Cade un altro pezzo: la Prestigiacomo lascia il Pdl

E pensare che proprio oggi, parlando con Matteo Marini, si era detto che saremmo andati in “ferie” con il blog, a meno che non fosse successo qualcosa di importante di cui dover scrivere. Non ho avuto neanche il tempo di finire di parlare con lui che un altro pezzo della maggioranza di governo, si è perso per strada. Il povero B – infatti – ha perso una delle sue più care Ministre: Stefania Prestigiacomo.

Ricostruiamo l’accaduto:

In mattinata, secondo Roberto Maroni, “il ministro Prestigiacomo era molto contenta perché in consiglio dei ministri era riuscita a far correggere il decreto mille-proroghe.” Ma poi, nel primo pomeriggio, succede il fattaccio.
La Camera dei Deputati è chiamata a votare in merito alla proposta di legge (c. 2424) che prevede delle agevolazioni per la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito. Questo disegno di legge, presenta una norma che non è ben gradita alla Ministra e che prevede l’esonero, in via transitoria, per le piccole imprese dagli obblighi in materia di smaltimento dei rifiuti. La Prestigiacomo, in quanto Ministro dell’ Ambiente, ha dissentito su questo articolo ed ha infatti votato con l’opposizione per rimandare indietro la proposta e riformulare il testo. La legge, però, è passata lo stesso – con l’appoggio di FLI e UDC (e meno male che dovevano dare del filo da torcere a Berlusconi) – anche se con soli tre voti di scarto. Il risultato lascia la bionda Stefania a bocca aperta e, con i lacrimoni agli occhi, lascia l’aula annunciando le sue dimissioni unitamente all’uscita dal PDL. Come se non bastasse, mentre il Ministro si avviava verso l’uscita, dai banchi della maggioranza si sono levati cori che scandivano un solo slogan: “DIMISSIONI!”.

Ma qual’ è il problema principale che ha spinto la Ministra a dire basta? Lo dice lei stessa poco dopo ai microfoni dei cronisti parlamentari che l’attendevano in Transatlantico: <<Sono amareggiata per come sono andate le cose in Aula, pertanto, non mi riconosco più in questo Pdl, me ne vado al gruppo misto, ma>> – continua la titolare del Ministero di Via Cristoforo Colombo – <<resto al governo. Ovviamente poi chiarirò tutto questo con il presidente Berlusconi>> e <<resto Ministro finché Berlusconi lo riterrà>>.
Non contenta, successivamente spiega che c’è pure un forte dissenso fra lei e il capogruppo del Pdl: il piduista Cicchitto: <<Di sicuro – aggiunge Prestigiacomo – Fabrizio Cicchitto non può essere più il mio capogruppo>>.

Ecco quindi che il Governo del Cavaliere di Arcore perde un altro pezzo importante che, pur garantendo il sostegno al governo, incide una ferita da non sottovalutare e che non fa altro che riaprire una piaga che sembrava essersi chiusa: quella sull’affaire Carfagna. Si perchè ora Berlusconi, se non vuole perderla, dovrà attuare lo stesso metodo che ha intrapreso per convincere l’ex calendarista a non mollare la poltrona.

Se ci riuscirà, sarà solo una piccola toppa su una crepa che non fa altro che allargarsi; se invece fallirà, vedrà crollare definitivamente il suo Governo. Sempre che non vadano in suo aiuto i suoi acerrimi nemici del “nuovissimo” Terzo Polo che non sembrano affatto disdegnare e che, in pieno stile Berlusconiano, tendono a dimenticare che fino a una settimana fa ululavano di rendere impossibile la vita al Governo Berlusconi e che oggi, invece, dicono che loro “i bastoni fra le ruote, al governo, non li metteranno mai”. Non sia mai che gli serva un passaggio sul carro, ora che c’è un posto vuoto in più!

BUON NATALE!

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com

Aggiornamento: la Prestigiacomo è rientrata dopo qualche giorno nel partito, ed è di nuovo amore.


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
giampross@katamail.com


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