Brunetta “sbotta”

Da Arezzo, ieri Brunetta ha avuto di nuovo uno dei suoi “sbotti” ; ormai abbiamo capito che è fatto così. Brunetta alterna momenti in cui ciò che dice è molto condivisibile ad altri in cui deve eruttare tutta la bile che ha in corpo contro qualcuno: questa settimana il bersaglio del Ministro è (tanto per cambiare) la cattiva sinistra, colpevole di architettare un colpo di stato.

Immagino che quando D’Alema avrà letto le dichiarazioni di Brunetta sarà saltato dalla sedia: magari la sinistra avesse in mente un colpo di stato! Significherebbe che la sinistra italiana ancora pensa ad opporsi al governo!

Ma Brunetta non attaccava tutta la sinistra, attaccava solo la sinistra “elitaria e parassitaria” che si occupa solo di bilanci editoriali e cerca la spallata al Governo. Che fa la “cattivona” insomma. Se questo discorso avesse un senso, Berlusconi sarebbe di sinistra: gestisce anch’egli una società editoriale (quella de Il Giornale) e, sempre che non mi sbagli, durante il Governo Prodi aveva il solo interesse di dare la spallata al Governo, cosa riuscita anche molto bene.

Naturalmente Berlusconi non è un brutto comunista, perché queste accuse sono solo una scusa per imputare gli avversari di molto altro. Quello che si critica all’opposizione è, come al solito, l’opporsi; il Governo pretende che l’opposizione sia sempre disponibile a trattare su tutto, ignorando gli attacchi che arrivano ad ogni ora del giorno. L’opposizione è parassitaria perché adempie ciò che è il suo compito: opporsi. Non è elementare?

Sempre per Brunetta, la sinistra buona (ma qual è?) dovrebbe riprendere gli ideali di anni fa: quelli dei governi balneari con la data di scadenza, quella di Bettino Craxi (cioè il disprezzare la costituzione e lo stato), quella dei mezzucci. Un ritorno al passato della prima repubblica, insomma. La sinistra da cui, appunto, provengono Gianni Letta, Bonaiuti e tutti gli altri Berluscones. Essere buoni, in pratica, significa essere uguali ai componenti del Governo. Ma forse – e questo è un mio parere – sta qui l’errore.

È incredibile che in un paese democratico del 21° secolo un Ministro della Repubblica possa permettersi di insultare esplicitamente dei movimenti politici. Poi ci si offende per una stupida vignetta.

GIORGIO MANTOAN



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