Joshua Redman

Brad Mehldau e Joshua Redman: un magico duo sulle note del jazz

All’inizio degli anni ’90 mi venne regalato un CD jazz di un giovane sassofonista, figlio d’arte, Joshua Redman: il disco in questione era “Mood Swing”, e scoprii che si trattava già del terzo lavoro del rampollo di Dewey Redman, anche lui sassofonista jazz ma molto, molto più famoso.

Quest’ultimo, scomparso nel 2006,  veniva da collaborazioni con musicisti del calibro di Ornette Coleman, Keith Jarrett (nel quartetto americano), Charlie Haden e Pat Metheny . Negli anni, inoltre, ha inciso diversi album sia a suo nome che come co-leader, prediligendo quasi sempre il free jazz, condiviso con Coleman fin dalla gioventù.

Joshua Redman (a sinistra) e Brad Mehldau (a destra)

Joshua Redman (a sinistra) e Brad Mehldau (a destra)

Ero molto curioso di ascoltare il giovane Redman, figlio di cotanto padre, anche perché nelle note di copertina del Cd apparivano i nomi degli altri comprimari, quali Brad Mehldau al piano, Christian McBride al contrabbasso e Brian Blade alla batteria, nomi all’epoca del tutto sconosciuti e che, sommando la loro età, in totale non arrivavano al secolo.

La sorpresa fu enorme sia perché tutti i brani erano originali e scritti da Joshua, non utilizzando nessuno “standard”, sia perché il livello tecnico di tutti i componenti del quartetto era veramente notevole con una sezione ritmica fantastica, un pianoforte che in molti passaggi ricordava il mitico Bill Evans ed il sax di Redman sempre preciso ed assoluto protagonista.

Il talento di questi “ventenni” si è poi consolidato negli anni successivi sia per progetti personali che con collaborazioni di altissimo livello: Joshua Redman è rimasto nell’ambito jazz, pubblicando ad oggi 15 dischi, Brad Mehldau oltre a performance jazziste in trio (le sue preferite) si è anche dedicato alla rielaborazione di brani dei Beatles, dei Radiohead e di Paul Simon, ovviamente sempre in chiave jazz, oltre alla composizione di colonne sonore e alla pubblicazione di oltre 30 CD (sia a suo nome che insieme ad altri artisti).

Christian McBride, oltre a pubblicare diversi lavori come leader, ha collaborato con personaggi del mondo jazz come Freddie Hubbard, J.J. Johnson, Milt Jackson, Ray Brown, Chick Corea e Pat Metheny, oltre ad essere richiesto come session man da Sting e James Brown; Brian Blade, oltre al quartetto con Wayne Shorter, ha lavorato con Kenny Garrett, Herbie Hancock e Bob Dylan.

Negli anni successivi ho avuto la fortuna di vedere più volte dal vivo sia Joshua Redman che Brad Mehldau, ma sempre singolarmente o con i loro gruppi e sono molto curioso di vedere insieme la loro fantastica capacità di improvvisazione e la loro tecnica, che negli anni non può che essersi ulteriormente affinata.


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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