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	<title>Wild Italy &#187; Economia</title>
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	<description>Informazione Indipendente in Internet</description>
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		<title>Tutti nel letto di Equitalia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 20:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cartelle]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[debiti]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Stato siamo noi, si potrebbe dire. Noi che evadiamo le tasse e noi che le paghiamo. Ma c’è un evidente squilibrio tra il dare e il ricevere, tra i lavoratori distratti e gli evasori di professione. Nei primi quattro mesi del 2012 lo spettro della crisi è diventato sempre più sinistro. Gli Italiani giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Stato siamo noi, si potrebbe dire. Noi che evadiamo le tasse e noi che le paghiamo. Ma c’è un evidente squilibrio tra il dare e il ricevere, tra i lavoratori distratti e gli evasori di professione.</p>
<p>Nei primi quattro mesi del 2012 lo spettro della crisi è diventato sempre più sinistro. Gli Italiani giorno dopo giorno vengono schiacciati dal peso della pressione fiscale; a soffrire sono in particolar modo le piccole imprese e tutto ciò che ruota intorno ad esse. Fanno paure le storie tanto dei piccoli imprenditori, titolari di piccole imprese artigiane, quanto di lavoratori già precari e rimasti senza lavoro; gente che si impicca, si spara, si da fuoco, compie gesti inconsulti dinanzi alle indecifrabili cartelle esattoriali di Equitalia.<img class="alignright" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/536424_3637950241479_1655943742_2913998_354093627_n.jpg" alt="" width="408" height="280" /></p>
<p>In Basilicata, fortunatamente, ancora non si sono registrati casi di disperazione tali da commettere gesti estremi. Ciò non significa che in Basilicata si sta meglio rispetto al resto del Paese, magari fosse così.</p>
<p>Il rapporto presentato da Unioncamere qualche giorno fa, propone la fotografia di una regione che può essere definita un&#8217; “area triste” [G.Giunta, Clusters analysis], caratterizzata da una situazione economica e dal mercato del lavoro poco dinamica nonostante le diverse posizioni delle fonti istituzionali che mostrano evidenti contrapposizioni sul campo in questione. L&#8217;Istat indica un sensibile miglioramento generale grazie all’incremento dell’occupazione e ad un calo della disoccupazione.</p>
<p>L’Inps, al contrario, evidenzia andamenti ampiamente negativi e una costante fibrillazione della sfera sociale: gli interventi della C.I.G a sostegno delle imprese lucane sono cresciute costantemente per tutto il 2011, arrivando a sfiorare – nel complesso – 10 milioni di ore, mentre la mobilità interessa per un terzo gli over 50. Nonostante ciò il livello di indebitamento delle famiglie lucane rimane ancora molto inferiore alla media nazionale, raggiungendo i 4,2 mila euro pro-capite contro gli 8,3 della media italiana.</p>
<p>In un contesto così irriducibilmente plurale si incastrano le vicende di tutte quelle persone, le imprese, gli artigiani che cessando le attività di fatto sono stati schiacciati dal peso di questa crisi. Quelli che vantano crediti, tanto dai privati quanto dalla pubblica amministrazione, accumulando debito tanto nei confronti dell&#8217;uno che dell&#8217;altro. Il meccanismo di riscossione è inversamente proporzionale se la p.a. &#8211; vuoi perché legata al patto di stabilità, vuoi perché non dispone delle risorse si prende l&#8217;onere di pagare i propri debiti, in tempi e modi più o meno lunghi &#8211; procede in maniera piuttosto celere con il recupero crediti.</p>
<p>Ma qual&#8217;è il vero problema di <strong>Equitalia? </strong>È ben evidente lo squilibrio tra i grandi evasori, <strong>quelli che sono in grado di patteggiare con il fisco guadagnandoci comunque</strong>, e i lavoratori “distratti” (che magari hanno commesso un errore sulla dichiarazione dei redditi) e le piccole medie imprese costrette ad affrontare come possono la crisi finanziaria e una situazione debitoria temporanea. La differenza di trattamento è più che evidente, e non è un caso che a far notizia siano i suicidi di piccoli imprenditori o pensionati che si ritrovano ad aprire una cartella esattoriale e ad avere poco tempo per estinguere il debito, pena il pignoramento di beni, ipoteche sulla casa, con conseguenze devastanti sulla propria dignità e su un futuro che d’improvviso viene cancellato.</p>
<p>Senza contare le cosiddette “<strong>cartelle pazze</strong>” contenenti errori grossolani ed evidenti, con i quali comunque i cittadini sono costretti letteralmente a fare i conti, facendo ricerche accurate ed approfondite e facendo sì ricorso.</p>
<p>In un intervista apparsa il 6 maggio sul Corriere della Sera Benedetto Mineo, amministratore delegato di Equitalia Sud, dopo i tragici eventi accaduti a Napoli e le dimissioni del legale prova a lanciare un segnale positivo, dicendo ai contribuenti che dopo l&#8217;introduzione della direttiva “<em><strong>antiburocrazia”, </strong></em>vedendosi recapitare cartelle esattoriali poco chiare di contattare gli uffici Equitalia, i quali si interfacceranno direttamente con l&#8217;ente creditizio per i riscontri del caso per poi trovare una soluzione che quasi sempre è la possibilità di rateizzare i debiti per 72 mesi, prolungabili in caso di ulteriori difficoltà- considerando, però, che l&#8217;onere della prova è a carico del contribuente è bene che i contribuenti stessi conducano ricerche meticolose, precise e puntuali.</p>
<p>“La dignità vale più della vita di un uomo”. Queste le parole che Pietro Paganelli, l’artigiano di 72 anni di Mergellina, ha lasciato scritto in un biglietto dopo aver ricevuto una nuova cartella esattoriale e prima di spararsi un colpo di pistola alla testa.</p>
<p>Non può essere la morte di un uomo la revisione di alcune norme e di alcune rigidità del sistema di riscossione. Nel decreto sviluppo è stato concesso un ulteriore stop all’azione di riscossione coattiva di 120 giorni, in caso di presentazione del ricorso. Termine che considerata la lentezza del giudizio tributario può risultare inefficace.</p>
<p>Pagare le tasse è un dovere a cui nessuno può e deve sottrarsi. La questione è quali possono essere gli strumenti per mettere tutti in condizione di poterle pagare mantenendo la dignità di gente per bene che lavora e con modestia e umiltà vive la propria vita nel rispetto della convivenza civile e democratica tanto del Paese quanto della nostra regione?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>TERESA RUSSO</em></strong></p>
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		<title>Dopo il governo tecnico, il governo iper-tecnico?</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/dopo-il-governo-tecnico-il-governo-iper-tecnico-12190/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 22:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Bampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Bondi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Amato]]></category>
		<category><![CDATA[governo monti]]></category>
		<category><![CDATA[spending review]]></category>

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		<description><![CDATA[«Per il coordinamento generale delle attività di revisione della spesa [la famigerata spending review, ndr] è costituito il comitato dei Ministri per la revisione della spesa, presieduto dal Presidente del consiglio dei Ministri e composto dal Ministro delegato per il Programma di governo, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dal Viceministro dell’economia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Per il coordinamento generale delle attività di revisione della spesa [la famigerata <em>spending review</em>, ndr] <strong>è costituito il comitato dei Ministri per la revisione della spesa</strong>, presieduto dal Presidente del consiglio dei Ministri e composto dal Ministro delegato per il Programma di governo, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dal Viceministro dell’economia e delle finanze e dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri»: con queste parole il consiglio dei ministri ha annunciato lo scorso 30 aprile il <strong>prossimo decreto destinato a tagliare 4,2 miliardi di spesa pubblica in sette mesi, da giugno a dicembre</strong>, escludendo da essi Parlamento, Quirinale e Consulta per il rispetto della separazione dei poteri dello Stato.</p>
<p>Al di là di linee-guida piuttosto generiche, molto spesso vicine a quelle più volte annunciate dal precedente governo a partire dall’estate scorsa (su tutti, la vendita di alcuni immobili statali), di concreto resta per ora solo <strong>la nomina di un trio piuttosto particolare: il supercommissario Enrico Bondi, il navigatissimo Giuliano Amato e l’ennesimo bocconiano Francesco Giavazzi. Monti ha sostanzialmente preso tempo, passando la patata bollente dei tagli ad altri tecnici, riuscendo così nell’impresa di aumentare il tasso di tecnicità del suo governo</strong>. Ma concentriamoci sui superconsulenti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Enrico Bondi</span> dovrà provvedere alla «razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi con il compito di definire il livello di spesa per voci di costo», coordinando «l’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/enrico-bondi-300x229.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-12191" title="enrico-bondi-300x229" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/enrico-bondi-300x229-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pubbliche Amministrazioni, incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organi, uffici, agenzie o soggetti pubblici, gli enti locali e le regioni». Detto in parole povere, dovrà individuare dove tagliare all’interno delle singole voci di spesa pubblica. L’incarico gli si adatta perfettamente: <strong>classe 1934, laureato in chimica,  Bondi ha passato l’intera vita all’interno di grandissime aziende, quali ad esempio Olivetti e Fiat, risanando le casse di Montedison e – soprattutto – di Parmalat, tappando il piccolo buco creato da Callisto Tanzi (14 miliardi di euro) e permettendone la riammissione del titolo in Borsa.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Giuliano Amato</span> non necessita di molte presentazioni</strong>: già docente di diritto costituzionale comparato, divenne <strong>uno degli uomini più fidati di Bettino Craxi</strong>, di cui fu sottosegretario durante i suoi due governi, dal 1983 al 1987, per <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/giuliano-amato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12192" title="giuliano-amato" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/giuliano-amato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>diventare in seguito ministro del Tesoro con Goria e De Mita (1987-89). Nel 1992 ricoprì per la prima volta l’incarico di Presidente del Consiglio: nominato da Oscar Luigi Scalfaro nel pieno di <strong>Tangentopoli</strong> e delle stragi mafiose contro Falcone e Borsellino, con due decreti dal valore complessivo di 123.000 miliardi di lire (comprensivi del celeberrimo <strong>prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti</strong>) cercò di salvare l’Italia dalla bancarotta cui l’aveva praticamente condannata la partitocrazia, che il suo governo cercò di trarre in salvo da Mani Pulite col <strong>decreto Conso</strong> (la depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti), causa principale delle successive dimissioni del governo.</p>
<p>Con la prima caduta di Berlusconi, avvicinatosi alle posizioni del centrosinistra dalemiano, Amato ricoprì nuovamente il ruolo di ministro, tornando alla presidenza del consiglio nel 2000. Dopo vari incarichi internazionali, entrò a far parte anche del secondo governo Prodi, come ministro dell’Interno. Da rilevare infine come, <strong>dal 1994 al 1997, durante i primi anni del quasi ventennio berlusconiano, sia stato il presidente dell’Antitrust e come, nel 2006, il Pdl lo propose come Presidente della Repubblica</strong>.</p>
<p>Oggi Monti lo ha chiamato a «fornire al Presidente del Consiglio analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l’attuazione dei principi di cui all’articolo 49 della Costituzione [«Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale», ndr], sul loro finanziamento nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati». <strong>In passato ha fatto discutere l’importo della sua pensione, certamente d’oro</strong>: Mario Giordano – ancora <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.sanguisughe.com/2012/05/amato-in-effetti-di-soldi-ai-partiti-se-ne-intende/"><span style="color: #0000ff;">oggi</span></a></span> – lo stabilisce sui 31.411 euro lordi mensili; lui, durante la puntata di <em>Otto e mezzo</em> dello scorso 12 settembre, ha replicato abbassandolo ai 16.000 lordi. Per evitare polemiche, lavorerà per Monti gratuitamente.</p>
<p>Resta <span style="text-decoration: underline;">Francesco Giavazzi</span>, classe 1949, laureato presso il politecnico di Milano e ora docente di politica economica alla Bocconi. Noto editorialista del Corriere (come Monti prima della nomina a premier), non ha risparmiato <strong>gli <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.corriere.it/quotidiano/archivio/francesco_giavazzi_3.shtml"><span style="color: #0000ff;">attacchi</span></a></span> al <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/Giavazzi.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-12193" title="Giavazzi" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/Giavazzi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>governo tecnico (anche<span style="color: #0000ff;"> <a href="http://www.corriere.it/editoriali/12_maggio_03/giavazzi-buone-intenzioni-acqua-fresca-alesina_42d9e1ca-94dd-11e1-ad93-f55072257a20.shtml"><span style="color: #0000ff;">oggi</span></a></span>)</strong>, ricevendo in diversi casi risposte anche piccate da parte del presidente del consiglio. Con posizioni decisamente liberiste, si è fatto notare per la <strong>strenua difesa della legge Gelmini sull’Università</strong>, sostenuta con forza anche durante i periodi più duri della mobilitazione studentesca. Monti, <strong>forse anche per neutralizzare un suo critico</strong>, lo ha chiamato a  «fornire al Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia e delle finanze e al Ministro dello Sviluppo, delle infrastrutture e dei trasporti analisi e raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese».</p>
<p>Con delle riserve sul <em>curriculum</em> di Amato, storicamente troppo vicino alle logiche partitiche per riformare il sistema dei finanziamenti alla politica, possiamo solo segnalare la <strong>continua tecnicizzazione del governo</strong>, sperando che finalmente i tagli possano superare l’orizzontalità tipicamente tremontiana e far pagare questa crisi anche ai vari spreconi di Stato, ricordando la frase di Bossi <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.corriere.it/politica/12_aprile_28/bossi-non-come-psi_178104e6-9167-11e1-9c63-0823a340624b.shtml"><span style="color: #0000ff;">(«La Lega non ha rubato soldi, li ha sprecati»</span></a>)</span>. Per concludere, esprimo il mio apprezzamento per la <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.corriere.it/economia/12_maggio_03/spending-review-oltre-quarantamila-messaggi-per-le-segnalazioni_0355bd66-9547-11e1-ad93-f55072257a20.shtml"><span style="color: #0000ff;">richiesta al semplice cittadino  di un aiuto per individuare gli sprechi e per il relativo boom di risposte</span></a></strong></span>, segnalando l’incredibile replica del garante della Privacy, <strong>Pizzetti, secondo il quale così siamo a rischio <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/spending-review-pizzetti-dai-dai-cittadini-1215126/"><span style="color: #0000ff;">delazione</span></a></span>: al peggio non c’è mai limite</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>ALESSANDRO BAMPA</strong></em></p>
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		<title>Il MES e la sovranità venduta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 13:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Marini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo pubblicato anche su ilcambiamento.it &#160; ESM (o MES) ovvero, meccanismo europeo di stabilità. È questo il nome della nuova minaccia che si abbatte sul nostro Paese e sull&#8217;Europa tutta. Si tratta, in poche parole, di instradare i 17 stati aderenti a questo &#8216;patto fiscale&#8217; (l&#8217;Italia è fra questi) dentro a un meccanismo che, di fatto, istituisce un&#8217;organizzazione finanziaria intergovernativa: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Articolo pubblicato anche su ilcambiamento.it</span></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ESM (o MES) ovvero, meccanismo europeo di stabilità. È questo il nome della <strong>nuova minaccia</strong> che si abbatte sul nostro Paese e sull&#8217;Europa tutta.</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/parlamento_ue1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12162" title="parlamento_ue1" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/parlamento_ue1.jpg" alt="" width="250" height="172" /></a>Si tratta, in poche parole, di instradare i 17 stati aderenti a questo &#8216;patto fiscale&#8217; (l&#8217;Italia è fra questi) dentro a un <strong>meccanismo</strong> che, di fatto, istituisce un&#8217;organizzazione finanziaria intergovernativa: il MES, per l&#8217;appunto. L&#8217;accordo, nasce come insieme di modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 dalla plenaria di Bruxelles e ratificate dal Consiglio Europeo nel luglio dell&#8217;anno scorso. L&#8217;entrata in vigore del provvedimento, è prevista per luglio 2012.</p>
<p>Il <strong>MES</strong>, è quindi un&#8217;istituzione finanziaria internazionale ed ha il velato (neanche tanto) obiettivo di evitare il fallimento degli stati membri in difficoltà, prestando capitali.</p>
<p>Tale organizzazione, avrebbe quindi il compito di decidere la vita e la morte di uno stato, con la conseguente conclusione che la sovranità nazionale tanto sbandierata (in più occasioni anche nei nostri confini nazionali) verrebbe &#8216;spezzettata&#8217;.</p>
<p>Il capitale di cui si doterà il MES, sarà di ben 700 miliardi di euro. L&#8217;organismo, sarà diretto dai 17 ministri dell&#8217;Economia dei paesi aderenti. Per l&#8217;Italia, quindi, avremo il Presidente <strong>Mario Monti</strong>, ex uomo di Goldman Sachs. Indovinate chi è che, se tale accordo dovesse ufficialmente passare, salirà sul podio dei maggiori contribuenti? Siamo noi! Sarà proprio l&#8217;Italia.</p>
<p>Basta vedere le <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.european-council.europa.eu/media/582311/05-tesm2.en12.pdf" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">percentuali di contribuzione sul trattato</span></a></span>. Ce lo spiega Claudio Messora, dalle pagine di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.byoblu.com/post/2012/02/03/Imbarazzo-profondo.aspx" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><em>Byoblu</em></span></a></span>, analizzando il testo: “la percentuale di contribuzione […] per l&#8217;Italia è del 17,9137%. Siamo i terzi maggiori contribuenti in assoluto […] andate al secondo allegato, ottava riga. Abbiamo un milione e duecentocinquantamila quote (1.253.959, per la precisione) e contribuiremo con la <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/euro7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12163" title="euro7" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/euro7.jpg" alt="" width="250" height="199" /></a>bellezza di 125.395.900.000 €”.</p>
<p>Dei 700 miliardi di capitale del MES, continua Messora: “80 andranno saldati subito […] in cinque anni […]. Il resto bisognerà corrisponderli non appena i 17 super governatori (tra cui Mario Monti) lo decideranno, insieme ad ogni altro aumento di capitale (quindi ben oltre i 125 della nostra quota parte) che verrà decisa a <strong>insindacabile giudizio</strong> dal MES. Cui nessuno potrà chiedere conto, essendo le sue sedi e i documenti personali di tutti i governatori assolutamente inviolabili e immuni a qualsiasi istituzione giuridica. […] Facendo due conti, il 17,9137% di 80 fa 14,32. Il che significa che dovremo […] pagare 14,32 miliardi cash in cinque anni. Fanno quasi tre miliardi all&#8217;anno”.</p>
<p>Le <strong>autorità</strong> politiche, quindi, godranno di impunità assoluta sulle loro scelte e i cui documenti saranno inviolabili. Secondo molti però, il problema è che lo scopo segreto di questo &#8216;buco nero&#8217; (fondo) finanziario è quello di rinsaldare i capitali delle banche, in crisi di liquidità, e non scongiurare veramente il default dei singoli stati.</p>
<p>Ma a che punto è la <strong>ratifica del MES</strong> da parte dei singoli stati?</p>
<p>In <strong>Germania</strong>, il Bundestag (parlamento tedesco), ha messo in calendario il voto sull&#8217;accordo e sul Patto Fiscale per il 25 maggio. La coalizione di governo &#8211; formata dall&#8217;Unione Cristiano Democratica (CDU), dall&#8217;Unione Cristiano Sociale in Baviera (CSU) e dal Partito Liberale Democratico (FDP) &#8211; che appoggia la Merkel, voterà a favore del provvedimento, insieme a parte dell&#8217;opposizione (Partito Socialdemocratico e Partito dei Verdi) lasciando solo i post-comunisti del Linke a dare un parere sfavorevole, con qualche cane sciolto che gli darà ragione.</p>
<p>Per le strade, però, monta la <strong>protesta</strong>. Se fino a poche settimane fa solo il Movimento di solidarietà tedesco, era contro il Patto e contro il MES e chiedeva un referendum su entrambi i temi ma anche sul grande dilemma se mantenere l&#8217;euro o meno, anche l&#8217;alleanza Mehr Demokratie ha cominciato a pronunciarsi in proposito e a sponsorizzare gran parte di queste iniziative. L&#8217;alleanza, infatti, si unisce al coro della richiesta di un referendum prima del voto di fine maggio e – attraverso un duro lavoro di lobbying – sta tentando<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/sarkozy_merkel.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12164" title="sarkozy_merkel" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/sarkozy_merkel.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a> di convincere i parlamentari a cambiare idea.</p>
<p>Altri sostenitori del <strong>referendum</strong>, sono l&#8217;associazione dei contribuenti tedeschi, il partito Linke, il parlamentare cristiano sociale Peter Gauweiler e molti esperti di diritto costituzionale ed internazionale in diverse università tedesche, come Christoph Degenhart (Lipsia), Peter Neumann (Dresda), Dietrich Murswiek (Friburgo) e Karl Albrecht Schachtschneider (Norimberga-Erlangen).</p>
<p>Attraverso poi il supporto dell&#8217;ex ministro della giustizia, Herta Daeubler-Gmelin, si vorrebbe presentare un ricorso alla Corte Costituzionale, per impedire qualsiasi pagamento al MES fino a quando la Corte non si esprimerà sulla costituzionalità o meno del fondo. Qualora il <strong>ricorso</strong> dovesse essere accettato, il MES difficilmente potrà partire in tempo per luglio. Basti pensare che la Germania è il principale contribuente del fondo, con uno stanziamento previsto di 190 miliardi di euro.</p>
<p>Un altro Stato in cui l&#8217;approvazione del meccanismo di stabilità potrebbe venir meno è l&#8217;<strong>Austria</strong>. La coalizione di governo, formata da conservatori e socialdemocratici, non dispone infatti della maggioranza di due terzi, necessari per la ratifica. Inoltre, l&#8217;FPOE e il BZOE (due partiti di opposizione), sono a favore di un referendum sulla falsariga di quello proposto in Germania. Prima il referendum e poi, in caso di parere positivo, la ratifica parlamentare.</p>
<div id="attachment_12165" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/lidia_undiemi__.jpg"><img class=" wp-image-12165" title="lidia_undiemi__" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/05/lidia_undiemi__-200x300.jpg" alt="" width="180" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Lidia Undiemi</p></div>
<p>In terra di <strong>Irlanda</strong>, sempre molto reattiva quando si parla di scelte &#8216;imposte dall&#8217;alto&#8217;, si prospetta un referendum nazionale sull&#8217;UE per il 31 maggio. Eamon Gilmore, vice primo ministro e ministro degli esteri, ha affermato che: “Il governo organizzerà una vasta campagna di informazione per assicurarsi che gli elettori siano informati dei contenuti del trattato e per facilitare un dibattito vero sulla decisione che il paese deve prendere&#8217;”.</p>
<p>Anche se in passato l&#8217;Irlanda ha respinto per ben due volte dei trattati europei (quello di Nizza nel 2001 e quello di Lisbona nel 2008) questa volta forse tutto potrebbe filar liscio per Bruxelles. I <strong>sondaggi</strong> infatti, indicano che stavolta gli irlandesi voterebbero a favore del trattato, con un 49% di favorevoli, il 33% di contrari e un 18% di indecisi.</p>
<p>Infine, l&#8217;Italia. Nel nostro Paese si prevede che buoni 2/3 del parlamento approveranno il MES ma, come ci racconta Lidia Undiemi - attivista siciliana e studiosa di diritto ed economia &#8211; anche qui qualcosa si muove. Insieme al quotidiano on line <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.wallstreetitalia.com/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><em>Wall Street Italia</em></span></a></span>, infatti, ha stilato una Proposta di Mozione Parlamentare sostenuta anche da <em>MoviSol</em>, il movimento di<em>LaRouche</em> in Italia.</p>
<p>La <strong>mozione</strong> si sofferma sul fatto che sono “forti i rischi di cessione di sovranità ad una organizzazione finanziaria e la conseguente ondata di ulteriori politiche di austerity che potrebbero colpire i cittadini”. Chiede una “discussione pubblica sul trattato ESM”, la fine dell&#8217;austerità, la difesa dell&#8217;economia reale e mezzi per garantire che il MES, per via della sua opacità e immunità nei confronti di qualsiasi giurisdizione legale, non venga preso in mano dalla criminalità organizzata.</p>
<p>Detto questo, mi rivolgo ai media: continuate a parlare di Lusi, di Belsito e di tutti gli altri; mi raccomando. E buon primo maggio!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MATTEO MARINI</em></strong></p>
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		<title>400 nuove auto blu! Ma con quale coraggio?!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-blu]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo ammetto, il &#8220;tasto&#8221; delle auto blu lo premo spesso. È un po&#8217; una fissazione personale, forse a volte paranoica e esagerata &#8211; io darei 5 auto blu alle cinque più alte cariche dello stato e basta (scorte ESCLUSE). Anni fa, dalle pagine di questo blog, parlammo dei 4 miliardi di mantenimento che erano risultati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ammetto, il &#8220;tasto&#8221; delle auto blu lo premo spesso. È un po&#8217; una fissazione personale, forse a volte paranoica e esagerata &#8211; io darei 5 auto blu alle cinque più alte cariche dello stato e basta (scorte ESCLUSE). Anni fa, dalle pagine di questo blog, parlammo dei <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.wilditaly.net/4-miliardi-per-le-auto-blu-3846/"><span style="color: #0000ff;">4 miliardi</span></a></span> di mantenimento che erano risultati da una ricerca che l&#8217;ex miniMinistro Brunetta aveva fatto compiere alla Formez; e aggiungemmo anche un altro tassello, con le <span style="color: #0000ff;"><a href="http://youtu.be/iLoK6f49Qkw"><span style="color: #0000ff;">19 maserati ordinate da La Russa</span></a></span> per i vari Generali, che, secondo l&#8217;Ignazio nazionale costavano MENO delle Audi. <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/04/Bando-GUUE-Gara-Berline-Medie.jpg"><img class="alignright  wp-image-12070" title="Bando GUUE - Gara Berline Medie" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/04/Bando-GUUE-Gara-Berline-Medie.jpg" alt="" width="234" height="332" /></a></p>
<p>Oggi la situazione politica è cambiata. Al governo non c&#8217;è più Berlusconi e la sua combriccola, ma c&#8217;è il governo tecnico dei professoroni. Uno schieramento politico (non credete a chi dice che sono solo tecnici, perché sono sostenuti dai partiti) che si è voluto contraddistinguere sin da subito col marchio di &#8220;<strong>rigore e sobrietà</strong>&#8220;<strong>. </strong>Ecco perché non è possibile stare zitti di fronte al nuovo scandalo di cui parliamo oggi.</p>
<p>Il 24 gennaio, il Ministero dell&#8217;Economia, che fino a prova contraria è diretto ad interim da <strong>Mario Monti</strong> (<em>mega professore galattico</em> e uomo Goldman Sachs, ma non ditelo a nessuno perchè se no siete complottisti!) in tandem con <strong>Vittorio Grilli</strong>, nel ruolo di Viceministro, ha pubblicato un bando per l&#8217;acquisto di ben <strong>400 nuove auto blu </strong>preventivando una spesa che sfiora i <strong>10 milioni di euro<em>. </em></strong>Il tutto, ovviamente, è passato in sordina. Tanto è vero che il bando è scaduto lo scorso 8 marzo e quindi le buste dei partecipanti sono già state aperte (onestamente, fra l&#8217;altro, mi piacerebbe fossero rese pubbliche TUTTE le proposte), ma il risultato è ancora sconosciuto. La notizia, per onor del vero, giunge da <em>Il Giornale </em>di Sallusti e dal settimanale <em>l&#8217;Espresso</em>.</p>
