Camorra: arrestato Mandara, leader della Mozzarella di Bufala

Non è il primo e, purtroppo, non sarà neanche l’ultimo. Una storia che si ripete negli anni. Sono i leader del settore della mozzarella di bufala campana, che vengono arrestati per essere appoggiati direttamente ai clan camorristici.

Ne avevamo parlato a inizio anno in un approfondimento sulle Agromafie. Ed oggi, riprendiamo il discorso con l’ultimo avvenimento sotto il cielo partenopeo.

Questa volta il nome è notissimo. Stiamo parlando di Giuseppe Mandara. Noto in tutto il paese per le sue mozzarelle di bufala “Mandara – Mozzarella di Bufala Campana” con il logo arancione. È stato arrestato assieme al suo braccio destro Vincenzo Musella, con l’accusa di associazione camorristica.
Le accuse pesantissime che i Pm rivolgono all’azienda è quella di essere nata ed essersi evoluta grazie ai capitali forniti direttamente dalla camorra casalese. In particolare dal clan La Torre di Mondragone, giunto agli onori della cronaca sopratutto nel marzo di quest’anno per un’operazione portata a termine da parte degli investigatori che ha portato alla luce il collegamento tra i La Torre (camorra) e i Barbaro di Platì (‘ndrangheta) per lo smercio di droga dal Venezuela all’Italia, con destinazioni estere; operazione che vide il sequestro, in un sol colpo, di ben 700 chili di cocaina pura al 93%.

Tornando a parlare di Mandara e della nascita-sviluppo dell’impresa, vediamo cosa dice il Procuratore Cafiero De Raho, coordinatore delle indagini della DIA, al termine dell’operazione che portato all’arresto dell’imprenditore campano:

“Nel 1983 la società è stata costituita con il denaro dei La  Torre, circa 700 milioni di lire che hanno consentito ai Mandara, in difficoltà economiche, di sviluppare e far progredire l’attività anche grazie al sostegno della organizzazione”

Queste parole ci spiegano che, molto probabilmente, senza l’aiuto della Camorra, l’azienda dedita alla produzione della mozzarella di Bufala non sarebbe mai nata.
E il collegamento fra Giuseppe Mandara e i La Torre risulta anche in una vecchia condanna. I pm napoletani spiegano infatti che Mandara

“risulta condannato per falsa testimonianza resa proprio per favorire il socio occulto Augusto La Torre (super boss dell’omimo clan, arrestato nel 2000 e oggi collaboratore di giustizia – nda), avendogli creato un falso alibi in sede processuale per eludere l’accusa di duplice omicidio“.

Legami stretti, tessuti nell’arco degli anni. Coinvolgimenti gravissimi per l’imprenditore che esporta, ogni giorno, circa 200 (duecento!) quintali di Bufala campana in tutto il mondo – Giappone, Russia, Usa, Nuova Zelanda, ecc – e che fattura la bellezza di 100 milioni l’anno. Cifra che risulta per altro sequestrata preventivamente nell’operazione.

La vicenda però non si chiude qui. L’operazione condotta dalla Dia e dal NOE (Nucleo Operativo Ecologico) è stata denominata “Bufalo”. Non solo per il soggetto a cui fa riferimento, ma anche perchè quello che smerciava il gruppo caseario di Mondragone pare fosse tutt’altro che di qualità. Ciò che egli spacciava per DOP, era in realtà prodotto con “materiali” ordinari, non degni del prestigioso fregio di garanzia. In più pare che ci sia anche un tentativo di contraffazione del “Provolone di Monaco Dop”, celebre formaggio della zona campana.


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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