Canale YouTube chiuso perché l’editore di Beppe Grillo reclama copyright

Sono un video-blogger molto attivo da circa 6 anni ormai. Gestisco, lavoro (vero) permettendo (e bisognerà pur mangiare), un mio piccolo blog (www.thegianlucatv.ilcannocchiale.it) collegato direttamente alla mia passione di video maker amatoriale che, fino a poco tempo fa, riversavo su due canali YouTube:TheGianlucaTheGianlucaTV. Fino a poco tempo fa, appunto.

Di fatto, il canale TheGianlucaTV nacque qualche anno dopo rispetto al “fratello maggiore”, che invece era attivo dal 2007 circa. E la necessità di ricorrere ad un canale di scorta è facilmente spiegabile. In base ai contenuti che posti sul tuo canale, a volte, può capitare che l’azienda (potente) di turno, a cui i contenuti possono fare riferimento, inoltri a YouTube un reclamo per violazione del copyright relativamente ad uno specifico video caricato da uno specifico utente. A questo punto, in automatico, il sito di video-sharing più famoso del mondo disattiva la clip, ti invia una mail di avvertimento, minacciando la chiusura del canale in caso di raggiungimento del bonus di tre avvertimenti e ti invita, in caso di errore, a inviare una contro notifica.

Ovviamente ricevere una notifica di reclamo per violazione copyright oggi è particolarmente difficile. Soprattutto se carichi dei video recanti contenuti tratti da trasmissioni televisive. Per capirci, credo che solo Mediaset (che intentò una causa milionaria allo stesso YouTube) formalmente oggi non permetta agli utenti di caricare immagini tratte dalle proprie trasmissioni.
Per quanto mi riguarda, i miei video variano da montaggi a tema stile “blob” di spezzoni di trasmissioni tv a riprese che effettuo durante eventi di carattere politico o socio-culturale.

A marzo del 2009, però, dopo aver assistito allo spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio (del quale comperai in seguito anche il libro/dvd) su “TheGianluca” si abbatté il primo avvertimento. Il video di Travaglio della durata di 4/5 minuti che avevo registrato con un cellulare e che avevo postato su YouTube, secondo quanto scrittomi direttamente dall’editore (a cui chiesi spiegazioni che mi vennero cortesemente concesse) era “una violazione di copyright e un danno notevole all’editore/autore e distributore dell’opera nonché il produttore dello spettacolo che è attualmente in tournee in tutti i teatri d’Italia”. Ci fu una mia contro risposta in cui dicevo che stavo solo facendo pubblicità gratuita all’opera ed all’autore, che stimo ed apprezzo, alla quale il sig. Corvino obiettò che “saremmo felicissimi della promozione e diffusione di Promemoria in rete come consueto con un clip di 3 – 5 minuti come per legge è il diritto di cronaca”. Quando gli segnalai che il mio clip di fatto non superava i 5 minuti, la conversazione non ebbe seguito.

Ma mi dissi: ci può stare. Lui fa il suo lavoro ed ha tutto l’interesse a vendere il libro/dvd evitando la diffusione, un pezzo qui e un pezzo lì, dell’intero spettacolo su internet. E feci buon viso a cattivo gioco. Fu a quel punto che decisi di aprire un altro canale, per caricare quei contenuti per i quali non avevo la certezza assoluta di non violazione del copyright.

A dimostrazione della cura con cui seleziono i video da caricare, il secondo reclamo arrivò solo a giugno del 2010. Maria Vittoria Longhitano, la prima donna sacerdote ordinata in Italia, era stata intervistata da C6.tv, la web TV che racconta soprattutto Milano e Roma ma anche l’Italia in generale. In attesa di ottenere un’intervista esclusiva con Madre Maria Vittoria (che avrei poi regolarmente fatto e postato) scaricai la breve intervista realizzata da C6.tv e, senza alcuna variazione, con tanto di logo e riferimenti originali, la postai sul mio canale con l’intento di dare a quel documento la maggiore diffusione possibile (in rete il passaparola è fondamentale, secondo me). Nuovo reclamo, tentativo di dissuasione con e-mail di spiegazioni ma da C6.tv mi risposero picche (oggi siamo di nuovo in contatto, dato che sembra che la gestione del loro canale YouTube sia cambiata e che non si spieghino come e chi possa aver inoltrato un reclamo così esagerato a YouTube).

