Bliss: tra realtà immaginarie, cliché e noia

La recensione di Bliss, film di fantascienza dove nulla è quello che sembra.

Dal 5 febbraio è disponibile su Amazon Prime Video Bliss, film di fantascienza scritto e diretto da Mike Cahill con protagonisti Owen Wilson e Salma Hayek.

La storia segue le vicende di Greg Little, uomo provato dalla sua sua grigia quotidianità. Reduce da un divorzio che lo ha provato, l’uomo trova rifugio solo nei suoi disegni, in cui ritrae luoghi immaginari ma che gli danno in qualche modo serenità.

La vita di Greg prende una piega una piega inaspettata quando viene licenziato. Evento che lo farà esplodere di rabbia e che gli farà provocare un grave incidente. Rifugiatosi nel bar vicino l’ufficio conoscerà Isabel, donna caduta in disgrazia che gli svelerà che tutto quello che lo circonda non è reale.

Nulla è ciò che sembra

Bliss: tra realtà immaginarie, cliché e noiaBliss è il classico film di fantascienza in cui nulla è quello che sembra e dove la realtà spesso è finzione. Un argomento sicuramente non nuovo ma che se trattato con cognizione di causa può dare vita a storie interessanti interessanti. La verità è che il terzo film di Mike Cahill è una storia senza senso piena di cliché e di noia. In primis abbiamo il tipico uomo d’affari insoddisfatto della sua vita che improvvisamente ha un’epifania e decide di cambiare radicalmente vita. Il tutto grazie all’incontro con una misteriosa donna che rappresenta tutto quello che lui non è (più): passionale, energica e rumorosa. Una donna che gli farà riscoprire la gioia di vivere. Una gioia che però gli farà perdere la cognizione del tempo, una vera e propria “dipendenza” che lo porterà a non distinguere più la realtà dal mondo virtuale.

Temi sicuramente interessanti ma già visti e raccontati sicuramente meglio. Purtroppo la storia portata sullo schermo è raccontata in maniera superficiale e molto confusionaria. Un film in cui la percezione del tempo e della realtà sono distorti, dove nulla è reale e in cui è difficile capire qualcosa. Se il regista e sceneggiatore non vuole fornire appigli allo spettatore, che deve interpretare da sé il tutto, è innegabile che ciò crea una storia dalle fragili fondamenta che si sgretolano presto. Lasciando spazio a macerie e polvere.

Partendo da una realtà “rassicurante” e che conosciamo, ci ritroviamo presto a capire che è tutta una menzogna e che la linea che divide realtà e mondo virtuale è molto labile e che siamo noi alla fine a decidere cosa sia reale. Un continuo passaggio tra i due mondi che confonde (volutamente) per far perdere l’orientamento e non lasciare punti di riferimento. Perché in fondo siamo noi a decidere.

Vorrei ma non posso

Bliss: tra realtà immaginarie, cliché e noiaLa verità è che Bliss vorrebbe essere Matrix – a cui chiaramente si ispira – ma non riesce lontanamente neanche a somigliargli. Chill da vita ad una storia in cui il risveglio dalla realtà virtuale più che una consapevolezza e presa di coscienza è metafora di dipendenza. Che sia alla routine, ai propri desideri e passioni o alle droghe, l’uomo è descritto come un essere vivente il cui stato mentale può influenzare la propria vita e quella degli altri.

I due protagonisti (e lo spettatore con loro) oscillano tra un mondo fatto di colori sgargianti e benessere ad uno in cui sono degli outsider onnipotenti. In bilico tra la bruttezza di un mondo che ormai non c’è più e quello del futuro in cui la pace e il benessere regnano sovrani ma che sembra troppo bello per essere vero. Un idilliaco futuro in cui la tecnologia è onnipresente ma con la funzione più di giocattolo che di strumento che può migliorare la vita.

Un film sul dualismo che sicuramente incuriosisce e inizialmente spiazzata che presto si rivela per quello che è: una storia inutilmente ingarbugliata e che non riesce mai a catturare veramente lo spettatore, che seguirà più per inerzia che per curiosità. Bliss ha grandi ambizioni e intenzioni interessarti che però si perdono su loro stessi, in un continuo entrare ed uscire dalla realtà, fino a non capire dove ci si trova. Mal di testa e noia assicurati.

Bliss è disponibile su Amazon Prime Video.

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Fonte immagini: IMDb.com.

Emanuele Bianchi

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA

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