Bond, Tonino Bond

Il bersaglio di questa settimana è Antonio Di Pietro e quindi la stampa si scatena. Lo “scandalo” è partito dal Corriere della Sera, strano a dire il vero, per un giornale che guarda ai fatti e non entra nel dibattito politico “permettendo ad ognuno di farsi la sua opinione”.

Ieri infatti ha pubblicato delle foto di 18 anni fa (del 15 dicembre 1992), in cui si ritrae Di Pietro in una cena con membri di agenzie vicine alla CIA, membri dei carabinieri e Bruno Contrada, allora numero tre del SISDE, che sarà poi arrestato, dopo 9 giorni. I giornali contestano inoltre il fatto che nel medesimo giorno è giunto anche l’avviso di garanzia a Bettino Craxi, a causa di Tangentopoli.

Le foto provengono da un ex appartenente all’Italia dei Valori, che ha lasciato il partito con qualche dissapore: Mario di Domenico, che in questi giorni rivela di stare per pubblicare un libro, appunto, su Antonio di Pietro. Poche verifiche dopo, eccole in prima pagina del Corriere. Nel giorno in cui Ciancimino jr. parlava degli investimenti della mafia in Edilnord, per la costruzione di Milano 2.. ma vabbé.

Il Giornale ovviamente ci si butta a pesce. Immagino Littorio sarà stato un po’ triste di non aver scovato per primo questa prelibatezza, tuttavia l’occasione era ghiotta e la prima pagina assicurata. Non solo, non accontentandosi il giornale tutto si profonde in una pletora di articoli e, addirittura, scimmiotta le “dieci domande” rivolgendole a Tonino.

Quest’improvvisa riscoperta della domanda dilaga e coinvolge anche il sopito TG1, incredibile a dirsi. Alle domande della giornalista Di Pietro sbotta e le definisce “domande del ca pene”, poi però chiede scusa. Ma non basta all’integerrimo Tg, noto per le sue inchieste scomode e le sue domande incessanti, che infatti replica:

“Potremmo rispondere alle parole volgari dell’onorevole Di Pietro con il silenzio e la superiorità, (…) tuttavia vogliamo ostinarci nel rivolgere al leader dell’Italia dei valori alcune domande. (…) “Rispondere a ciò che fa comodo e offendere quando la domanda crea imbarazzo o è scomoda: è questa la concezione della libertà di stampa che ha l’onorevole Di Pietro? È questa l’informazione del servizio pubblico che vuole l’onorevole Di Pietro, sempre in prima fila nel farsi paladino dell’autonomia del giornalismo? E ancora: non ritiene l’onorevole Di Pietro che siano i giornalisti a dover stabilire le priorità dei temi da sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica e non la politica?”.

Potete rileggere queste parole se volete, ne otterrete ogni volta un sentimento diverso: divertimento, rabbia ed infine sconsolatezza. Potete anche sostituire le parole “Di Pietro” con “Berlusconi”, otterrete un’ulteriore dose di sentimenti contrastanti.

Ovviamente anche i PdLini non si sono fatti attendere e chiedono chiarezza a gran voce, dimostrando ancora una volta di avere la faccia come il culo. O peggio nel caso di Gasparri.

C’è una lieve differenza però tra Antonio di Pietro e Silvio Berlusconi. Il primo infatti non si è sottratto all’attacco, anzi, ha risposto e si è fatto intervistare subito dal Corriere e dal Fatto. (Immaginatevi Silvio che risponde tempestivamente alle dieci domande di Repubblica. Ecco, appunto..) Dimostrando ancora una volta che chi non ha niente da nascondere non scappa dalle domande ma risponde, arrabbiandosi magari, ma non ignorandole fino a quando non saranno scomparse dalla mente degli italiani.

E poi, diciamocelo chiaramente.. vi immaginate Tonino come agente segreto??

SIMONE



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