“Blue Call Pink Riot”: intervista ai Joe Victor

Il 29 ottobre 2015, in quel di via Marco Minghetti, al teatro Qurinetta, nel cuore del centro storico capitolino, si è tenuta la presentazione dell’album d’esordio “Blue Call Pink Riot” dei Joe Victor, prodotto da Bravo Dischi. La formazione del gruppo vede Gabriele Mencacci Amalfitano alla chitarra e voce, Valerio Almeida Roscioni alle tastiere e voce, Michele Amoruso al basso e Mattia Bocchi alla batteria e percussioni.

Live Joe VictorLa prima idea nell’ascoltarli è che siano dei funamboli cosmopoliti. Quattro americani a Roma, che infiammano al loro debutto il pubblico. Le danze si aprono con “Bamboozled” ed è subito festa. L’aria si scalda e sa di folclore e la gente salta a ritmo della tiratissima grancassa. Una performance ben riuscita che ha saputo far emergere quanto di buono hanno da trasmettere questi ragazzi, che non cercano sofismi inutili ma mirano a colpire il cuore del ritmo nella gente, rendendo il live omogeneo e travolgente.

Noi di Wild Italy abbiamo avuto l’occasione di scambiare due parole con Valerio Almeida Roscioni (tastierista) e Gabriele Mencacci Amalfitano (voce chitarra). Ecco cosa ci hanno raccontato.

 

Chi siete e cosa suonate ?

“Siamo persone che suonano forte e gli piace tanto.”

Come mai avete scelto Joe Victor come nome?

A noi piace pensarlo come un personaggio un po’ fittizio che entra in uno di quei bar  tutto di legno. Posizionato in una luogo dove c’è poca gente e un po’ di musica. Improvvisamente questo personaggio viene sparato nello spazio. Come se a un certo punto il bar si trasformasse in un grande cannone e lui si chiamasse Joe Victor con un bicchiere in mano.”

Dalle Mura” al Qurinetta; quanta acqua è passata sotto i ponti? Come nasce il progetto?Live Joe Victor

“Noi abbiamo suonato per caso alle Mura, ritrovandoci a sostituire un gruppo che aveva disdetto l’apertura di un live. La nostra performance piacque molto a Fabio Grande (fonico della serata, produttore del disco e cantante di un gruppo che si chiama “I Quartieri”). Da lì, si può dire, è iniziato il nostro percorso. Dopo quella serata abbiamo risuonato altre tre volte alle Mura, facendoci apprezzare. Poi siamo stati contattati dalla neonata etichetta Bravo Dischi, che nasce proprio dal locale prima citato, che ha deciso di darci fiducia producendo questo disco. In quest’anno siamo passati dallo Sziget festival, all’Auditorium Parco della Musica, due concerti a Londra e più di cento concerti altrove. La soddisfazione più grande è stata vedere, che sia qui che come all’estero, riceviamo sempre un immenso calore da chi ci ascolta.”

Come nasce la ricerca sonora e la costruzione di un pezzo?

“La nascita delle nostre canzoni parte sempre dalla volontà di dare calore ed è tutto molto casuale. Non ci riteniamo un gruppo intellettuale che ricerca chi sa cosa. La nostra ricerca sonora è fatta in comune e in maniera del tutto intuitiva

Le vostre sonorità ricordano qualcosa che va dagli “A toys orchestra” passando per Bruce Springsteen fino ad arrivare a Exuma

Exuma9LNoi ci sentiamo molto vicini alla concezione di musica fatta da Exuma. Lui prende l’attitudine musicale delle Bahamas e i suoni classici del Blues, mettendoci sopra testi apocalittici ed escatologici, cantandoli a squarcia gola.”

Quanta America c’è in voi ?

“C’è ne è sicuramente molta nella nostra musica.

Ho formulato un pensiero dopo che molte persone ci hanno detto che il nostro sound ricorda quello americano: se prendiamo in considerazione artisti come, Elvis o James Brown, che raramente suonavano canzoni scritte da loro, noteremo che negli Stati Uniti a differenza che in Europa, non è presente questa ricerca sull’autore e la sua parte intellettuale. Negli Usa c’è questa gran voglia di fare Show e far tornare la gente a casa con la pancia piena di emozioni. Ed è questo forse che ci spinge verso certe contaminazioni”

Sold out questa sera. Sentimenti a caldo?

“C’è molta soddisfazione nel vedere che la presentazione del nostro primo disco abbia riscosso così tanto consenso. Siamo molto felici perché queste dimostrazioni ci fanno capire che arriva quello che vogliamo fare arrivare. Tuttavia ci è dispiaciuto per i tanti che purtroppo non sono potuti entrare a godersi lo spettacolo.”

Cosa raccontano i vostri testi?

Si parla principalmente di amore, quel tipo di amore che arriva ad essere: ironico, malinconico, nostalgico, fino a toccare anche quel tipo di amore religioso. Come ad esempio in “School bus” dove ci sono molti richiami al gospel.

Religioso ma non cristiano. Non c’è nessuna appartenenza a un credo specifico, ma un sentimento verso12202325_1488365234826963_1003274754_n qualcosa di superiore, come fosse quasi una domanda che l’individuo si pone.

Poi ci sono anche testi più ironici come “Cold”, che è una filastrocca country.

C’è un’altra canzone “Tomi” che racconta la follia di un ragazzo non corrisposto sentimentalmente, che cerca in tutti i modi di essere ricambiato. Arrivando addirittura a fare incantesimi verso la sua amata, che risultano completamente inutili perché lei è innamorata a sua volta di un altro ragazzo che però è morto. Nell’apice della sua pazzia, il protagonista prova una sorta di invidia nei confronti della sua amata, perché lui non riuscirà mai a provare un sentimento forte come il suo, arrivando cosi al tragico finale”

All’interno del cd c’è la possibilità di scegliere fra quattro possibili copertine. Da dove nasce quest’ idea “democratica”?

L’idea parte dal batterista. Mattia ha da sempre il vizio che quando compra un disco, prende una pagina a caso del book, la piega e la mette come copertina. Quest’idea c’è piaciuta molto e abbiamo deciso di farla nel nostro album.

 

L’intervista si conclude qui. Vi consigliamo vivamente di andare ad un loro concerto e farvi ipnotizzare dal folclore che emana questo sorprendente gruppo.

 

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About

In parte-nopeo, in parte romano d’adozione. Nasce a Pompei nel ’89 e si diploma come geometra nel 2009. Entra nel mondo del giornalismo un po’ per caso, facendo da assistente alla vecchia volpe de “Il Messaggero” Costanzo Costantini. Da lì a qualche anno, l’iscrizione a Scienze della Comunicazione Roma 3. Appassionato all’idea di musica come canale comunicativo e amatore a tempo perso di strumenti musicali, nel 2014 inizia una breve collaborazione con la testata “Roma da Leggere” e ora ha deciso di seguire il lavoro di Wild Italy, entrando a far parte della squadra dei collaboratori. COLLABORATORE SEZIONE MUSICA


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