Buon anno e buon compleanno, Wild Italy!

Capodanno 2015, un ultimo dell’anno non come tanti altri. Il 31 dicembre 2014, infatti, il Tribunale di Roma certificava Wild Italy come testata giornalistica ufficiale. Un traguardo enorme, sia per lo splendido gruppo di lavoro che ci ha creduto che per me. A 23 anni ritrovarsi alla direzione di un giornale, di una realtà editoriale da costruire e che sia esclusivamente di chi la anima è una delle sfide più affascinanti che ci si possa trovare ad affrontare.

Tanta strada abbiamo percorso in questi 365 giorni. Tante le inchieste, i video, gli sbagli, le notizie azzeccate che hanno pestato i piedi giusti. Un anno entusiasmante che ha dato la forza alla redazione che via via si sta formando sempre di più. Chiudiamo questo 2015 con la voglia di non fermarci, di lavorare per dimostrare che un modo diverso di fare informazione si possa attuare, che un giornale come il nostro possa avere una lunga (e speriamo prospera) vita. Tutto ciò cercando sempre di raccontare i fatti, dando spazio alle opinioni che contano, anche non essendo tempestivi (cosa che molto spesso porta al pubblicizzare bufale), ma volendo essere approfonditi e puntuali.

 

Posted by Wild Italy on Giovedì 31 dicembre 2015

 

 

Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all’informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile.

Il giornalista ricerca e diffonde le notizie di pubblico interesse nonostante gli ostacoli che possono essere frapposti al suo lavoro e compie ogni sforzo per garantire al cittadino la conoscenza ed il controllo degli atti pubblici.

Giacomo Andreoli, responsabile sezione Cronaca, durante la sua visita a Expo Milano 2015

Giacomo Andreoli, responsabile sezione Cronaca, durante la sua visita a Expo Milano 2015

La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell’editore, del governo o di altri organismi dello Stato”.

Sembra un proclama utopistico e fantascientifico. Questo stralcio che avete appena letto è tratto invece dalla Carta dei doveri del giornalista, una sorta di giuramento di Ippocrate (io perlomeno lo intendo così).

Che cosa vuol dire quindi oggi fare il mio mestiere e cosa dovrebbe animare un ragazzo giovane, della mia età nello svolgerlo?

Quando cominciai, circa 6 anni fa, avevo bene in mente una cosa: avevo una voglia, una voglia irrefrenabile di non girarmi dall’altra parte. Di raccontare ciò che di storto vedevo intorno a me.

Ritenevo, e ritengo tutt’oggi, che cercare di spiegare e di raccontare i tempi che stiamo vivendo sia uno dei mestieri più difficili e complicati che ci possano essere. Se non altro perché chi impugna tutti i giorni una penna o un mouse e comincia a scrivere, sa (o dovrebbe sapere) di avere una responsabilità enorme proprio perché deve “rispettare, coltivare e difendere il diritto all’informazione di tutti i cittadini”.

Un cittadino poco informato è un cittadino che può votare qualcosa (o qualcuno) che va contro i suoi interessi, è un cittadino che può essere portato a fare scelte sbagliate e molto altro ancora.

E’ una responsabilità enorme che, molto spesso, dimentichiamo.

Alla luce di tutto ciò, quando mi trovo a parlare in alcuni licei romani con ragazzi coetanei o anche più giovani che mi chiedono cosa serva per fare questo mestiere, dall’alto della mia piccola esperienza rispondo sempre che bisogna crederci, crederci fermamente. Proprio per i motivi sopra esposti, voler essere un giornalista oggi – in un mercato che, non è un mistero, è sempre più affollato e sempre più competitivo – implica l’essere fermamente convinti di poter cambiare il mondo in positivo anche di una virgola usando la propria penna, non smettendo di adoperare uno strumento potentissimo: il fare domande.

Per dare concretezza a questa mio piccolo e forse folle modo di intendere il fare informazione oggi, 12 mesi fa ho fondato Wild Italy e da direttore responsabile, sembrerà strano o inflazionato dirlo, ma cerco di imparare tutti i giorni dai miei redattori.

Presentazione di Wild Italy. Roma, 27 febbraio 2015

Presentazione di Wild Italy. Roma, 27 febbraio 2015

Pochi giorni fa ho avuto modo di vedere nuovamente un film molto interessante che vi consiglio. Si intitola Fair Game – Caccia alla spia. La pellicola racconta la storia vera di un’agente della CIA sotto copertura e di suo marito, un ex ambasciatore. Quest’ultimo, per aver raccontato la verità sul fatto che non c’erano armi di distruzione di massa in Iraq, venne screditato dall’amministrazione Bush e il vero nome di sua moglie venne pubblicato su tutti i giornali, violando la sua copertura.

In un bellissimo discorso di fronte ad una platea di studenti, l’ex esponente diplomatico in questione (interpretato da un eccellente Sean Penn) racconta:

«Quando Benjamin Franklin uscì da Independence Hall subito dopo la seconda stesura della Costituzione, in strada fu avvicinato da una donna che gli chiese: “Signor Franklin, che sorta di governo ci avete lasciato in eredità?” E Franklin disse: “Una repubblica, signora, se saprete mantenerla”.

La responsabilità di un paese non è nelle mani di pochi privilegiati. Noi siamo forti, e siamo liberi dalla tirannia e lo saremo finché ognuno di noi avrà sempre in mente qual è il suo dovere di cittadino. Che sia per chiedere conto di una buca in fondo alla strada o delle bugie in un discorso sullo stato dell’Unione, fatevi sentire!

Fatele quelle domande. Pretendete la verità. Nessuno vi regalerà mai la democrazia, statene certi. Ma questa è la nostra democrazia. E se facciamo il nostro dovere, sarà la democrazia in cui i nostri figli vivranno»

Buon 2016 e buon compleanno, Wild Italy!

 


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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