Alla prossima, però, mi avrebbero chiuso il canale…e qui arriva il bello. O il brutto, a seconda della prospettiva da cui si voglia guardare la cosa.
Su “TheGianluca” ho sempre caricato parecchi video di Beppe Grillo tratti da trasmissioni televisive (come Annozero, per esempio) o girati da me durante gli spettacoli a cui ho assistito dal vivo. Delle vere e proprie pillole su argomenti come le rinnovabili o la “politica alla gente” su cui mi sono sempre trovato d’accordo. Nel mio piccolo, con azioni concrete di partecipazione ed attivismo sociale e, ovviamente, anche di diffusione dell’informazione tramite i miei canali ed il blog, ho sempre sostenuto le idee ed il Programma portato avanti dal suo Movimento 5 Stelle che, a mio parere, è concreto, democratico ed innovativo. L’anti-politica per eccellenza, nel senso di opposizione e differenziazione rispetto alla politica tradizionale gestita dalla solita casta.

E postare su YouTube dei video su Beppe Grillo è sempre stato sicuro. Pensate a quello che c’è scritto a pagina 6 del Programma del Movimento, tanto per capirci: “L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. […] Le proposte: […] Abolizione della legge Urbani sul copyright” (che introdusse sanzioni per la condivisione di opere tutelate dal diritto d’autore anche senza alcuno scopo di lucro, con la correzione parziale di quest’ultimo dettaglio in seguito).

Ma soprattutto: qualcuno ricorda l’episodio della chiusura del canale del blog di Grillo da parte di YouTube il 25 settembre 2009 per un reclamo di violazione del copyright da parte di CBS, in relazione al post “Primarie dei cittadini 2.0: Stato e cittadini”, per il quale Casaleggio Associati, l’azienda che gestisce beppegrillo.it, aveva scelto di pubblicare su YouTube un sunto della puntata del Late Show di David Letterman nella quale era ospite Barack Obama? Ebbene, la mobilitazione dei lettori, me compreso, su richiesta del comico genovese, aveva fatto sì che il canale venisse riaperto (con la sola eliminazione del video “incriminato”).
Mi sembrava fantascienza, dunque, leggere giovedì scorso l’email standard di YouTube che mi annunciava che il mio canale youtube.com/TheGianluca era stato chiuso per il reclamo decisivo (il terzo ed ultimo) inoltrato da RCS Libri Spa in relazione al breve video che girai ad ottobre del 2010 con un cellulare durante lo spettacolo “Beppe Grillo is back” a Milano. La Rizzoli è l’editore del libro/dvd tratto dallo spettacolo ed ha pensato bene di far calare il sipario sul video e, di conseguenza, su tutto il lavoro e la passione che avevo riversato nel canale aperto nel 2007, che contava circa 500 video e quasi 900 utenti iscritti.

Direte: poca roba, e poi tu chi cazzo sei? Nessuno, appunto. È solo che di Beppe Grillo, al di là degli argomenti su cui posso essere di volta in volta d’accordo o meno, avevo sempre apprezzato l’estrema coerenza. Ed il bello è che, non solo andavo agli spettacoli, ma compravo anche i libri e i dvd per sostenere le sue iniziative!
Poi mi chiudono il canale perché il suo editore usa la mannaia del copyright su un video di scarsa qualità girato da un cittadino qualunque in un momento qualunque.
Ma, come diceva Sordi ne Il marchese del Grillo (mai omonimia fu più adeguata all’argomento), “io sò io e voi nun siete ‘ncazzo”. E le regole per “chi non è un cazzo” valgono sempre di più, in qualsiasi aspetto della vita.

GIANLUCA CAPORLINGUA

***AGGIORNAMENTO 02/04/2011 – Ricevo breve ma importante risposta dallo staff Grillo a cui avevo scritto:“Contatteremo la RCS al più presto. Staff Beppe Grillo”



'Canale YouTube chiuso perché l’editore di Beppe Grillo reclama copyright' have 2 comments

  1. 4 aprile 2011 @ 10:30 am Giampaolo Rossi

    Interessante…. tienici aggiornati mi raccomando!

    Ma agli spettacoli c’era scritto che era vietato riprendere?? anche se di solito è sempre così….

  2. 23 aprile 2011 @ 2:23 pm Simone

    Hai propio ragione amico, le regole per “chi non è un cazzo” valgono sempre di più!!
    Grandissimo blog!


Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares