Cani: niente più quarantena. Adottane uno!

L’ ultimo (si spera in tutti i sensi) governo Berlusconi aveva sfoderato un’arma che aveva da subito suscitato il plauso di una considerevole fetta dell’opinione pubblica: l’istituzione di un ministero preposto alla semplificazione legislativa (ricoperto da Roberto Calderoli, Lega Nord). Questa scelta sembrava essere guidata da quel “pragmatismo” di cui il centro destra italiano si auto ricopriva, e di cui abbiamo avuto modo di testare i limiti nel tempo. Sicuramente però, un provvedimento simile sarebbe stato utile al Regno Unito, che solo nel 2011 si è reso conto dell’insensatezza di una legge promulgata nel lontano ‘800: la quarantena obbligatoria per gli animali domestici che intendevano entrare nel paese. I nostri amici a quattro zampe (e non solo..) dovevano infatti subire sei mesi di “stop”, preceduti da un esame del sangue, che accertasse la completa assenza di malattie.

Dal 2012, cani e gatti potranno finalmente circolare liberamente in tutta Europa, sempre muniti del libretto delle vaccinazioni, in cui dovrà ovviamente essere presente la vaccinazione antirabbica, con tutti i relativi richiami.

La notizia è stata promulgata dal ministero per l’ambiente inglese, che ha così spiegato la scelta:

Non è più necessario imporre una quarantena di sei mesi agli animali da compagnia, grazie alle moderne vaccinazioni anti-rabbia e ad altri trattamenti ha annunciato in un comunicato il ministero dell’ambiente del governo di sua maestà. Gli animali dovranno semplicemente essere vaccinati contro la rabbia: resta obbligatorio un periodo di attesa di 21 giorni fra la vaccinazione e l’ingresso in Gran Bretagna. Il sistema di quarantena britannico era stato messo a punto nell’Ottocento per combattere la rabbia ed è ampiamente superato dai progressi scientifici. E’ tempo di cambiare queste regole sorpassate che hanno creato seri problemi a generazioni di proprietari di animali di compagnia e a chi degli animali aveva bisogno nella quotidianità.

La normativa presenta comunque delle restrizioni, poiché permette la circolazione incondizionata per animali proveniente da paesi dell’Unione Europea (e pochi altri, come Usa ed Australia), ma impone ancora una quarantena di tre mesi (oltre ai classici esami del sangue) per quelli in arrivo da paesi a rischio infezioni.

Nel Regno Unito, le corse di cani sono ancora molto in voga. Purtroppo però, gli animali utilizzati (perlopiù levrieri inglesivengono messi da parte dopo pochi anni, perché non sono più abbastanza competitivi, o perché si distraggono durante la corsa. La loro sorte è così dettata dal “buon cuore” del padrone. Non è difficile adottare uno di questi “vecchi” corridori: bastano infatti un passaporto europeo, una serie di controlli pre e post affido, e una buona dose di pazienza (il cane arriverà in aereo, bisognerà solo andare in aeroporto a prenderlo). Ma le fatiche verranno ripagate, e pure con interessi alti: oltre ad avere un nuovo amico, arriverà anche un cane elegantissimo, ancora giovane e competitivogiocherellone e, il più delle volte, addestrato da professionisti.

Non è comunque necessario andare così lontano per poter adottare un animale domestico. Il sud Italia è ancora dilaniato dal fenomeno del randagismo e, troppo spesso, dalla negligenza dei gestori dei “rifugi” (alias canile). In questi anni è così nata una rete spontanea di volontari che accoglie in casa propria i cani abbandonati, in attesa che vengano adottati (preferibilmente nelle zone del centro- nord). Esistono un’infinità di siti web che permettono di promuovere con delle inserzioni i cani adottabili (ad esempio Misha.cc), dando la possibilità di consultare le caratteristiche dell’animale, vederne delle foto, e contattare che li ospita.

Anche in questo caso non bisogna scoraggiarsi per i problemi di spazio: grazie da un sistema di “staffette” (sì, come per i cari partigiani), i gruppi volontari riusciranno a far giungere il cane direttamente a casa vostra. E anche il primo ciclo di vaccinazioni è già stato fatto: una volta in meno dal veterinario!

Per i più scettici, garantisce il sottoscritto, che tre mesi fa ha adottato una piccola (quanto bella) meticcia di nove mesi.

C’è un nuovo amico anche per voi!

PIETRO CANCIAN

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