<p>All&#8217;interrogazione parlamentare presentata dall&#8217;IDV, è stato risposto semplicemente leggendo il bando, e non dando spiegazioni a livello di utilità di questo sfacelo di auto. Ma, siccome siamo in Italia, c&#8217;è qualcosa di più scandaloso. Infatti, non solo il parco macchine conta in totale già più di 60 mila vetture, ma secondo Formez ce ne sono ben 800 inutilizzate e lasciate parcheggiate da qualche parte. Tutto per un costo di 2 miliardi l&#8217;anno, perchè infatti ci sono state più manovre che hanno dimezzato il numero delle auto e i suoi cost rispetto ai 4 miliardi di cui abbiamo parlato.</p>
<p>Ma per tranquillizzare i contribuenti, che in questi giorni vedono salire il prezzo di tutto ciò che gli sta attorno &#8211; attendiamo la tassa sull&#8217;ingresso a casa propria a questo punto &#8211; qualcuno ha provato a dire che, si è vero che ci sarà l&#8217;acquisto, ma sono tutte auto che non toccano i 1600 di cilindrata. Non vi sentite meglio, con questa rassicurazione?</p>
<p>Non solo alzano tutte le tasse possibili, ne inventano di nuove, non si abbassano gli stipendi, non eliminano i finanziamenti ai partiti, non cambiano la legge elettorale, non dimezzano il numero dei parlamentari, non eliminano il vitalizio (lo hanno dimezzato, non lo hanno tolto!!!), si comprano 4 milioni di euro di agendine per scriverci il numero delle troie, tolgono il fondo per il sostegno dei disabili rimasti senza familiari e si comprano 400 nuove auto. Hanno pure il coraggio di prenderci per il culo! Sarò pure un qualunquista, ma mi sono veramente rotto i coglioni!</p>
<p><strong><em>AGGIORNAMENTO DELLE ORE 16:00</em><br />
Comunicato di Palazzo Chigi: Il Governo non acquisterà nuove “auto blu” nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l’adozione di un’analoga impostazione. Il bando di gara della Consip non determina automaticamente l’acquisto di nuove autovetture. </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIAMPAOLO ROSSI</em></strong></p>
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		<title>Le bizzarre riforme proposte dal governo Monti</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 17:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Roselli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[aumenti]]></category>
		<category><![CDATA[eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[licenziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia l&#8217;economia sommersa è statisticamente quantificabile in 540 mld di euro nell&#8217;anno passato, inoltre il 35% dei lavoratori è costretto ad effettuare un doppio lavoro; questo perché la metà dei contribuenti dichiara un guadagno annuale al di sotto dei 15 mila euro. Questi sono i dati che emergono dal rapporto Eurispes, sicuramente nulla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia l&#8217;economia sommersa è statisticamente quantificabile in 540 mld di euro nell&#8217;anno passato, inoltre il 35% dei lavoratori è costretto ad effettuare un doppio lavoro; questo perché la metà dei contribuenti dichiara un guadagno annuale al di sotto dei 15 mila euro.</p>
<p>Questi sono i dati che emergono dal rapporto Eurispes, sicuramente nulla di nuovo per chi vive nel “bel paese”, però allo stesso tempo sorprendono le misure che sta adottando il governo per risolvere queste problematiche. Le grandi riforme del governo Monti non fanno altro che peggiorare le condizioni in cui versa la classe media.</p>
<p>Il ragionamento tipo affrontato da questo governo è il seguente:</p>
<p>Sei un operaio che si massacra di lavoro per 12 ore al giorno? Ti allontaniamo la pensione.</p>
<p>Sei un giovane che cerca lavoro ma non lo trova? Licenziamo tuo padre.</p>
<p>Sei un lavoratore che ha difficoltà ad arrivare a fine mese?Per te abbiamo in mente due provvedimenti: l&#8217;aumento delle tasse, l&#8217;aumento delle accise sulla benzina ma sopratutto (ciliegina sulla torta) un aumento dell&#8217;IVA previsto per fine ottobre.</p>
<p>Cosa vuoi di più dalla vita? Una calibro 33</p>
<p>Ecco queste sono alcune delle bizzarre riforme proposte dal governo. Inutile dire che sono ben altri i provvedimenti che bisognerebbe adottare per risolvere queste piaghe. Possibile che ogni volta siamo costretti a dire “Era meglio quando si stava peggio” ?</p>
<p style="text-align: right;"> <strong><em>MATTEO ROSELLI</em></strong></p>
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		<title>I lavoratori edili in piazza a Roma per un&#8217;Italia del lavoro.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 10:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La politica e le Istituzioni non sottovalutino il profondo disagio sociale che rappresentiamo: nessuno si illuda che siano i lavoratori a pagare il conto dei privilegiati. Basta, basta con questa politica ingiusta, vessatoria, miope su politica fiscale e spesa pubblica – ha detto il segretario &#8211; che colpisce sempre gli stessi, che impedisce di rinsanguare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La politica e le Istituzioni non sottovalutino il profondo disagio sociale che rappresentiamo: nessuno si illuda che siano i lavoratori a pagare il conto dei privilegiati. Basta, basta con questa politica ingiusta, vessatoria, miope su politica fiscale e spesa pubblica – ha detto il segretario &#8211; che colpisce sempre gli stessi, che impedisce di rinsanguare i redditi da lavoro e di creare le condizioni per nuovi investimenti. Questo non vuol dire risanare il Paese ma strangolare il lavoro, l’economia reale, le prospettive di crescita</em>&#8220;.</p>
<p>Con queste parole il segretario generale della Feneal uil Antonio Correale, nel suo intervento riassume il senso della manifestazione di sabato 3 marzo dei lavoratori delle costruzioni.<br />
Quattro giorni fa, infatti, a Roma i lavoratori edili, insieme ai sindacati di riferimento Feneal- Uil – Fillea- Cgil – Filca-Cisl, hanno manifestato il proprio malessere sociale.</p>
<p>30.000 lavoratori provenienti da tutt&#8217; Italia si sono ritrovati per chiedere di rilanciare una macchina degli investimenti che dia prospettive, non solo le garanzie sugli ammortizzatori sociali. La ripresa del settore edile sarebbe un segnale forte, non solo di ripresa economica ma anche di arginamento della piaga della criminalità che ormai permea ogni settore produttivo.</p>
<p>Tra le delegazioni non è passata inosservata quella dei lavoratori rappresentati da Feneal-Uil Salerno che ha portato a <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/03/IMAG0021.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11459" title="DCIM102MEDIA" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/03/IMAG0021-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Roma il feretro del lavoro. Una bara avvolta da tanti manifesti che riportavano le opere pubbliche mai portate a termine. Tanti erano anche i cartelli che denunciavano la pericolosità delle infiltrazioni mafiose.</p>
<p>Il comparto edile sta subendo fortemente questa crisi, direttamente con la perdita di posti di lavoro e la chiusura di imprese; indirettamente con la scarsa apertura ad ogni sorta di ammodernamento e manutenzione del territorio e altre concause quali la burocrazia e le infiltrazioni mafiose.</p>
<p>Il dato di 300.000 posti di lavoro persi, che ci restituisce la fotografia di un settore in calo di iscrizioni delle imprese alla Cassa Edile che &#8211;  nei primi 9 mesi del 2011 &#8211; ha registrato un calo del 5,8% rispetto al 2010, anno in cui il calo era stato del 6,6% rispetto all’anno precedente (7,6% nel 2009). Anche le iscrizioni degli operai alla Cassa Edile sono caratterizzate dal segno meno: -6,8% periodo gennaio-settembre 2011, -8% 2010, -9,8% nel 2009. Così come sono diminuite le ore lavorate dagli operai iscritti: -5% primi nove mesi 2011, -8,4% nel 2010, -11,2% nel 2009.</p>
<p>Tutto ciò si colloca in un quadro ben più complesso in cui l&#8217;Italia appare come come un fuscello sbattuto da un vento furioso che disorienta tutti.</p>
<p>Ripensando a quanto non è stato fatto in questo campo, risulta evidente l&#8217;inadempienza del governo precedente nei confronti degli italiani che chiedevano sia la riforma dello stato sociale (interventi in campo fiscale ed economico), sia il ritorno al rigore morale dei rappresentanti della politica. Ora sono arrivati i tecnici di Monti ai quali i cittadini, ripristinato il rigore morale, chiedono di poter vivere con dignità la propria condizione di uomini- lavoratori- figli-genitori.</p>
<p>È chiaro che l&#8217;ideale di &#8220;società della piena occupazione&#8221;, che ha caratterizzato il secolo scorse, non esiste più. La questione oggi è invece una questione salariale, a cui si aggiunge anche la necessità di migliorare specificità e competenze delle maestranze, istituzioni più legittimate, città più compatibili con questo tempo, ripristino di un&#8217;etica del lavoro. Dove per etica si fa riferimento a tutte le anime del mondo lavorativo; etica dei comportamenti oltre che delle intenzioni.</p>
<p>La crisi è un viatico per le mafie; le imprese che con difficoltà reperiscono credito sono facili prede. Penetrare il settore delle costruzioni non significa solo riciclare denaro sporco, inquinare la concorrenza e ammalare l&#8217;economia ma vuol dire anche condizionare le tendenze e gli equilibri di intere comunità.</p>
<p>Così, come accade anche per la filiera agroalimentare, le cosche &#8211; tra indifferenza e connivenze &#8211; si sono infiltrate anche in questo settore offrendo servizi a prezzi stracciati. Per giunta in un settore che ha assunto sempre più la caratteristica di una giungla, tra assegnazioni poco trasparenti, ribassi sempre più elevati, subappalti sempre più numerosi e lavoro nero.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>TERESA RUSSO</em></strong></p>
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		<title>Il fattore D, ovvero: gli Stati generali del lavoro femminile</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi ultimi giorni l&#8217;emergenza neve, le polemiche di Alemanno, Monti il posto fisso e l&#8217;art.18 a livello nazionale e le missive cubane, a livello locale e nazionale hanno catalizzato l&#8217;attenzione dei giornali e della rete. Ma nel frattempo è successo anche altro. A Roma, presso il parlamentino del CNEL si sono riuniti gli STATI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni l&#8217;emergenza neve, le polemiche di Alemanno, Monti il posto fisso e l&#8217;art.18 a livello nazionale e le missive cubane, a livello locale e nazionale hanno catalizzato l&#8217;attenzione dei giornali e della rete. Ma nel frattempo è successo anche altro. A Roma, presso il parlamentino del CNEL si sono riuniti gli STATI GENERALI SUL LAVORO DELLE DONNE IN ITALIA.</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/02/L-insufficiente-occupazione-femminile-limita-la-crescita-dell-Italia-Ma-servono-politiche-di-conciliazione-per-favorire-maternita-e-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11239" title="L-insufficiente-occupazione-femminile-limita-la-crescita-dell-Italia--Ma-servono-politiche-di-conciliazione-per-favorire-maternita-e-lavoro" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/02/L-insufficiente-occupazione-femminile-limita-la-crescita-dell-Italia-Ma-servono-politiche-di-conciliazione-per-favorire-maternita-e-lavoro-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a>Il dibattito si è sviluppato seguendo una traccia ben definita: Il mercato del lavoro in Italia ancora oggi è scenario di una doppia discriminazione che non più e non solo il fenomeno complesso e pervasivo come quello delle “dimissioni in bianco”, che colpisce soprattutto le lavoratrici, ma anche la discriminazione nella distribuzione del reddito, nell&#8217;accesso alle tutele, nella valorizzazione delle competenze.</p>
<p>Tra gli obiettivi esaminati, ci sono stati: l&#8217;avvio di una prassi innovativa che prevede il coinvolgimento delle istituzioni centrali e periferiche, le forze sociali, gli istituti di studio e ricerca sociale, le rappresentanze dell&#8217;associazionismo femminile per sottolineare la centralità della donna nella società contemporanea.</p>
<p>Lo scorso 7 febbraio, qualche giorno dopo la convention, una delegazione di donne promotrici dell&#8217;appello “188 donne per la legge 188” ha incontrato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero. Lo scopo dell&#8217;incontro, è stato quello di proporre il ripristino della legge contro le dimissioni in bianco.</p>
<p>Le dimissioni in bianco, infatti, sono una piaga che interessa il mercato del lavoro nella sua totalità, tanto quanto trovare un lavoro stabile e riuscire a mantenerlo. Questo fenomeno, riguarda il 15% dei contratti a tempo indeterminato, una prassi illegale che riguarda per il 60% le donne, soprattutto al rientro dalla maternità e il 40% dei maschi. I motivi per cui si può essere dimissionati sono diversi, i più frequenti sono la nascita di un figlio, una malattia, l&#8217;età, i rapporti con il sindacato. Una gramigna cattiva di ogni interstizio produttivo. E accade un po&#8217; ovunque. Accade nei cantieri, nei negozi, nelle botteghe artigiane, nelle imprese. Nelle aziende in crisi ma anche in quelle sane. Dove ci sono 10 dipendenti, ma anche 50. Al Sud e al Nord. Una vera e propria piaga sociale che queste donne hanno prospettato al ministro e a cui hanno chiesto di porre rimedio.</p>
<p>Oltre a questo problema però, dagli stati generali è emerso anche quanto la carenza di adeguati sistemi di <em>welfare state</em> non giovino ne all&#8217;occupazione femminile, ne all&#8217;intera economia.</p>
<p>Eppure negli ultimi 15 anni &#8211; secondo i dati del rapporto Isfol &#8211; la presenza delle donne sul mercato è aumentata in maniera rilevante, anche se la situazione è molto eterogenea da un punto di vista territoriale. Tale dato, si può riscontrare, allo stesso modo in contesti e regioni ad elevato tasso di occupazione (es: Emilia Romagna, Piemonte, Trentino ecc..) . Nonostante tutto ciò, sussiste &#8211; tuttavia &#8211; una distanza tra il mercato del lavoro maschile e quello femminile.</p>
<p>In questa prospettiva quale può essere il ruolo del fattore D?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>TERESA RUSSO</em></strong></p>
