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Bridget Jones’s Baby, un terzo capitolo di risate, ironia e romanticismo

Cosa ha rappresentato e continua a rappresentare il personaggio di Bridget Jones per quanti (o forse meglio dire… quante) hanno amato i libri di Helen Fielding prima, e i film che ne sono stati tratti poi? La rivalsa delle thirtysomething (ma non solo) imperfette e fuor di stereotipo, in perenne lotta col peso e con i vizi, maldestre e collezioniste di figuracce, alla continua ricerca di una carriera soddisfacente e che pure, nonostante i guai e le sfighe che sembrano collezionare, non perdono la forza di volontà e la capacità di rialzarsi in piedi, riuscendo perfino a coronare un sogno d’amore improbabile.

Bridget e il poliamore

Ora, a più di 10 anni dal deludente Che pasticcio, Bridget Jones!, che faceva seguito al più riuscito Il diario di Bridget Jones, la protagonista del titolo è tornata per il terzo capitolo cinematografico della sua storia, Bridget Jones’s Baby. Fortunatamente, il film diretto dalla regista della prima pellicola Sharon Maguire non segue la trama del romanzo di Helen Fielding Bridget Jones, un amore di ragazzo, ma sceglie una strada più in sintonia con le pellicole precedenti.Bridget Jones's Baby,

Ecco allora che Mark Darcy (sempre interpretato da Colin Firth) è ancora tra noi, ma non il Daniel Cleaver di Hugh Grant, che ha scelto di non prendere parte alle riprese. Nei panni della sempre buffa ma dolcissima Bridget, Renée Zellweger è di nuovo il volto amato della nostra anti-eroina, pur se con qualche ruga in più.

Bridget ha finalmente stabilizzato il suo peso, ha una carriera avviata e continua a tenere il suo diario… ma su tablet. Quello che tuttavia le manca, è la felicità sentimentale. Con Mark Darcy infatti le cose non sono andate come sperava. Eppure Bridget non demorde e, in cerca di libertà e serenità sessuale, finisce per rimanere incinta. Il problema è: chi è il padre? L’ex Mark Darcy, o l’affascinante sconosciuto Jack Qwant (la new entry Patrick Dempsey)?

La sceneggiatura di Bridget Jones’s Baby, co-scitta dalla stessa Helen Fielding insieme a Dan Mazer ed Emma Thompson (che si ritaglia anche lo spassoso ruolo della ginecologa) ci racconta di una Bridget più matura e sicura di sé, ma in fondo sempre pasticciona e annaspante nell’incertezza sentimentale. Come al solito, è la sua forza a sostenerla. È vero che di padri potenziali per il nascituro Bridget ne ha ben due, ma il moderno messaggio che ci viene trasmesso è che sarebbe comunque in grado di crescere il figlio da sola, in barba a chi vorrebbe inquadrare il ruolo della donna. Anche se come lei sbadatella nell’uso di scaduti preservativi vegani e non più giovanissima (al punto che la sua viene classificata come una “gravidanza geriatrica”).

Una buona romantic comedy in salsa british

Bridget Jones’s Baby è un felicissimo sequel, in grado di far ridere (tanto), riflettere, commuovere, senza troppa sdolcinatezza ma sempre con ironia. Il tono è leggero, il film in sé certamente innocuo e la trama non particolarmente originale, quasi prevedibile. Ma il risultato finale è quello di una romantic comedy in salsa british che Bridget Jones's Babyha gli elementi che le competono al posto giusto e non delude.

Simpatici tutti gli attori: se la Zellweger perde i chili di troppo ma non l’adorabile imbranataggine e vince la sfida di chi la dava cinematograficamente spacciata, Colin Firth offre un Mark Darcy più spiritoso dei capitoli precedenti, visto che il suo englishman tutto d’un pezzo si trova a fare i conti non più solo con l’esuberanza di Bridget, ma anche con la self confidence americana di Patrick Dempsey, per il quale spesso fare il tifo non viene poi così difficile.

L’amore è una scelta dell’anima, anche tra opposti, non una perfetta formula matematica. E proprio dell’imprevedibilità della vita che ti sorprende e ti chiede di reagire con il cuore è una celebrazione Bridget Jones’s Baby, capace di concludere degnamente (almeno, per ora…) una saga che viene troppo facile etichettare come “da donne”, eppure in grado di raccontare con la risata la bellezza dell’imperfezione.

Bridget Jones’s Baby sarà al cinema dal 22 settembre con la distribuzione di Universal Pictures.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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