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Bumblebee, il miglior film sui Transformers non è un film sui Transformers

Amicizia, famiglia e musica: Bumblebee , spin off della saga Transformers, porta in un action che non ti aspetti

 

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Il miglior film sui Transformers non parla di Transformers. Il miglior film sui Transformers parla di famiglia, adolescenza, musica e amicizia. Ci sono esplosioni, mostri robotici e trasformazioni in mezzi piccoli o grandi di locomozione, ma è il personale che viene messo in scena, l’intimo che assume il controllo dei motori e li conduce su territori di intrattenimento che non prescindono più da rocamboleschi scontri, ma vedono la rotta segnata da una storia lineare guidata da una ragazza a cui piacciono gli Smiths. La semplicità che va oliando i meccanismi dei giganteschi robot e li ammorbidisce per un film che sa offrire più di quanto abbia mai saputo fare la serie fin ora. 

Il miglior film sui Transformers è Bumblebee, secondo lavoro del regista Travis Knight che, dopo l’inizio animato di Kubo e la spada magica, entra a far parte dell’universo filmico portato avanti da Michael Bay, in uno spin-off – e in qualche maniera anche prequel – del filone di pellicole dedicate a Optimus Prime. Un blockbuster che, nonostante non sia esente dal mostrare momenti di action sfrenati e una guerra tra forme aliene robotizzate, sembra farsi piccolo. Piccolo, inoltre, in prospettiva dei suoi predecessori, è il suo protagonista, per una pellicola che rimaneggia tanto le figure predominanti della saga quanto la tipologia di narrazione che gli viene affidata.

Chi trova un amico trova un Transformers

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Charlie scopre un Maggiolino Volkswagen  (Hailee Steinfeld) sotto il telo sporco e pesante del meccanico da cui si reca quasi ogni giorno. Avere una macchina è il desiderio più grande della ragazza, anche se preferirebbe poter riparare quella su cui stava lavorando insieme al padre. Ma senza il genitore, morto per un attacco di cuore, la ragazza non riesce a far ripartire l’auto, scegliendo quindi di portare a casa il maggiolino che scoprirà in verità essere un Cybertroniano, mandato sulla Terra per trovare il modo di sconfiggere i Decepticon nemici. 

Bumblebee inizia come ci si aspetta. Siamo su Cyberton, ci sono fuoco e fiamme in ogni angolo e diverse voci robotiche cercano di mantenere il comando per far uscire incolumi i loro alleati tra combattimenti e detonazioni. Inizia, quindi, esattamente come un film dei Transformers. Ma il nostro pianeta diventa casa per uno di loro, gli permette di riprendersi dagli attacchi subiti e gli fa conoscere un’amica. Amica che, a sua volta, trova nel Autobot all’apparenza spaventoso un ritorno alla felicità.

È l’elemento tenerezza che dissesta lo spettatore, per permettergli poi di accogliere questo nuovo sentimento all’interno di Bumblebee con estrema partecipazione. Un fattore che scompiglia l’assetto consolidato dei film della serie, determinato da una premura inattesa e positiva, che permette in questo caso di esplorare la commozione anche in pellicole da cui non ce lo saremmo mai aspettati. Un coming-of-age dove il fulcro predominante è l’incontro tra due disadattati che possono trovare l’un l’altro il modo per rialzarsi, chi fatto di carne e chi di circuiti e cavi, ma entrambi nella condivisione di un affetto che traspare vivido e sincero.

La musica, il linguaggio e gli anni Ottanta di Bumblebee

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Un adattamento agli anni Ottanta che, fortunatamente, non si omologa con la scia della retromania di cui film e serie tv contemporanee sono ben piene, non scadendo perciò mai nella nostalgia, ma facendo di quel tempo e della propria cultura la voce del protagonista robot, nella maniera più letterale concepitile. Non sfruttando, infatti, la musica come veicolo per manovrare le emozioni e i ricordi, ma rimaneggiandola proprio come primo linguaggio. Anche la giovane Hailee Steinfeld fa parte di questo insieme, che oltre a dimostrare nuovamente il suo potenziale sullo schermo, asseconda il sogno passato e presente incarnato dalla volontà giovanile di possedere una macchina, di sentirsi integrata nella propria cerchia di conoscenze e di trovare il modo di riempire quei vuoti che la vita è portata a scavarci dentro. 

Un film che scombina la percezione dei Transformers e ne offre una delicatezza inaspettata, che trova nelle interiorità degli ingranaggi elettrici il proprio cuore. Il miglior film sui Transformers non è un film sui Transformers. Il miglior film sui Transformers è un film sull’umano.

 

 

Bumblebee esce al cinema il 20 dicembre distribuito da 20th Century Fox.

 

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About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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