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Il ritorno del Boss: Bruce Springsteen e il suo The River Tour

Fonte: billboard.com

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Segnate sul calendario questa data: 16 luglio 2016, Circo Massimo, Roma. In quel giorno ci sarà il ritorno di Bruce “Boss” Springsteen in Italia, con il “River Tour 2016”. I più fortunati amici milanesi  hanno già avuto la fortuna di vederlo per due date (il 3 ed il 5 luglio) allo stadio Meazza di  Milano, per una performance durata oltre tre ore e mezza durante la quale, come al solito, Bruce non si è risparmiato.

Accompagnato dalla “mitica” E Street Band (Nils Lofgren, Steven Van Zandt, Roy Bittan, Jake Clemons e gli altri), nella scaletta del concerto, composta da oltre 30 brani, il cantautore del New Jersey riproporrà l’intero album “The River” del 1980, oltre a molti dei suoi più famosi brani del passato.

L’accoglienza a Milano è stata quella di sempre, un caldo abbraccio di pubblico giovane e meno giovane per il sessantasettenne “Boss”: Dreams are alive tonight, Stasera i sogni sono vivi, era la scritta che campeggiava nelle tribune dello stadio con circa 60.000 presenti, nonostante il caldo afoso.

Assistere ad un concerto di Bruce Springsteen non è un’esperienza come tutte le altre, non è come vedere una qualsiasi esibizione, è molto, molto di più: se siete degli appassionati di rock e se, oltretutto, conoscete i testi dei brani del Boss, non è possibile non sentirsi coinvolti fisicamente ed emotivamente, provare per credere.

La scaletta dei brani dell’esibizione di Roma, che dovrebbe ripetere quasi totalmente le due serate di Milano (anche si sa che Bruce ama improvvisare ed accontentare il pubblico nelle sue richieste del momento), conterrà,  oltre al già detto album “The River”, i suoi classici “Darlington County”, “I’m on Fire”, “Because the Night” (brano scritto insieme a Patty Smith), “The Rising”, “Jungleland”, “Born in U.S.A.”, “Born to Run”, “Dancing in the Dark” e molte altre.

Concentrare in poche righe un personaggio come Bruce Springsteen è molto complicato, così come raccontare la sua carriera musicale, parlare dei testi dei suoi brani, dei suoi apporti alla socialità e del suo rapporto con il pubblico, sempre diretto e disponibile; proverò a riassumere i dati salienti.

I numeri e le iniziative del Boss sono impressionanti: 120 milioni di dischi venduti (di cui 30 milioni del solo “Born in U.S.A.), oltre un miliardo di dollari incassati per i 27 milioni di biglietti venduti per i suoi concerti live, Oscar per il brano “Streets of Philadelfia” dal film “Philadelfia” di Jonathan Demme, 20 Grammy, impegno sociale prima con M.U.S.E. (Musicians United for Safe Energy), poi Sun City e USA for Africa, poi ancora con Human Rights Now!  di Amnesty International, impegno politico con i democratici, prima con John Kerry e poi con Barack Obama.

Fonte: billboard.com

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Per i testi delle sue canzoni, Springsteen è stato molte volte accostato a Bob Dylan; nei suoi brani è il racconto della cruda realtà che si contrappone all’“American Dreams”, delle illusioni di un mondo patinato, delle difficoltà delle minoranze ad inserirsi nella società, del reinserimento dei veterani del Vietnam.

Data la sua provenienza dalla “working class”, il tema del sociale è sempre presente nei suoi brani, insieme alla voglia di scappare, di trovare la pace, il lavoro e la serenità familiare, in contrapposizione con la continua ricerca del successo personale ed economico.

La grinta sul palco, il muro musicale ricreato dalla E Street Band nei brani più rock, la sua dolcezza quando imbraccia la chitarra acustica e suona l’armonica, i testi delle sue canzoni più o meno famose, fanno parte della fisicità e del carattere di questo grandissimo artista, che racconta la storia di un grande paese con molte contraddizioni.

Anche se l’acustica degli stadi non è il massimo, anzi, per Bruce il coinvolgimento è sempre al 100% e, sicuramente, al Circo Massimo rispetto allo stadio milanese, il suono sarà sicuramente molto più godibile.


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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