<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Wild Italy &#187; Cinema</title>
	<atom:link href="http://www.wilditaly.net/category/arte-spettacolo/cinema/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.wilditaly.net</link>
	<description>Informazione Indipendente in Internet</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 13:34:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Jennifer Lopez: felice di essere curvy!</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/jennifer-lopez-felice-di-essere-curvy-9327/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/jennifer-lopez-felice-di-essere-curvy-9327/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 22:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Paoloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[curvy]]></category>
		<category><![CDATA[fisico]]></category>
		<category><![CDATA[j. lo]]></category>
		<category><![CDATA[jennifer]]></category>
		<category><![CDATA[lopez]]></category>
		<category><![CDATA[modello]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipo]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=9327</guid>
		<description><![CDATA[Jennifer Lopez è stata sempre apprezzata per le proprie forme e ha fatto del suo fisico un arma vincente, non un difetto. Tuttavia, il suo manager voleva vederla meno morbida e lei non ha esitato a licenziarlo. Le era stato consigliato di perdere peso ma la bella cantante portoricana non ha sentito ragioni: &#8220;Questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/11/JenniferLopez.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9330" title="JenniferLopez" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/11/JenniferLopez-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Jennifer Lopez è stata sempre apprezzata per le proprie forme e ha fatto del suo fisico un arma vincente, non un difetto. Tuttavia, il suo manager voleva vederla meno morbida e lei non ha esitato a licenziarlo. Le era stato consigliato di perdere peso ma la bella cantante portoricana non ha sentito ragioni: &#8220;Questo è quello che sono, è il modello femminile con cui sono cresciuta ed è bellissimo. Non voglio essere un&#8217;altra.&#8221; ha affermato con veemenza. E innervosita per il fatto di essere stata giudicata per la propria forma fisica, ha congedato chi la voleva magra a tutti i costi.</p>
<div>La magrezza è sinonimo di bellezza? O è sinonimo di bravura? Di certo J.Lo non si preoccupa di ciò e con il suo corpo giunonico rappresenta gran parte delle donne di tutto il globo. In una società dove l&#8217;aspetto fisico svolge uno dei ruoli più importanti si cade nell&#8217;errore di seguire modelli sbagliati. Crescono i siti pro ana, la magrezza diventa estrema, quasi una ossessione: si dovrebbe capire il confine del giusto e dello sbagliato. Accettarsi è la cosa più importante e la decisione di Jennifer Lopez può essere una grande dimostrazione.</div>
<div></div>
<div style="text-align: right;"><strong><em>GLORIA PAOLONI</em></strong></div>
<div style="text-align: left;">
<p style="text-align: -webkit-auto;"><strong>Segui Wilditaly.net anche su:</strong></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.facebook.com/wilditaly"><span style="color: #0000ff;">Facebook</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.twitter.com/wilditaly"><span style="color: #0000ff;">Twitter</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.youtube.com/redazionewilditaly"><span style="color: #0000ff;">Youtube</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="https://plus.google.com/u/0/108192726473935268924/posts"><span style="color: #0000ff;">Google+</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://friendfeed.com/redazionewilditaly"><span style="color: #0000ff;">Friendfeed</span></a></span></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/jennifer-lopez-felice-di-essere-curvy-9327/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fernanda Gattinoni: moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/fernanda-gattinoni-moda-e-stelle-ai-tempi-della-hollywood-sul-tevere-8764/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/fernanda-gattinoni-moda-e-stelle-ai-tempi-della-hollywood-sul-tevere-8764/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 18:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LadyLindy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Anita Ekberg]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Magnani]]></category>
		<category><![CDATA[Audrey Hepburn]]></category>
		<category><![CDATA[Clara Calamai]]></category>
		<category><![CDATA[costume]]></category>
		<category><![CDATA[Fernanda Gattinoni]]></category>
		<category><![CDATA[Gattinoni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra e pace]]></category>
		<category><![CDATA[Kim Novak]]></category>
		<category><![CDATA[la dolce vita]]></category>
		<category><![CDATA[Lana Turner]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Bosé]]></category>
		<category><![CDATA[Marlene Dietrich]]></category>
		<category><![CDATA[Milly Vitale]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Rossellini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=8764</guid>
		<description><![CDATA[“Può essere che i miei abiti sembrino troppo semplici per una sfilata, ma proprio per questa loro semplicità rimangono attuali nel tempo. Un vestito non è chic se la gente si volta a guardarlo. Deve passare inosservato, e soltanto dopo tre volte che è stato visto, colpire. La prima dovranno pensare ‘è carino’, la seconda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8765" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/10/gep.jpg"><img class="size-medium wp-image-8765" title="gep" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/10/gep-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Audrey Hepburn interpreta Natasha in “Guerra e Pace”, vestito della maison Gattinoni</p></div>
<p><em>“Può essere che i miei abiti sembrino troppo semplici per una sfilata, ma proprio per questa loro semplicità rimangono attuali nel tempo. Un vestito non è chic se la gente si volta a guardarlo. Deve passare inosservato, e soltanto dopo tre volte che è stato visto, colpire. La prima dovranno pensare ‘è carino’, la seconda ‘è veramente carino’, la terza ‘che meraviglia!’”</em></p>
<p>- Fernanda Gattinoni</p>
<p>Passando per Modena, ho avuto occasione di visitare la mostra “<em>Fernanda Gattinoni: moda e stelle ai tempi della Hollywood sul tevere</em>“. Mi capita spesso di gironzolare per vari posti ed imbattermi in esposizioni o ritrovi particolari, ma vi giuro, in questo caso sono rimasta tanto colpita da sentire il bisogno impellente di condividere tutto quello che ho visto/letto/ammirato/sentito.  Sono entrata, ho spalancato la bocca dallo stupore e non l’ho più richiusa per tutto il tempo (cosa ben rara, dato che di solito è sempre impegnata a berciare). Una volta uscita, invece, ero capace di pronunciare solo le parole “meraviglioso”, “splendido” e “divino” in loop.</p>
<p>Premetto che stiamo parlando di una donna, Fernanda Gattinoni, che si è fatta le ossa da Londra (interpretandone le linee pulite e semplici) a Parigi (importandone l’eleganza), ha avuto il coraggio di rifiutare una collaborazione con Coco Chanel in persona, ha lavorato per la sartoria che riforniva la casa reale dei Savoia, e ha vestito praticamente tutte le dive del cinema novecentesco. Qualche nome? Audrey Hepburn, che per lei fece un’eccezione e rinunciò momentaneamente al sempiterno Givenchy, Anna Magnani, Kim Novak, Ingrid Bergman, Lana Turner, Anita Ekberg, Milly Vitale, Liz Taylor, Lucia Bosé, Marlene Dietrich,  Bette Davis, Gina Lollobrigida, Ava Gardner… Poi le ambasciatrici americane in Italia, Evita Peron, la sorella dello scià di Persia. E pensare che tutto iniziò con un paltò verde per Clara Calamai, attrice del periodo dei <em>telefoni bianchi</em>…</p>
<p>Ma passiamo alla mostra, un concentrato di sublime a livelli inimmaginabili. L’essenza dell’eleganza, mi verrebbe da dire. Rende molto l’idea del clima da <em>Dolce Vita</em> che si avvertiva a Cinecittà dalla seconda metà degli anni ’50 ai primi anni ’60. Non c’è un vero e proprio pezzo forte, perché tutti gli abiti sono delle vere e proprie opere d’arte, usati nel cinema o no.</p>
<p>Partiamo dall’angolino che mi ha emozionata di più, ovvero quello di<strong> Audrey Hepburn</strong> e il suo guardaroba in <em>Guerra e Pace</em>. Non potevo veramente crederci, quelli erano i <strong>suoi</strong> abiti, lei è stata lì dentro, fasciata in un velo impalpabile di organza bianca e strass applicati con precisione maniacale, o in un vestitino nero semplicissimo, o ancora in deliziosi abiti d’ispirazione quasi infantile, ricamati a cavallini e zucchero filato usando velluto blu, cristallo e passamaneria… stava per scendermi una lacrimuccia di commozione a vederli dal vivo… Fra l’altro, la Gattinoni aveva sempre avuto uno splendido rapporto con le sue clienti per cui creava abiti esclusivi (spesso mai riprodotti, di cui esistono infatti copie uniche)… per Audrey preparava spremute d’arancia in modo da sostenerla durante le spossanti prove dei costumi. La stilista la considerava un po’ “perfettina”, ma si vollero sempre bene.</p>
<p>Fernanda e <strong>Anna Magnani</strong> furono amiche intime, e l’attrice si affidò a lei per la sua ossessione per le <em>petites robes noires</em>. Ce ne sono in un bel numero da ammirare, che siano in jersey, raso od organza, e alcune sono state usate anche per il cinema (in <em>Risate di Gioia</em> diretto da Monicelli, per esempio).  A proposito del loro rapporto, Fernanda raccontò: <em>“Era venuta per farsi confezionare un abito per il Capodanno. L’abito, naturalmente, era pronto da tempo, ma lei non era venuta a ritirarlo. Allora abitavo sopra l’atelier di Via Marche. Era quasi mezzanotte ormai e sentii degli schiamazzi dalla strada. Anna aveva cominciato ad urlare: ‘A Fernà me manni giù er vestito?’”.</em></p>
<p><em></em>Anche l’affascinante <strong>Kim Novak</strong> si fece vestire da Gattinoni, mettendo in risalto le forti spalle con lunghi abiti dalla linea a sirena e scollo all’americana, in raso e pizzo macramé.</p>
<p>Fernanda faceva anche da mediatrice fra <strong>Ingrid Bergman</strong> e il marito Roberto Rossellini quando i due litigavano; nel frattempo Ingrid metteva gli occhi su vestiti drappeggiati, con un’<em>allure</em> da dea, corpetti lavorati a canestro e preziosissimi dettagli in swarowsky. Anche in questo caso, i capi esposti sono sia privati sia da set cinematografici (<em>Fiore di Cactus, Europa &#8217;51</em>).</p>
<p>Poi troviamo le scelte della capricciosa ed irrequieta <strong>Lana Turner</strong>, fra cui figurano veri e propri capolavori di sartoria, giochi di colori contrastanti e tessuti raffinati come la seta, pizzo chantilly, innumerevoli strati di tulle, drappeggi vaporosi a canestro… attenzione ai corpetti, vero punto forte! Da segnalare i costumi di scena per <em>Lo specchio della vita</em>, con elaboratissime lavorazioni.</p>
<p>Consiglio veramente questa mostra, se ancora non lo abbiate capito. Cioè, dai, si vede o no che ho ancora gli occhi luccicanti?</p>
<p><em>Per informazioni sulla mostra, click <a href="http://www.gattinoni.blogspot.com/" target="_blank">QUI</a> (sito ufficiale). </em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>LADYLINDY</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/fernanda-gattinoni-moda-e-stelle-ai-tempi-della-hollywood-sul-tevere-8764/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prima ridi, poi rifletti. Il paradosso di Cetto Laqualunque</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/prima-ridi-poi-rifletti-il-paradosso-di-cetto-laqualunque-6494/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/prima-ridi-poi-rifletti-il-paradosso-di-cetto-laqualunque-6494/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 19:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LadyLindy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Cetto Laqualunque]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Partito du Pilu]]></category>
		<category><![CDATA[Pilu]]></category>
		<category><![CDATA[Qualunquemente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=6494</guid>
		<description><![CDATA[Sono andata a vedere Qualunquemente sia perché apprezzo molto Albanese, sia perché la campagna pubblicitaria della produzione è stata assolutamente geniale. E&#8217;uscito dal nulla un partito, il Partito du Pilu (con relativo sito internet), che dovrebbe essere una presa in giro ma sembra drammaticamente vero e forse più serio di tanti partiti esistenti. Ci sono gli sponsor, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.altreidee.info/blog/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/086d5_QualunquementeeccoildiscorsodiCapodannodiCettoLaQualunque.jpg" alt="" width="252" height="360" /></p>
<p>Sono andata a vedere <em>Qualunquemente</em> sia perché apprezzo molto Albanese, sia perché la campagna pubblicitaria della produzione è stata assolutamente geniale. E&#8217;uscito dal nulla un partito, il <em>Partito du Pilu</em> (con <a href="http://www.partitodupilu.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">relativo sito internet</span></a>), che dovrebbe essere una presa in giro ma sembra drammaticamente vero e forse più serio di tanti partiti esistenti. Ci sono gli sponsor, le sciacquette tettonate, i gazebo da raccolta firme, gli slogan, i manifesti elettorali. Qualcosa che incuriosisce e diverte allo stesso tempo: sarà per questo che quasi in tutta Italia si faticava, i primi giorni di uscita del film, a trovare posti in sala. Pensate che, se il <em>Partito du Pilu</em> scendesse veramente in politica, avrebbe <a href="http://www.corriere.it/politica/11_gennaio_20/partito-du-pilu-sondaggio-formiche_8e7887ec-2479-11e0-8269-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">quasi il 9% dei consensi</span></a> (dietro alla Lega Nord!) e Cetto è stato <a href="http://www.corriere.it/politica/11_gennaio_20/berlusconi-economist-ruby-bunga-dimissioni-povera-italia_d5af0a5c-2490-11e0-8269-00144f02aabc.shtml?fr=correlati" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">citato</span></a> pure dall&#8217; <em>Economist</em>.</p>
<p>Mi fiondo fiduciosissima al cinema: dopo qualche minuto dall&#8217;inizio del film, in estasi grazie al grande talento di Albanese, cominciano a frullarmi in testa tanti pensieri. Questo personaggio, Cetto Laqualunque, all&#8217;inizio era nato come caricatura: un&#8217;esagerazione da parodia, la <em>summa</em> di tutti i difetti dei politicanti d&#8217;oggi esasperati al massimo. Ne usciva un tycoon senza arte né parte, preoccupato solo dei soldi ad ogni costo, che fa affari con la mafia e l&#8217;illegalità, conosce un &#8220;amore&#8221; solo a pagamento. Insomma, un pericoloso truffatore che nessuno avrebbe mai votato. E invece.</p>
<p>E invece una figura del genere, chissà perché, non mi è nuova, anzi suona quasi familiare. Scommetto che dice qualcosa anche a voi. Un piccolo sforzo. I fatti di cronaca e attualità di queste ultime settimane hanno allo stesso tempo aiutato e messo in difficoltà il film: aiutato perché non hanno fatto altro che attirare ancora di più l&#8217;attenzione del pubblico, messo in difficoltà perché quella che doveva essere una parodia comica non è altro che la rappresentazione spiccicata della realtà.</p>
<p>Non so se l&#8217;intento originario fosse questo, fatto sta che sono rimasta affascinata da tale paradosso, forse uno dei più grandi che abbia mai incontrato: è la realtà che fa la parodia di se stessa. E&#8217; diventato tutto così comico e surreale da non poterlo nemmeno prendere in giro, perché si prende in giro da solo. Non si può più fare satira, perché la realtà ha già superato (e supererà) l&#8217;immaginazione di ogni comico esistente. Pazzesco!</p>
<p>Se da un lato il film, con queste premesse da perderci la testa, rischia di non fare ridere perché sembra più realistico che parodistico, dall&#8217;altro cerca di svegliarci. Ci prende a schiaffoni dal megaschermo. Mostra la stronzaggine e la schifezza di Cetto, ma mostra ancora di più quelli che lo lasciano fare e si affidano a lui. Sbatte in faccia quello che siamo come un dipinto espressionista di Grosz o Dix. Si ride per le battute grottesche, che nell&#8217;universo di Cetto sono cose normali (&#8220;<em>Melo</em> -il figlio di Cetto, nda-<em> presto sarò sindaco, quindi tu per legge vicesindaco</em>&#8220;). Non si ride quando si ha l&#8217;impressione di vedersi in uno specchio per nulla deformante, anzi fin troppo lucido, e si prova un po&#8217; di vergogna.</p>
<p>Certe frasi toccano l&#8217;apice del sublime, una delle mie preferite è &#8220;<em>Voi e la magistratura bastasa non riuscirete a sovvertire il risultato democratico delle elezioni</em>&#8221; &#8211; capite che qui non c&#8217;è nulla di esagerato, anzi&#8230; quante volte abbiamo sentito sbraitare oscenità del genere, ma non da comici, bensì da chi dovrebbe governarci? E torniamo al paradosso di cui sopra.</p>
<p>Non c&#8217;è che dire, un film da vedere e su cui riflettere, per poi uscire dal cinema intonando<em> Meno male che Cetto c&#8217;è</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>LADYLINDY</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/prima-ridi-poi-rifletti-il-paradosso-di-cetto-laqualunque-6494/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Addio Mario.</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/addio-mario-5972/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/addio-mario-5972/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 15:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LadyLindy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monicelli]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=5972</guid>
		<description><![CDATA[“La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena”. (M. Monicelli)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/11/monicelli2.jpg"><br />
</a><img class="alignnone" src="http://www.vivacinema.it/wp-galleryo/ischia-film-festival-2009-omaggio-a-monicelli/monicelli-ischia-film-festival.jpg" alt="" width="401" height="265" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em>“La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena”. (M. Monicelli)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/addio-mario-5972/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mistero di Somewhere</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/somewhere-5262/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/somewhere-5262/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 16:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LadyLindy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Elle Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[film 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Leone d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[Sofia Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Somewhere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=5262</guid>
		<description><![CDATA[Non so se abbiate idea di quanto sia appagante, rilassante e anche divertente andare al cinema da soli. Attenzione, ho detto cinema, non megamultisala con ventordici sale e omarelli urlanti. I multisala sono da affrontare con lo stato d&#8217;animo adatto, a prova di poracci, e soprattutto con una nutrita compagnia. Nei piccoli cinema anni &#8217;70 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.lalineadellocchio.it/wp-content/uploads/somewhere-film-sofia-coppola-21-300x228.jpg" alt="" width="157" height="102" /></p>
<p>Non so se abbiate idea di quanto sia appagante, rilassante e anche divertente andare al cinema da soli. Attenzione, ho detto cinema, non megamultisala con ventordici sale e omarelli urlanti. I multisala sono da affrontare con lo stato d&#8217;animo adatto, a prova di poracci, e soprattutto con una nutrita compagnia. Nei piccoli cinema anni &#8217;70 che trovate in quei paesini sperduti, invece, bisogna andare assolutamente in solitudine, e anche godersela. Il massimo sarebbe rimanere in sala senza anima viva oltre a se stessi&#8230; è sempre stato uno dei miei sogni, ma finora non è mai capitato.</p>
<p>Non so nemmeno se abbiate idea di quanto mi piaccia Sofia Coppola. Potevo quindi esimermi dalla visione di <em>Somewhere</em>? Ovviamente no. Però, a dirla tutta, mi aspettavo qualcosina in più da un Leone d&#8217;Oro (con tanto di polemiche varie &#8211; ma quelle ci sono sempre). Per capirci qualcosina del film è meglio avere una certa conoscenza dello stile SC (Sofia Coppola), in particolare della  <em>Trilogia sulla giovinezza inquieta. </em></p>
<p>La trama ormai la strombazzano da tutte le parti: padre attore di cinema superimpegnato che sembra il protagonista di <em>Lost in Translation</em>, figlia brava, pulita e carina che sembra una delle ragazzine de <em>Il giardino delle vergini suicide</em>, la vita vuota di lui e l&#8217;improvviso cambiamento con l&#8217;arrivo della prole. Da un presupposto così, mi aspettavo pochi dialoghi e molte inquadrature, come in effetti ho riscontrato, però&#8230; qui si esagera! Già dall&#8217;inizio, almeno 15 minuti di orrenda lap dance (so di interpretare il messaggio unanime del pubblico femminile se dico: doveva durare di meno!)(so di interpretare il messaggio unanime del pubblico maschile se dico: doveva durare di più!), altri 10 minuti per vedere la facciona del protagonista ricoperta di gesso, lunghissimi fermo immagine senza senso. Capisco la voglia di far parlare le immagini al posto degli attori, ma quelle immagini devono come minimo essere ineccepibili!</p>
<p>Per lunghi tratti il significato profondo delle inquadrature, la caratterizzazione psicologica dei personaggi, il messaggio, lasciano il passo ad una certa noia, ad un torpore da pennichella post pranzo. Non fraintendetemi: ho adorato i precedenti film, <em>Marie Antoinette</em> è addirittura fra le mie pellicole preferite di sempre, ma le aspettative createsi circa Sofia e il suo ultimo lavoro (che non erano esagerate, anzi) vengono deluse una per una. Un vero peccato per una sceneggiatura e un&#8217;idea di fondo potenzialmente molto buone&#8230;</p>
<p>Ah, vi lascio per ultime le due chicche migliori:</p>
<p>1. La parte ambientata in Italia. Non so se si tratti più di satira o più di presa per i fondelli, fatto sta che si assiste ad un vero trionfo degli stereotipi. Oppure sono gli stereotipi ad essere ormai la realtà?</p>
<p>2. Il finale. Un autentico mistero. Tipicamente à la Sofia, ti lascia con un certo disappunto, all&#8217;inizio pensi &#8221; Be&#8217;, ma come, finisce così? E che cavolo significa?&#8221;. Poi ci ripensi un attimo e capisci che è lasciato tutto all&#8217;idea del pubblico&#8230; io ho fatto le mie ipotesi <strong>[attenzione, spoiler!]</strong>&#8230; 1) Lui fa esplodere la macchina e muore travolto; 2) Lui fa esplodere la macchina, simbolo della vecchia e vuota vita di prima, ma si allontana in tempo per sopravvivere e cambia radicalmente esistenza; 3) Lui non fa esplodere assolutamente nulla, e scende dalla macchina perché ha impellente bisogno del bagno. Da qualche parte,<em> somewhere</em>, ce ne sarà pure qualcuno.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>LADYLINDY</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/somewhere-5262/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;amore non crolla mai</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/lamore-non-crolla-mai-4059/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/lamore-non-crolla-mai-4059/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bevilacqua</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[guido bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Onna]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Geraci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=4059</guid>
		<description><![CDATA[Da marzo 2011, inizieranno le riprese del primo film non-documentario sulla tragedia causata dal terremoto in Abruzzo. Il film, intitolato “L&#8217;amore non crolla mai”, è prodotto dalla Panormus Pictures e CIC-Cinema International Comunications. La regia è stata affidata a Rosario Geraci. La pellicola ha lo scopo di descrivere la tragedia tramite una storia, vissuta tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da marzo 2011, inizieranno le riprese del primo film non-documentario sulla tragedia causata dal terremoto in Abruzzo. Il film, intitolato “L&#8217;amore non crolla mai”, è prodotto dalla <em>Panormus Pictures</em> e <em>CIC-Cinema International Comunications</em>. La regia è stata affidata a <strong>Rosario Geraci</strong>. La pellicola ha lo scopo di descrivere la tragedia tramite una storia, vissuta tra passato e presente, inserendosi tra la gente e avendo come soggetto principale un gruppo di giovani universitari.</p>
<p>La storia narra di sei giovani, ognuno sarà destinato a dover<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/2-onna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4063" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/2-onna-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a> cambiare alcuni lati del proprio carattere e a dover crescere in fretta. Tra una storia d&#8217;amore e un desiderio esagerato di voler spiccare, tra inganni e false telefonate in Uganda, improvvisamente si sono fatte le 3.32. Una prima scossa, una seconda più forte e poi tutta una serie che hanno distrutto l&#8217;Aquila e i paesi limitrofi. I ragazzi, dopo che si sono trovati tutti nella stessa casa, scappano dal terremoto terrorizzati quando si accorgono che uno di loro è rimasto sotto le macerie, senza vita. Forse è stato proprio il sacrificio di quel ragazzo e delle centinaia di persone rimaste uccise nel terremoto a spingere a mettere da parte tutti i loro sentimenti e lasciar uscire fuori solo la solidarietà.</p>
<p>Vengono organizzati campi di prima accoglienza, dove anche i nostri ragazzi vengono assegnati e si delinea in tutta la sua gravità l’entità della tragedia e dell’emergenza medica, sottolineate dai media. Gli anziani trovano più disponibilità nei giovani ad ascoltare le loro storie, elargendo il loro tesoro di saggezza e ricevendone quella compagnia che in passato era mancata. I bambini mettono da parte la tecnologia lasciando spazio ai giochi all&#8217;aria aperta. <em>“Una nuova vita sta per ricominciare quando l’amore non crolla mai”.</em></p>
<p>Le riprese saranno effettuate tra l&#8217;Aquila e Onna, le due città più devastate dal terremoto. Il cast, ancora con parti da assegnare come ad esempio tre ruoli principali ed altri ruoli secondari, vanta nomi come <strong>Angelo Infanti</strong> nei panni di Bertolaso, Mario Donatone, Rossella Infanti, Carolina Marconi e tanti altri. Non solo è un progetto interessante da un punto di vista sociale e culturale ma anche per il fatto che porterà lavoro nelle zone disastrate, permettendo alla gente del posto di poter comparire nel film come figuranti. E&#8217; il primo progetto che sceglie di mettere in mostra la devastazione dell&#8217;Abruzzo non da un punto di vista oggettivo come può essere un documentario, ma tramite una storia, un racconto che inserito all&#8217;interno di quel contesto possa mostrarci come tante vite sono state spezzate senza un apparente motivo.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MARCO BEVILACQUA</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/lamore-non-crolla-mai-4059/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Solo parole: Le petite vendeuse du Soleil</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/solo-parole-le-petite-vendeuse-du-soleil-3791/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/solo-parole-le-petite-vendeuse-du-soleil-3791/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voglioresistere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[le petite vendeuse du soleil]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=3791</guid>
		<description><![CDATA[La petite vendeuse de Soleil è un film del 1999, mai doppiato in italiano, visibile solo in wolof sottotitolato, utilizzato in Italia perlopiù a usi didattici, per la capacità di scardinare alcuni preconcetti senza risultare pesante e senza la pretesa di &#8220;fare la morale&#8221;. La lingua potrebbe farlo sembrare poco adatto alle tranquille serate del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La petite vendeuse de Soleil è un film del 1999, mai doppiato in italiano, visibile solo in wolof sottotitolato, utilizzato in Italia perlopiù a usi didattici, per la capacità di scardinare alcuni preconcetti senza risultare pesante e senza la pretesa di &#8220;fare la morale&#8221;. La lingua potrebbe farlo sembrare poco adatto alle tranquille serate del grande pubblico, in realtà si vede volentieri, grazie anche alla brevità. Dura, infatti, solo 45 minuti. Il problema semmai <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/vendeuse.png"><img class="alignright size-full wp-image-3792" title="vendeuse" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/vendeuse.png" alt="" width="160" height="220" /></a>è trovarlo in home video.</p>
<p>Il regista, Djibril Diop Mambety, scomparve prima di terminare la trilogia che avrebbe voluto dedicare a Dakar e alla sua piccola gente, di cui, appunto, riuscì a realizzare solo quest&#8217;opera, centrata sulla vicenda di Sili, ragazzina con problemi di deambulazione che non riusciranno a farla desistere dai propri progetti.<br />
Il lento movimento del film introduce pian piano lo spettatore nel mondo della protagonista, e consente una partecipazione emotiva cui la televisione e la cinematografia occidentali, spesso frettolose, hanno ormai disabituato. All&#8217;interno di questo quadro descrittivo di un popolo e di un paesaggio che noi non conosciamo (anche se a volte pensiamo il contrario) e che inseriamo nella fredda defnizione di &#8220;extracomunitario&#8221;, indistintamente con molti altri, la figura protagonista è una disabile femmina, quindi doppiamente sfortunata, oltre che povera. Una persona presa a calci dalla vita che trova però, nell&#8217;intelligenza e nell&#8217;orgoglio, la forza per ribellarsi al proprio destino. Senza pretese eccessive e quindi impossibili da realizzare. La sua unica eppur importante, fondamentale aspirazione è di essere alla pari con i ragazzini venditori di giornali, nonostante il proprio sesso e la protesi che le consente di camminare. Ce la farà, con l&#8217;aiuto di un amico da poco conosciuto, e offrendo una lezione di orgoglio a un ragazzo costretto su una carrozzina, rassegnato alle angherie che la propria posizione provoca nei coetanei.<br />
Un finale consoltaorio, se si vuole, ma certo non un happy end da favoletta hollywoodiana.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Scritto da STEFANIA per <a href="http://www.voglioresistere.it"><span style="color: #0000ff;">Voglio Resistere</span></a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/solo-parole-le-petite-vendeuse-du-soleil-3791/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pietro Taricone si è spento questa notte</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/pietro-taricone-si-e-spento-questa-notte-3326/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/pietro-taricone-si-e-spento-questa-notte-3326/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 09:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bevilacqua</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[grande fratello]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Taricone]]></category>
		<category><![CDATA[Terni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=3326</guid>
		<description><![CDATA[In seguito ad un gravissimo incidente dovuto ad un lancio con il paracadute nei pressi di Terni, Pietro Taricone è morto a causa di un&#8217;emorragia interna nel reparto rianimazione dell&#8217;ospedale di Terni. I medici che hanno soccorso l&#8217;attore avevano riscontrato immediatamente un arresto cardio-circolatorio portandolo così d&#8217;urgenza all&#8217;ospedale per operare. Nonostante i medici abbiano con un&#8217;operazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/06/pietro-taricone-in-una-scena-del-film-il-covo-di-teresa-34332.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3364" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/06/pietro-taricone-in-una-scena-del-film-il-covo-di-teresa-34332.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>In seguito ad un gravissimo incidente dovuto ad un lancio con il paracadute nei pressi di Terni, <strong>Pietro Taricone</strong> è morto a causa di un&#8217;emorragia interna nel reparto rianimazione dell&#8217;ospedale di Terni. I medici che hanno soccorso l&#8217;attore avevano riscontrato immediatamente un arresto cardio-circolatorio portandolo così d&#8217;urgenza all&#8217;ospedale per operare. Nonostante i medici abbiano con un&#8217;operazione lunghissima bloccato le perdite di sangue interne e limitato le fratture, Taricone riscontrava traumi gravi sia alla testa che al bacino. Si è spento alle ore 3.09 della notte del 29 giugno. Lascia la moglie Kasia Smutniak ed una figlia di sei anni.</p>
