Bravo Sergio

Parafrasando la nota pubblicità dell’assistente tuttofare Sky, dopo bravo Pietro, oggi, allo stesso modo, si può dichiarare a pieno titolo “bravo Sergio”..

Sergio è Sergio Marchionne, il factotum della Fiat, quello che in periodo di crisi nera, ha evitato il tracollo della più importante  industria italiana con una politica di investimenti e restyling che hanno rilanciato il più famoso marchio nazionale.

In Italia però, per la Fiat continua la crisi nera, tanto che, notizia di questi giorni, è stata annunciata la decisione di mettere in cassa integrazione circa 30.000 operai per due settimane, mentre nel resto del mondo, il marchio Fiat risulta essere uno dei più attivi.

La casa del Lingotto, ha infatti recentemente acquisito un intero comparto della americana General Motors e per poco non ha chiuso un accordo con la casa tedesca Opel; in Brasile invece è appena stata lanciata la produzione della nuova 500; contemporaneamente, sul territorio nazionale, dal 1° Gennaio 2010 la casa torinese, ha chiuso uno degli stabilimenti più importanti, quello di Termini Imerese e ora minaccia una cassa integrazione che colpirà quasi tutti i dipendenti.

Cosa non torna?

Non torna il fatto che, sistematicamente, la più importante industria automobilistica italiana, viene foraggiata con denaro pubblico, attraverso incentivi che ininterrottamente riempiono le casse dei dirigenti i quali, sistematicamente, investono gli utili su tutti le latitudini, fuorché in territorio nazionale.

Si capisce che la situazione è molto seria, non si può pensare che lo Stato non si attivi per aiutare l’industria che dal 1899 da lavoro e sfama una marea di famiglie italiane, tra produzione diretta e indotto, ma il fatto che i soldi che gli italiani versano regolarmente, vengano poi utilizzati per investimenti all’estero, non sembra una cosa così regolare.

L’ultima minaccia di cassa integrazione per tutti i lavoratori, azzardo, è solo un pretesto per rinnovare gli incentivi di Stato in scadenza, e continuare così ad approfittare delle tasse degli italiani per fare investimenti fuori dai confini nazionali, senza alcun vantaggio per i lavoratori nostrani in cassa integrazione; molto meglio investire in posti dove i costi di produzione sono dimezzati e dove soprattutto il mercato automobilistico non è così saturo.

Sono pronto a scommettere che questo teatrino tra Governo e dirigenti finirà con il rinnovo degli incentivi e la sospensione dell’ultimo provvedimento di cassa integrazione generale, in modo da far fare una gran bella figura sia ai dirigenti che salveranno temporaneamente il lavoro degli operai italiani, e soprattutto al Governo che urlerà in tutte le direzioni il successo nella trattativa, (ricatto), mentre il solito cetriolo finirà nel solito orifizio dei soliti ortolani che pagano le tasse; film già visto per Alitalia, Airone, Rai e tutti i salvataggi effettuati da questo magnifico Governo a spese dei cittadini costretti ancora a pagare le tasse senza usufruire in alcun modo del servizio.

Sarebbe davvero troppo, pretendere che lo Stato ponga come condizione imprescindibile per ottenere gli incentivi, l’utilizzo di questo ossigeno per investimenti su territorio nazionale, sarebbe forse un accordo troppo serio, non il solito compromesso di facciata per favorire gli imprenditori e la classe politica dirigente che attualmente ci governa…

E pensare che, meglio di Marchionne, quest’anno, per il Sole24ore, solo Tremonti e la Marcegaglia hanno fatto…..meglio…

VINCENZO PACILE’



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