Caro Monti, perchè non parla di Mafia?!

Sono passati più di cento giorni dall’insediamento di questo governo “tecnico” presieduto da Mario Monti. L’intento, per lo meno quello ufficiale, è di curare il nostro paese da una situazione economica drammatica dalla quale sembra affetto, un’Italia sull’orlo del fallimento. Ci sono state manovre “lacrime e sangue”, che hanno toccato pure (o solo?!) le fasce più deboli dello stivale. Riforme per agevolare le imprese e la ripresa economica, ecc. – sia chiaro che è tutto opinabile!! Eppure c’è un argomento del quale questo governo sembra non volerne nemmeno parlare. Quello della Criminalità Organizzata.

Il più grande agente economico del Paese in grado di manovrare un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro con un utile superiore ai 100 miliardi.”

La mafia è IL problema, non UN problema. Lo è in quanto è in grado di infiltrarsi in ogni genere di economia legale, col risultato di inquinarla: nel cibo, nelle imprese, nel gioco d’azzardo, nelle grandi opere, nella vita di tutti i giorni. Eppure Mario Monti non sente la necessita di affrontare il problema? Non vede l’urgenza? Proprio no??

Certo, riconosciamo il fatto che solo pochi giorni fa sono stati sciolti, tutti in una volta, ben sette consigli comunali per infiltrazioni mafiose, ma non possiamo fermarci a questo. Servono misure pesanti! E servono subito!
Nuove leggi, nuove regole; il rigore deve essere la parola d’ordine per affrontare IL problema d’Italia.
Si potrebbe definire una volta per tutte il concorso esterno in associazione mafiosa, onde evitare obbrobri giudiziari come il caso Dell’Utri; sarebbe ora magari di inserire quel benedetto reato di autoriciclaggio (è reato in tutta Europa, tranne che in Italia, guarda un pò!). È assurdo come nel NOSTRO Paese, un singolo che ripulisce denaro sporco da lui procurato – tramite spaccio ad esempio – non commetta un reato.

Avvenne così per Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso di Palermo. L’atto di autoriciclaggio venne provato e riconosciuto, ma non poté essere punito per il semplice motivo che “il fatto non costituisce reato”.

Se Monti è un vero professore, un luminare dell’economia mondiale – come viene dipinto dai maggiori media italiani –  saprà benissimo che l’economia sta alla mafia come il “cacio sui maccheroni”. L’economia è Cosa Nostra, è ‘Ndrangheta, è Camorra.

Benché il Premier ci tenga a far sapere che lui è indipendente dai “poteri forti”, viene smentito nei fatti. Un esempio palese, è l’ultimo dietrofront sull’emendamento che aboliva i costi dei conti correnti bancari, per i pensionati che prendono meno di 1500€ al mese di pensione. E, già che si siamo, vorrei ricordare che la criminalità organizzata è un potere forte, anzi IL potere economico più forte in Italia…… non ci faccia pensar male, Presidente!

GIAMPAOLO ROSSI

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Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
giampross@katamail.com


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