<p>La Procura di Terni ha aperto un fascicolo per indagare se la caduta sia dovuta solo ad un incidente o ad un errore dell&#8217;attore. Il fascicolo riguarda i così detti “atti relativi” cioè quegli atti che non ipotizzano reati o indagati. La manovra di frenata comunque, stando a testimonianze raccolte in Procura, sembra sia stata effettuata erroneamente dall&#8217;attore poiché dopo un lancio a 1500 metri d&#8217;altezza, il paracadute a vela si è aperto correttamente ai 1200 ma Taricone sembra che non abbia cominciato la manovra ai 100 metri ma solo a 20 metri d&#8217;altezza. Sempre in quella zona già altri due paracadutisti sono morti negli ultimi tre mesi.</p>
<p>Pietro Taricone nato a Frosinone nel febbraio del &#8217;75, ha esordito nella prima edizione del <em>Grande Fratello</em> nel 2000 per poi iniziare la sua carriera di attore. Subito dopo la Casa ha firmato un contratto con la Titanus. E&#8217; noto per aver interpretato personaggi in <em>Distretto di Polizia 3</em>, due episodi delle due miniserie di <em>Crimini</em>, <em>Tutti</em> <em>pazzi per amore</em>, <em>La nuova squadra</em>. Altri lavori come attore sono: <em>Maradona, La mano de Dios</em> e <em>Ricordati di me</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MARCO BEVILACQUA</em></strong></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><strong>Segui Wilditaly.net anche su:</strong></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.facebook.com/wilditaly"><span style="color: #0000ff;">Facebook</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.twitter.com/wilditaly"><span style="color: #0000ff;">Twitter</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.youtube.com/redazionewilditaly"><span style="color: #0000ff;">Youtube</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="https://plus.google.com/u/0/108192726473935268924/posts"><span style="color: #0000ff;">Google+</span></a></span></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://friendfeed.com/redazionewilditaly"><span style="color: #0000ff;">Friendfeed</span></a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/pietro-taricone-si-e-spento-questa-notte-3326/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Discorso all&#8217;Umanità.</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/discorso-allumanita-2997/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/discorso-allumanita-2997/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 10:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[I figli della storia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Chaplin]]></category>
		<category><![CDATA[Dittatore]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=2997</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore non è il mio mestiere. Non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre dovremmo godere solo della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore non è il mio mestiere. Non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi</em><em> esseri umani dovremmo aiutarci sempre dovremmo godere solo della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca, è <img class="alignright" src="http://www.japanprobe.com/wp-content/uploads/2009/10/the-great-copyright-violation.jpg" alt="" width="180" height="144" />sufficiente per tutti noi. La vita dovrebbe essere felice e magnifica ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori. Ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotto a passo d’oca fra le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà. La scienza ci ha trasformato in cimici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità. Più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. La televisione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni</em><em> reclama la fratellanza dell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di persone donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli u omini di torture e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero. L’amarezza di uomini che </em><em>temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e <strong>il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo, e qualsiasi mezzo usino la Libertà non può essere soppressa</strong>. Soldati non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie, non vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete Uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate. Coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati non difendete la schiavitù ma la Libertà! Ricordate nel vangelo di San Luca è scritto “il regno di Dio è nel cuore dell</em><em>’uomo”. Non di un solo uomo, di un gruppo di uomini ma di tutti gli uomini! Voi, voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e Libera,</em><em> di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della Democrazia usiamo questa forza! Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore che dia a tutti gli uomini un lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenute quelle promesse e mai lo faranno. I Dittatori forse sono liberi perché rend</em><em>ono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo </em><em>per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati nel nome della democrazia siate tutti uniti.&#8221;</em></p>
<p>Vi chiederete di chi possa essere questo fantastico discorso. E&#8217; di <strong>Charlie Chaplin</strong> esposto negli <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KbidLa2JbVA"><span style="color: #0000ff;">ultimi 5 minuti del film <strong>&#8220;Il grande dittatore&#8221;</strong></span></a><span style="color: #0000ff;"><strong>.</strong> </span>E&#8217; un discorso che sembra più attuale che mai. Una serie di affermazioni che non smettono mai di tramontare e, purtroppo, di diventare realtà.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>GIAMPAOLO ROSSI<br />