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		<title>CES 2012:la situazione italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 16:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Roselli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si stà svolgendo in questi giorni il CES 2012 (il più grande evento mondiale dedicato all&#8217;elettronica di consumo). Fino al 13 gennaio a Las Vegas le grandi multinazionali dell&#8217;elettronica presentaranno i nuovi prodotti che verranno commercializzati nel corso del 2012. I temi che ricorrono più frequentemente sono legati a vari settori: si parla di tv sempre più nitide (OLED) e con più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si stà svolgendo in questi giorni il CES 2012 (il più grande evento mondiale dedicato all&#8217;elettronica di consumo). Fino al 13 gennaio a Las Vegas le grandi multinazionali dell&#8217;elettronica presentaranno i nuovi prodotti che verranno commercializzati nel corso del 2012. I temi che ricorrono più frequentemente sono legati a vari settori: si parla di tv sempre più nitide (OLED) e con più contenuti usufruibili tramite la rete internet, oltre che un&#8217; ulteriore innovazione nel campo 3D; inoltre si parla di smartphone e tablet con prestazioni sempre più vicine ai pc (processori più potenti, schede grafiche più performanti, connessioni internet veloci).</p>
<p>Parlando di questo importante evento sorge spontaneo domandarsi come il nostro Paese sfrutterà queste nuove tecnologie. Partendo dal mondo delle tv sicuramente saltano subito all&#8217;occhio i gravi problemi causati dal duopolio Mediaset-Rai che offre una programmazione con segnale in bassa definizione (il 99% dei canali in chiaro ha un segnale di 576i, ovvero la definizione adatta ad un tubo catodico) che va ad influire sugli acquisti degli acquirenti italiani che saranno meno propensi ad acquistare nuovi televisori finchè la qualità del segnale sarà scadente e di conseguenza i negozi avranno dei bilanci negativi nel reparto audio-video. Inoltre gli investimenti su format nuovi ed eventi in prima visione sono bloccati da quando Mediaset ha creato il servizio Premium e da quando la Rai ha perso i diritti su alcuni programmi e alcune esclusive legate allo sport. Questi sviluppi hanno intaccato pesantemente i palinsesti dei canali gratuiti. Un ulteriore piaga causata dal duopolio è la chiusura del mercato televisivo; ciò vuol dire che i due leader del settore non permettono a nessun altra azienda di entrare nel mercato per paura di perdere ascolti. Per difendere questo scempio ricorrono a forti agganci politici che, attraverso manovre minacciose, minano alla libertà delle nuove aziende. Vedasi il caso di Telecom: minacciata per aver tentato di portare Santoro su La7, oppure Sky che per far partire il suo canale in chiaro Cielo ha aspettato molto più del dovuto, perchè attraverso alcuni provvedimenti &#8221;Ad Aziendam&#8221;, Berlusconi aveva tentato di bloccare le frequenze riservate al nuovo canale. A proposito di Berlusconi; il lancio del digitale è avvenuto in fretta e furia (causando molti dei problemi elencati poco fa)  soltanto per non perdere Rete4, che secondo la legge non poteva essere trasmessa sulla tv analogica ma soltanto sul satellite, per lasciare spazio ad altri canali(nello specifico ad Europa7 a cui spettavano di diritto quelle frequenze) non facenti parte del gruppo Fininvest.</p>
<p>Mettendo da parte il gigantesco problema legato al mondo televisivo se ne presenta uno altrettanto grande riguardante Internet e quindi anche gli oggetti che fanno di questo strumento la propria vocazione, ovvero Tablet e Smartphone. In questo caso il problema è legato all&#8217;odissea a cui è stata sottoposta la banda larga. Il &#8220;potente&#8221; di turno è Telecom, che continua ad utilizzare una rete obsoleta(il doppino in rame) che non permette lo sviluppo delle nuove tecnologie legate all&#8217;alta velocità. Infatti, per usufruire correttamente di queste nuove tecnologie, ci vorrebbe la fibra ottica, che attualmente ha una percentuale di penetrazione del 13% nel territorio italiano. Questa situazione va ad influire sulla banda larga mobile costituita dalla linea 3G che, seppur più sviluppata della fibra ottica, continua ad offrire un servizio scadente (negli Stati Uniti questa linea è stata già superata dalla LTE). Anche la linea senza fili(Wifi)soffre di problemi inerenti la copertura e la qualità del segnale. In mezzo a tutti questi problemi riguardanti le nuove tecnologie non si può risparmiare la linea ADSL che, a differenza della fibra ottica, ha una copertura sul territorio ormai quasi completa, ma purtroppo allo stesso tempo offre un servizio nella maggior parte dei casi inappropriato, per colpa dell&#8217;intasamento della linea causato dal monopolio di Telecom. Infatti la maggior parte dei gestori (vedasi Infrostrada, Vodafone e Teletu) prendono in prestito la linea da Telecom(che fino ad un decennio fa dominava incontrastata nel mondo della telefonia fissa) causando un sovraccarico del segnale.</p>
<p>Nella bolgia della mediocrità c&#8217;è qualche spiraglio di luce proveniente da quelle poche aziende che cercano di rinnovare le tecnologie presenti nel nostro paese offrendo un servizio serio ed affidabile. Tra queste troviamo per quanto riguarda il mondo televisivo Sky che con il suo canale in chiaro Cielo stà portando finalmente delle novità nella programmazione e probabilmente, se riuscirà ad acquistare altre frequenze, inserirà anche dei canali HD. Nonostante le forti connotazioni negative della Rai vi è un canale che offre un servizio di qualità, stò parlando di Rai4, unico canale che offre programmi di qualità per un pubblico giovane. L&#8217;ultimo esempio positivo è offerto da La7 che offre un palinsesto basato principalmente sull&#8217;informazione intelligente con programmi dedicati all&#8217;economia, alla storia e ad altre materie importanti per lo sviluppo culturale dello spettatore. Parlando invece di Internet vi sono tre esempi positivi. Per quanto riguarda la telefonia fissa il servizio offerto da Fastweb è sicuramente più qualitativo rispetto alla concorrenza, grazie ad una linea esclusiva proprietaria, inoltre per quanto riguarda lo sviluppo delle nuove tecnologie è la prima azienda attiva nella diffusione della fibra ottica sul nostro territorio. Tiscali invece è da citare per i suoi contributi allo sviluppo del Wifi. Invece nella telefonia mobile bisogna ricordare che soltanto grazie alla 3 è stata introdotta la nuova linea 3G in Europa.</p>
<p>Attualmente il Governo Monti ha la possibilità di cambiare l&#8217;assetto economico che ruota intorno a questi due campi di fondamentale importanza per lo sviluppo, di cui più volte questo esecutivo si e fatto garante. Attraverso questi cambiamenti probabilmente l&#8217;Italia potrà crescere e ritornare la grande potenza industriale di cui purtroppo molti si stanno dimenticando.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le società di rating sono (in)Affidabili!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 12:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Moody’s, Fitch, Standard &#38; Poor’s. Ma cosa sono le società di rating? In poche parole sono agenzie finanziarie con lo scopo di analizzare e dare giudizi su titoli azionari, obbligazioni, attività di imprese commerciali e statali e crediti. I giudizi sono espressi in lettere dalla AAA, alla D. Si tratta di un voto di affidabilità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="640" height="360"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7aWOM5Y4xk0?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/7aWOM5Y4xk0?version=3&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>Moody’s, Fitch, Standard &amp; Poor’s. Ma cosa sono le società di rating?<br />
In poche parole sono agenzie finanziarie con lo scopo di analizzare e dare giudizi su titoli azionari, obbligazioni, attività di imprese commerciali e statali e crediti.<br />
I giudizi sono espressi in lettere dalla AAA, alla D. Si tratta di un voto di affidabilità. Più è alto il giudizio, più è sicuro il dato investimento. Così vale anche per la situazione degli Stati. <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/12/scala_gradi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10068" title="scala_gradi" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/12/scala_gradi.jpg" alt="" width="347" height="540" /></a></p>
<p>Stiamo parlando di società private e quindi i finanziamenti arrivano da coloro che vogliono farsi giudicare. Un’agenzia di investimento può chiedere alla società di rating di giudicare la sua affidabilità e per farlo da dei soldi. Qui nasce il problema di fondo. Un problema che noi italiani forse conosciamo meglio degli altri. Il conflitto di interessi. Perchè il controllore è pagato direttamente dal controllato per essere giudicato. Ma c’è di più. Spesso questo conflitto di interesse diventa macroscopico quando chi chiede di essere giudicato ha anche degli interessi diretti in un investimento. Si, perchè avvenuto il giudizio, questo può essere sia pubblicato sulle agenzie di stampa, oppure, su richiesta, può rimanere segreto. In questo modo, l’investitore conosce prima degli altri il giudizio e quindi può agire in modo tale da favorire i suoi movimenti finanziari. Anche perchè, nella maggior parte dei casi, chi paga gli studi finanziari delle società di rating desidera che i risultati portino dei risultati redditizi, e non certo a perdere.</p>
<p>Questo meccanismo infatti portò miliardi di dollari nelle casse delle agenzie di Rating che venivano pagate per dare il massimo dei voti su titoli rischiosi. Moody’s e Standard &amp; Poor’s guadagnarono valanghe di soldi dando triple A anche a titoli spazzatura. Questo perchè, società di investimento come Morgan Stanley o Goldman Sachs, scommettevano contro mutui o investimeti che esse stesse davano e che sapevano benissimo essere titoli marci. In questo modo, Goldman e Morgan Stanley, tramite le società di rating, facevano valutare un’investimento costruito ad hoc con tripla A per facilitarne la vendita, e poi ci scommetteva contro sapendo dell’instabilità dell’investimento e essendo a conoscenza che il voto di rating era dato solo per il danaro che veniva dato alla società di valutazione. Quando il titolo cadeva, ci perdeva solo il risparmiatore, mentre le agenzie di investimento ci guadagnavano. E non è un caso che dal 2000 al 2006, i titoli valutati in AAA passarono da poche centinaia, a migliaia e migliaia. Il risultato fu un flusso di centinaia di miliardi di dollari a scapito dell’investitore che veniva letteralmente preso in giro.<br />
E questo riesce a spiegare perchè, nel 2008, poco prima che i colossi di investimento collassassero avessero delle valutazioni di Rating molto alte. Bern Stern, un mese prima dei essere rilevata dalla JpMorgan, era giudicata con A2 e cioè un voto molto solido e sicuro, la Lheman Brothers ebbe una A2 fino a pochi giorni prima del fallimento, così come la AIG, la più grande società di assicurazioni statunitense, ebbe una tripla A poco prima di chiedere 40 miliardi di prestito alla baca statunitense Federal Reserve per non fallire. Stessa cosa per Fanny Mae e Freddy Mac, salvate dal Tesoro, valutate tripla A. E le stesse City Grup e Marryl Linch erano valutate con rating alto.</p>
<p>Ma questo è un reato?<br />
A quanto pare no, perchè le agenzie di rating sono private e si sono sempre appellate al primo emendamento degli Stati Uniti sostenendo che i loro risultati non sono altro che delle opinioni personali e che non devono essere tenuti presenti come unica forma di valutazione.</p>
<p>A questo punto mi domando: ma sono attendibili queste società? Chi ci dice che non ci sia ancora una volta la mano dei grandi gruppi finanziari e speculativi che con un declassamento o una sovrastima del rating possono portare a occasioni di guadagno?<br />
Perchè le Borse e il sistema economico mondiale reagiscono in maniera pesante in base alla votazione di queste agenzie le quali, a quanto dicono, esprimono solo valutazioni personali?<br />
Siamo usciti dalla situazione precedente la crisi del 2008, o ci siamo ancora dentro? Eppure tutti i Tg danno l’allarme quando una società di Rating anche solo annuncia di essere intenzionata a rivedere il voto di uno stato. E sappiamo che non lo farà gratis.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIAMPAOLO ROSSI</em></strong></p>
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		<title>La Repubblica dei doppi significati</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Puglisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa è la disponibilità&#8230; &#8220;La disponibilità misura l&#8217;attitudine di un’entità ad essere in grado di svolgere una funzione richiesta in determinate condizioni ad un dato istante, o durante un dato intervallo di tempo, supponendo che siano assicurati i mezzi esterni eventualmente&#8221; &#8230;quasi un&#8217;unità di misura direi, richiesta in un preciso momento in maniera coercitiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/12/PAROLE.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9890" title="PAROLE" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/12/PAROLE.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a></p>
<p>Che cosa è la disponibilità&#8230;</p>
<div><em>&#8220;La disponibilità misura l&#8217;attitudine di un’entità ad essere in grado di svolgere una funzione richiesta in determinate condizioni ad un dato istante, o durante un dato intervallo di tempo, supponendo che siano assicurati i mezzi esterni eventualmente&#8221;</em></div>
<div>&#8230;quasi un&#8217;unità di misura direi, richiesta in un preciso momento in maniera coercitiva il più delle volte. Ma anche..</div>
<div><em>&#8220;Possibilità di servirsi largamente e liberamente di qualcosa: avere disponibilità di denaro&#8221;</em></div>
<div>&#8230;qua abbiamo già una netta divisione. &#8220;Possibilità di servirsi largamente di qualcosa&#8221;, cioè quelli che possono da una parte e quelli che non possono dall&#8217;altra. Ma andiamo sul figurativo&#8230;</div>
<div><em>&#8220;Apertura mentale e affettiva verso gli altri che porta ad accogliere positivamente proposte, iniziative, richieste d&#8217;aiuto etc&#8230;: dichiarare la propria disponibilità a fare qualcosa&#8221;</em></div>
<div>&#8230;quindi una scelta, e anche qui abbiamo una divisione. C&#8217;è chi può scegliere e chi non può scegliere mai.</div>
<div>Esistono quelli come noi che non possono decidere di essere disponibili ma sono al servizio e poi ci sono gli altri. Quelli che possono dire di non essere disponibili al taglio del loro stipendio, perchè altrimenti non ce la fanno!</div>
<div>E poi ci sono quelli che non appartengono neanche a questo Stato (vedere alla voce Vaticano), che esercitano nel nostro e si possono permettere di dire che sono <em>&#8220;disponibili a discutere di Ici&#8221;.</em></div>
<div><strong>I dizionari vanno riscritti, vanno aggiunti i doppi significati delle parole, oppure bisogna crearne altri nuovi, quelli di classe, quello del metalmeccanico, quello del precario, quello del disoccupato, quello del pensionato, quello dello studente&#8230; per noi alcune parole vogliono dire una cosa per altri tutt&#8217;altro.</strong></div>
<div style="text-align: right;"><em><strong>LUCA PUGLISI</strong></em></div>
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