springsteen.

Strabilianti in tal senso, le scelte estetiche alla base del primo ascolto di Springsteen, con scritte a tutto schermo del testo ascoltato da Javed, valorizzato da una regia dinamica e coinvolgente quasi come fosse un videoclip che si astrae dalla narrazione effettiva ma che al contempo ne diventa pietra narrativa e diretta conseguenza degli eventi mostrati.

Springsteen e la sua musica assumono così un ruolo taumaturgico per Javed proprio perché è nella natura ontologica delle canzoni del Boss stesso il poterlo essere.

La sua è una musica che parla di problemi veri, con cui Javed si relaziona e che gli permette non solo di trovare il coraggio di ribellarsi, ma anche di poter cambiare la propria vita invertendo l’inerzia del suo relazionarsi – non subendo più gli eventi ma agendo, mostrando spirito d’iniziativa.

Proponendosi come scrittore al giornale scolastico, chiedendo di uscire alla compagna di classe Eliza, ribellandosi ai bulli naziskin della cittadina di Luton e sognando l’America cantata dal Boss.

Greetings from Asbury Park

blinded-by-the-light-recensione-wild-italy-1

L’America, un sogno per Javed, raccontato dalle canzoni di Springsteen diventa realtà grazie al continuo pungolare di Miss Clay (Hayley Atwell) che gli dà l’opportunità della vita, con cui fuggire da quella fogna a cielo aperto di Luton.

Ma come gli ricorda opportunamente Roops (Aaron Phagura): “La vita non è una canzone di Springsteen”.

Il “nuovo” Javed dovrà così affrontare ancora una volta i suoi ostacoli per realizzarsi pienamente come individuo.

Nel raggiungimento di un’America  – e precisamente ad Asbury Park – dove per Javed: “si può fare tutto quello che si vuole e nessuno ha timore di sapere chi sei” – chiaramente in contrasto con l’attuale situazione sociale, ma erano anche gli anni Ottanta.

Blinded by the Light

blinded-by-the-light-recensione-wild-italy-4

Pur a fronte di qualche ingenuità di scrittura, come un terzo atto che nella risoluzione di ogni conflitto tende a essere dilatato all’inverosimile – peccando però di mancanza di ritmo – Blinded by the Light sopperisce al tutto grazie a un fortissimo elemento emozionale che accompagnerà lo spettatore in un viaggio di rinascita e riscoperta.

Un legame indissolubile con Bruce Springsteen, la sua musica, e la tenerezza di Javed  per una fiaba contemporanea tratta da una storia vera.

 

Blinded by the Light – Travolto dalla musica, verrà rilasciato nelle sale cinematografiche il 29 agosto 2019, da una distribuzione Warner Bros.

 

 

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


'Blinded by the light – Travolto dalla musica, le canzoni di Springsteen possono cambiarti la vita' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares