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Buriram 2017: Rea domina ancora la SBK, fa 4 su 4 e scappa

Anche il secondo round della stagione 2017 del Mondiale Superbike è stato archiviato. La Thailandia, dopo l’Australia, lascerà lo spazio all’Europa da fine marzo. Come avviene ormai da 3 annate, Jonathan Rea ha già messo una firma pesante su questo campionato. Analizziamo, passo per passo, il weekend di Buriram Superbike 2017. Numeri, classifiche e impressioni di quello che sta già diventando un mondiale a tinte verdi. E che parla nordirlandese.

Rea continua a fare il marziano.

Primo dal venerdì alla domenica, Jonathan Rea, campione iridato delle ultime 2 stagioni, centra la seconda doppietta consecutiva. Come a Phillip Island, il nordirlandese di casa Kawasaki domina il weekend thailandese, rea buriram superbike 2017stravincendo, con secondi di distacco, entrambe le gare. 4 su 4 e fuga in classifica. Siamo di fronte a un marziano che ha già spaccato in due il mondiale 2017. La Superbike ha ancora il suo unico dominatore.

“Questo è il mio miglior inizio di stagione, mi sento molto bene sulla moto”. Così ha commentato il campione uscente la sua 2 giorni thailandese. E c’è da credergli. Prima di lui, solo Neil Hodgson e Troy Bayliss riuscirono nell’impresa di vincere tutte le prime 4 uscite della stagione. Negli anni scorsi, Rea si fermò a 3. Ed è stato comunque un bell’andare.

Numeri in rapido aggiornamento. Da quando è in sella alla Kawasaki Ninja, Jonathan ha conquistato 27 gare sulle 56 disponibili (quasi 50 per cento di media). Sempre primo in classifica da febbraio 2015 a oggi. Con la doppietta di Buriram, il nordirlandese si porta a una sola vittoria da Haga (43 gare vinte in Superbike), che si trova attualmente al terzo posto nella classifica dei più vincenti di sempre (dietro a Bayliss e Fogarty).

Jonathan Rea sta riscrivendo a mani basse la storia di questo sport. Il 2017 è già indirizzato prepotentemente verso il nordirlandese.

Davies pasticcione ma presente.

Con l’ennesima doppietta di Rea, per gli avversari la lotta si accende solo per il podio. I diretti interessati – Davies, Sykes e Melandri in primis – hanno potuto solo limitare i danni. Troppo distante l’alfiere Kawasaki per poter pensare di batterlo.

Davies buriram superbike 2017Chaz Davies, che nella gara del sabato ha centrato la terza piazza d’onore consecutiva, nella prova domenicale è caduto rovinosamente mandando all’aria una buona rimonta. Aiutato anche dalla bandiera rossa, il gallese è riuscito ad arrivare sesto al traguardo. Ma non sono stati pochi i problemi dopo la seconda partenza. I punti da recuperare dalla testa della classifica sono già 30.

Ma Chaz può guardare sicuramente con fiducia ai prossimi appuntamenti. In Europa la sua Ducati, come dimostrato negli anni passati, può senz’altro ridurre il gap che c’è con la Kawasaki. Perlomeno giocarsela sullo stesso piano, cosa che non è avvenuta in Thailandia. E poi il terzo round sarà in Spagna, più precisamente ad Aragon. Qui Davies raccolse la sua prima doppietta in carriera, in sella alla BMW. Compagno di squadra di allora? Lo stesso di oggi, Marco Melandri.

L’anno scorso fu un dominio rosso, con il britannico che si prese la prima delle 5 doppiette stagionali. Un grande banco di prova, quindi, per Davies. Chissà che non sia proprio Aragon la pista che può ribaltare la situazione.

Sykes solido.

Dopo Rea e Davies, si lotta per inserirsi. Le 2 “seconde guide” – chiamate così più per comodità che per una corrispondenza vera con la realtà – di Ducati e Kawasaki sono lì, pronte a giocarsi le proprie carte non appena possibile. E di sicuro, già dai prossimi round europei, questo momento arriverà. Si tratta di Tom Sykes e Marco Melandri.