</strong></em><em>giampross@katamail.com</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/discorso-allumanita-2997/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Regole dello “Stall System”</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/le-regole-dello-stall-system-2907/</link>
		<comments>http://www.wilditaly.net/le-regole-dello-stall-system-2907/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 02:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Fadda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[helmut berger]]></category>
		<category><![CDATA[isabella biagini]]></category>
		<category><![CDATA[laura antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[lino banfi]]></category>
		<category><![CDATA[visconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wilditaly.net/?p=2907</guid>
		<description><![CDATA[Sapete chi è Helmut Berger? Per Visconti era come un figlio. Per Tarantino uno dei più grandi attori viventi. Ha incrociato il suo sguardo con le cineprese di Vittorio De Sica, Francis Ford Coppola, Tinto Brass – Visconti, ovviamente &#8211; e Kaurismäki. Nominato per un Golden Globe e vincitore del David (Oscar europeo), Paul Morrisey [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete chi è <strong>Helmut Berger</strong>? Per <strong>Visconti</strong> era come un figlio. Per <strong>Tarantino</strong> uno dei più grandi attori viventi. Ha incrociato il suo sguardo con le cineprese di <strong>Vittorio De Sica</strong>, <strong>Francis Ford Coppola</strong>, <strong>Tinto Brass</strong> – Visconti, ovviamente &#8211; e <strong>Kaurismäki</strong>. Nominato per un <strong>Golden Globe</strong> e vincitore del <strong>David</strong> (Oscar europeo), <strong>Paul Morrisey</strong> l’ha definito “il più grande attore italiano”.</p>
<p>Sapete chi è Helmut Berger per l’Italia? <strong>200 euro</strong>, tanta è la pensione che percepisce mensilmente. E’ costretto a vivere da <em>apolide</em>, ospitato nelle residenze degli amici. Intendiamoci, si parla di contesse e finanzieri, <em>niet</em> dormire sul divano. Dice di aver sempre speso più di quanto guadagnasse, e questo è male. Ma aggiunge anche che i suoi “<em>datori di lavoro</em>” ,per decenni di illustre carriera, hanno omesso di versare i contributi, e ciò è più che male, è tragico.</p>
<p>Lo Stato italiano prevede un <em>Fondo Nazionale di sostentamento</em> (<strong>legge Bacchelli</strong>) rivolto a personaggi celebri del mondo della cultura e dello spettacolo. Artisti che dopo una carriera brillante si ritrovano a dover dormire sulle panchine di un parco.<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/06/Laura-Antonelli.jpg"><img class="size-full wp-image-2911 alignright" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/06/Laura-Antonelli.jpg" alt="" width="235" height="300" /></a></p>
<p>Mi riferisco ad <strong>Isabella Biagini</strong>, passata in qualche decennio dal <em>Trash</em> della commedia all’italiana alla spazzatura di un parco romano. Una pensione di <strong>650 euro</strong>, scarpe di plastica e qualche coperta. Ci chiediamo se anche lei non avrebbe diritto ad un riconoscimento, chiamiamolo così. L’Italia dovrebbe premiare chi le rende onore, specialmente in campo artistico e culturale. La nostra è una Nazione piena di problemi di natura economica, politica e sociale. Nonostante tutto siamo ancora considerati la capitale mondiale della <strong>Cultura e dell’Arte</strong>, con tanto di maiuscole.</p>
<p>Non rendere omaggio significa chiudere le porte all’emulazione e, di fatto, la nascita di eventuali nuovi talenti. La causa della mancata erogazione di questo Fondo non è legata soltanto ai recenti tagli del <strong>Governo</strong>. Si può piuttosto ricondurla ad un disconoscimento progressivo della propria tradizione, che si è tradotto in una  riduzione nell’erogazione dei fondi. Da decenni.  A questo punto si decide di sacrificare pensioni e finanziamenti ai <em>vivi e temporanei</em> per devolvere tutto nella manutenzione di monumenti, un investimento più duraturo che piace tanto ai turisti.</p>
<p>Che importa se poi si è costretti a leggere, sulle pagine del <em>Corriere della Sera</em>, un appello firmato <strong>Pasquale Zaga</strong><strong>ria</strong>, in arte <strong>Lino Banfi</strong>, implorante un aiuto per <strong>Laura Antonelli</strong>. La diva di <strong>Tinto Brass</strong>, <strong>play mate</strong>, lavori con <strong>Vanzina</strong>, <strong>Campanile</strong>, <strong>Dallamano</strong>, <strong>Visconti</strong>, <strong>Sordi</strong> e <strong>Cervi</strong>; Celebrità per un trentennio, ora sopravvive sola e dimenticata. Niente televisione, solo <strong>Radio Maria</strong>. “<em>Sono morta da anni.</em>.” queste le sue parole. <strong>510 euro</strong>, questa la risposta dello Stato. Il mangiare offerto dalle parrocchie, nessuna visita, nessuno che si ricordi di lei.  Mentre il Governo se la prende con <strong>stalkers e stupratori</strong>, il resto dell’Italia  violenta  e brutalizza la memoria di queste persone. Sfruttate nel fiore dei giorni, sedotte e amaramente abbandonate.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>MARCELLO FADDA</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wilditaly.net/le-regole-dello-stall-system-2907/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

