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#CacciaAlLatitante: Pasquale Scotti, la “pistola” di Cutolo

Oggi torniamo a parlare di Camorra, anzi, della Nuova Camorra Organizzata di Cutolo, e lo facciamo parlando di uno dei suoi più stretti collaboratori: Pasquale Scotti.

Nasce a Casoria l’8 settembre 1958. Nella NCO Cutoliana fa parte del cosiddetto “consiglio”, l’organo preposto alla determinazione delle direttive strategiche del sodalizio criminoso. È chiamato Pasqualino ‘o collier per aver regalato un collier da 50 milioni alla moglie di Cutolo.

La sua è una storia di violento criminale, e infatti è nel braccio armato degli uomini di ‘o professore vesuviano che si fa le ossa e riesce a conquistare un ruolo di spicco nell’organizzazione. Spara e ammazza. Nel 1983 viene arrestato a Caivano, accusato di aver ucciso Giovanna Matarazzo, detta Dolly Peach, una ballerina di un night club della capitale legata sentimentalmente a Vincenzo Casillo, esponente anch’egli dei Cutoliani ma passato, appena un anno prima, dalla parte del Clan nuvoletta, legati ai Corleonesi e quindi traditore. Vincenzo Casillo, che secondo Pasquale Galasso, pentito, fu l’esecutore materiale dell’uccisione del banchiere Roberto Calvi a Londra nel 1982: questo è stato dipinto come favore da fare a Pippo Calò dopo l’ingresso di Casillo nel clan. Per Calò, Calvi si era appropriato del denaro suo e dei suoi soci. Ma questa è un’altra storia.L'identikit di Pasquale Scotti © Tm NewsInfophoto (5)

Pasquale Scotti si fa un anno di carcere, durante il quale inizia una collaborazione fittizia, finalizzata a facilitare il trasferimento all’ospedale di Caserta per il ricovero, e la notte di natale del 1984 evade. È da quel giorno che diventa latitante. 
È condannato all’ergastolo per omicidio e occultamento di cadavere.
Ma il braccio armato di Cutolo pare non essersi arreso alla sua vita da ricercato, o a restare nel suo paese di origine come un vecchio boss nascosto in cunicoli sotterranei nei pressi delle case dei suoi cari. 
Appena due settimane fa, la squadra mobile di Napoli ne ha svelato gli interessi sotto la madonnina, a Milano, nel mondo delle slot machine.
La notizia ha fatto un po’ scalpore nelle stanze di giustizia, perché Franco Pino, pentito di ‘ndrangheta nel 2011 aveva svelato che, per quel che ne sapeva, Scotti era stato ammazzato poco dopo l’evasione dall’ospedale nel 1984.

Per i poliziotti invece il nostro Pasqualino ‘o Collier è vivo e vegeto, e sarebbe protetto da Mario Russo, concittadino dello Scotti ma che da anni ormai vive a Milano e incrocia interessi con la ‘ndrina Valle e con i Moccia, clan egemone di Afragola, in provincia di Napoli. Questo Mario Russo ha precedenti per associazione mafiosa e condanne per estorsione e associazione a delinquere, tutto risalente agli anni ’80, ma al momento pare essere perfettamente integrato negli ambienti imprenditoriali lombardi.

I rapporti fra Mario Russo e Pasquale Scotti nascono, secondo il collaboratore Michele Froncillo, per l’interessamento al settore del gioco del gruppo criminale a cui appartiene il super latitante  Mario Russo è infatti espero di primo livello nella gestione e nella fabbricazione di macchinette da gioco. Russo vanterebbe anche contatti con i Cutoliani rifugiatisi in Germania, dove per altro si sarebbe nascosto per un certo periodo anche Scotti.

La vita di Scotti pare essere invisibile. Solo alla morte del fratello Giuseppe pare essere ricomparso e, secondo un informatore della squadra mobile, si sarebbe presentato al funerale vestito da prete.
 Interessante il fatto che, fra le ultime persone che hanno potuto vedere Scotti, ci sia l’attuale presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, in forza PDL. 
Per ammissione dello stesso Cesaro, che negli anni ’80 portava pizzini a destra e a manca tra i vari clan di camorra, dovette chiedere protezione a Rosetta Cutolo, sorella del boss della NCO, perché vittima di estorsione da parte dello stesso Scotti. Cesaro incontrerà il futuro latitante per consegnargli un bigliettino della donna a cui aveva chiesto aiuto.

 

PUNTATE PRECEDENTI:
Marco Di Lauro: il boss parruccato!
Michele Varano: l’uomo delle “bionde”

 


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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