Il primo, compagno di squadra di Jonathan Rea, se ne torna via da Buriram con 2 podi (un terzo e un secondo posto). Un bottino più che discreto, ma se davanti a tutti c’è un marziano come il sykes buriram superbike 2017nordirlandese si può fare poco di più. Come si suol dire da tempo, i primi 2 weekend della stagione – Australia e Thailandia – non è che vadano più di tanto a genio al pilota di Huddersfield. Piste in cui il suo stile di guida non paga; Sykes, da queste parti, non vince quasi mai. Il borsino di quest’anno dice 3 podi in 4 gare.

Ora però il digiuno di vittorie comincia a farsi pesante. L’ultimo sigillo risale a Laguna Seca 2016, seconda gara. In compenso, con il round di Buriram Tom arriva a quota 87 podi in 214 gare Superbike; conditi da 31 vittorie e 38 superpole. In tutto questo rientra anche un titolo mondiale nel 2013. Che sia un po’ presto per giudicare Sykes fuori dai giochi? Tutto dipende da Rea, ovviamente. I punti di distanza tra i 2 sono già 38 dopo 4 gare.

Melandri sbadato.

Dopo i primi 2 round della stagione, forse nessuno si è accorto che Marco Melandri veniva da 2 stagioni di stop. Il ravennate ha ripreso a marciare da subito, iniziando alla grande il 2017. A parte quello “zero” della prima gara di Phillip Island, Macio ha portato a casa 2 podi (2 terzi posti) e un quarto posto. E sembra avere ancora tanti margini di miglioramento.

Unica nota negativa di Buriram è stata quella maledetta ultima curva – nel vero senso della parola – che lo ha costretto a cedere per due volte consecutive in due gare la posizione. E sempre a Tom Sykes. Un problema ai freni, si diceva. Fatto sta che farsi soffiare in quel modo la posizione, non è un grande spot per la lotta per i piani alti. Anche perchè Sykes non sembrava averne tanto di più.

I punti da recuperare dalla vetta sono già 55. Il discorso che va fatto per Melandri, però, è simile a quello che riguarda Sykes; le possibilità per inserirsi e vincere qualche gara ci sono tutte. lowes buriram superbike 2017Ma gran parte della sorte passerà attraverso il rendimento di Chaz Davies e, ovviamente, Jonathan Rea, che sembrano avere qualcosa in più. Anche Melandri aspetta con ansia i round europei.

Regolamento, Yamaha, calendario etc etc

Dopo il round di Buriram Superbike 2017, si può fare anche una considerazione sul regolamento. La griglia di partenza “pazza” della nuova stagione, che prevede l’ordine di Gara-2 completamente stravolto rispetto a Gara-1, comincia già a fare acqua. Il tentativo di dare spettacolo grazie alle nuove regole sembra rientrato, dopo le buone sensazioni di Phillip Island. In Thailandia, dopo il primo giro i migliori 4 del lotto (le 2 Kawa e le 2 Ducati) erano già li davanti a tutti. La differenza in campo è stata sin da subito troppa.

Di sicuro queste sono solo sensazioni. Prima di dare un giudizio completo, aspettiamo qualche altro round. Ciò che invece sembra confermato è l’ottimo stato della Yamaha. Alex Lowes ha smesso di cadere a ogni gara, portando a casa punti pesanti in ottica classifica. La casa giapponese, grazie al britannico, sembra l’unica a essere riuscita a limare, almeno in parte, il gap con le prime due moto della classe. Forse è presto per giudicare, ma se il buongiorno si vede dal mattino nel Team Pata saranno tutti piuttosto soddisfatti di questo inizio di stagione.

Ora, come detto, si va in Europa. Il round spagnolo, sul tracciato di Aragon, aprirà la primavera del mondiale delle derivate di serie. Appuntamento al 1 aprile.

 

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Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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