Buoni politici fanno buone leggi?

Alla vigilia delle elezioni politiche, che si prospettano molto complicate e confuse, ci sono sempre più partiti e movimenti che – dopo il ventennio berlusconiano – si stanno battendo (almeno in teoria) per la serietà degli individui candidati e per la loro onestà, totoeliminando indagati e condannati. Dopo anni in cui non si è fatto nulla e si è via via perso ogni minimo senso di pudore e di rispetto verso gli elettori, improvvisamente si sono tutti “risvegliati” sul tema della questione morale.

Una questione che invece fa ancora fatica ad entrare nel dibattito, è quella delle politiche sociali e per i giovani, verso i quali poco o nulla è stato fatto in tutti questi anni, causando l’attuale altissima disoccupazione giovanile e la mancata entrata di un’intera generazione nel mondo del lavoro. L’Italia si ritrova oggi ad essere indietro rispetto agli altri paesi europei perché non ha saputo investire nell’ultimo decennio in modo adeguato su infrastrutture e innovazione, arrivando ad una situazione di estrema fragilità finanziaria, aggravata anche dagli ultimi governi. Nell’ultima fase di decadenza di questa fallimentare Seconda Repubblica, abbiamo assistito a numerosi episodi di cattivo gusto e di abuso del potere ad opera di appartenenti a diversi schieramenti (truffe continue dei contributi ai partiti, scandali e fallimenti vari).

Se davvero la Terza Repubblica che sta per iniziare dovrebbe portare con sé l’onestà, le capacità, la trasparenza, come tutti stanno promettendo in campagna elettorale, anche i cittadini dovranno essere pronti a una consapevolezza maggiore: scegliere sempre e comunque il merito, a partire dal consigliere comunale di un piccolo paesino fino al Presidente del Consiglio, non lasciandosi persuadere dalle promesse di aiuti e posti di lavoro da quei politici che usano questi mezzi come unico modo per farsi eleggere; prendendo in giro gli elettori. Parafrasando quella campagna pubblicitaria sui rifiuti, che campeggiava in tutta Milano diverso tempo fa: “Il Parlamento è anche tuo. Aiutaci a tenerlo pulito”.

STEFANO CARLUCCIO

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