Cancellieri: “Tav madre di tutte le preoccupazioni terroristiche”. Sicura?

Lo ammetto, per il Ministro Cancellieri ho un certo rispetto e una certa stima. È una donna che, nel passato, ha gestito bene situazioni difficili, nelle quali è stata costretta a prendere in mano le redini di diverse città in qualità di Prefetto. Ho iniziato a studiare a Bologna durante lo scandalo Del Bono e ho “vissuto” l’insediamento della “Lady di Ferro” come commissario. Dopo un anno e mezzo ci sono state le elezioni comunali e tutti gli schieramenti, o quasi, si volevano giocare la sua candidatura. Lei però, mantenendo l’adeguata distanza, ha subito rifiutato. Tutti ne hanno parlato bene, Movimento 5 Stelle compreso, che qui è al terzo posto nei sondaggi di gradimento. Da quando si è insediata al Viminale, sotto la presidenza Monti, sembra invece aver perso quella lucidità che l’ha contraddistinta in tanti anni di lavoro.

Un esempio lampante, lo possiamo trovare andando a rivedere la sua ultima uscita  (forse la più assurda, in altro modo non saprei definirla). Dopo la gambizzazione dell’Ad dell’Ansaldo a Genova, avvenuta la settimana scorsa, e gli attentati alle sedi di Equitalia, il timore di un ritorno al terrorismo è alto. Il neo Ministro dell’Interno, ha così esternato tutta la sua preoccupazione, durante una conferenza ad Alessandria, affermando: “la Tav è la madre di tutte le preoccupazioni. Lavoreremo anche per il Piemonte”.

Forse mi è sfuggito qualcosa. Come può, il cantiere di un progetto, essere la madre di tutte le preoccupazioni legate ad un possibile ritorno al terrorismo? Ok, ci sono stati scontri e numerose proteste; non neghiamo che ci siano stati pure degli arresti (ritenuti, ad avviso di chi scrive, giusti). La domanda che mi pongo, infatti, è: cosa collega un movimento come i NoTav – che non vuole un’opera che ritiene inutile, dispendiosa ed ecologicamente devastante – ad attentati esplosivi come quelli alle sedi di Equitalia, o financo alla gambizzazione avvenuta a Genova e rivendicata da un gruppo – cui il nome e non certo le motivazioni fanno ridere – neo brigatista denominato Fai (Federazione Anarchica Informale)?

Secondo la Cancelleri, infatti, è proprio dalla Val Susa che deve partire la massima attenzione. Siamo sicuri che sia la militarizzazione della zona dei cantieri del Tav il modo più sicuro per frenare questa triste escalation? O non sia forse il caso di cominciare davvero a fare i tecnici e mettere mano alla spesa dello Stato? Siamo onesti, le molotov e tutti i fatti gravi successi di fronte a enti di riscossione e agenzie delle entrate, sono distinti dalla gambizzazione di Adinolfi. I primi sono figli – e smettiamo di negarlo – della crisi. Il secondo deve destare preoccupazione alla luce della rivendicazione, ma è diverso, scollegato. La questione legata al Tav e al movimento NoTav riguarda la Val Susa. E visti i recenti scontri e le decisioni di altri Paesi di abbandonare, se non altro temporaneamente, la costruzione della linea ferroviaria, un modo per placare le rivolte potrebbe essere quello di aprire un tavolo di discussine con i valsusini.

Se volete placare l’ondata di disperazione, che porta alcuni a suicidarsi, altri ad accoltellare passanti perchè “in carcere almeno mangio” e alcuni a gettare molotov all’interno delle sedi di Equitalia, mettete mano alla spesa una volta per tutte. Fateci capire che i sacrifici li fanno tutti, nessuno escluso. Ci dovete convincere del fatto che lo Stato non può permettersi di spendere decine di miliardi per caccia bombardieri, grandi opere, MES. Siete costretti a dimostrarci la vostra natura tecnica e non partitocratica. Tagliate, una volta per tutte, le spese  – che non sono le più ingenti per l’economia del Paese ma le più odiose per i cittadini – legate all’apparato politico italiano. Tagliate stipendi, indennità, vitalizi, pensioni d’oro, spese inutili, auto blu. Eliminate la burocrazia che ci costa più di 20 miliardi l’anno. Esigete i 98 miliardi che le società che gestiscono le slot machine devono allo Stato. E, ad un certo punto, fateci il favore di pagare i debiti che avete con le imprese.

Non è così semplice? E chi ha detto che è semplice?! Voi siete i tecnici, chiamati a gestire l’Italia in quanto altamente competenti. Se non siete in grado di farlo, alzare i tacchi e fuori dai piedi!

AGGIORNAMENTI

Il quotidiano LaRepubblica, dall’edizione web fa sapere che il Ministro ha rettificato subito l’affermazione: <<quando giunge la precisazione di Anna Maria Cancellieri attraverso un comunicato diffuso dal Viminale: “Con riferimento alla frase del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ‘La Tav è la madre di tutte le preoccupazioni’, riportata oggi da alcuni organi di stampa” si legge nella nota, “si precisa che è la risposta alla domanda ‘che cosa farete per il Piemonte e per la Tav?’ e non è legata in alcun modo al rischio terroristico ma alle preoccupazioni relative alle opere da realizzare per l’alta velocità ‘Torino-Lione’, alle esigenze delle comunità locali e ai problemi di ordine pubblico”. 
“La Tav è la madre di tutte le preoccupazioni per i problemi legati alle opere da realizzare, alle necessità dei Comuni e alle rivendicazioni delle comunità locali”, spiega il ministro dell’Interno, precisando che si tratta di una preoccupazione non legata in alcun modo al rischio terrorismo. Dunque, solo “grande attenzione” ai problemi legati alla realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione.
Sull’attendibilità della pista anarchica in merito al ferimento di Adinolfi, il ministro Cancellieri ha ricordato che sono “gli inquirenti ad averne riconosciuto l’attendibilità” >>.

GIAMPAOLO ROSSI

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About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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