C’era una volta l’intercettazione
di: Antonio Ingoria
Edizione: Stampa Alternativa
Dalla prefazione di Marco Travaglio:
“Se cercavate un trattato giuridico sulle intercettazioni telefoniche e emabientali e sulle forme che le regolano e le egoleranno, lardellato di commi e codicilli, avete sbagliato libro..”
Non può che essere la frase migliore che spiega questo libro. Leggendo chi è l’autore, Antonio Ingroia – Procuratore aggiunto a Palermo – si può pensare che sia un libro complicato, serioso, per addetti ai lavori, con termini difficilissimi inerenti al campo giudiziario e non comprensibili per noi comuni mortali. In realtà no. E’ un libro di 174 pagine – di cui le ultime 20 dedicate al disegno di legge che sta per essere approvato in Parlamento – che spiega in maniera semplice e concisa, ma non per questo in modo aleatorio, ciò che accadrà una volta introdotta tale legge. Inizia spiegando a cosa servono e come sono usate ad oggi e nel passato le intercettazioni per poi arrivare a esemplificare reati ipotetici senza l’uso delle intercettazioni. Reati che non sarebbe perseguibili e che, come già ben sappiamo, non sarebbero neanche scoperti. Il PM spiega e smaschera tutte le sciocchezze che vengono dette dal potentato per convincere l’opinione pubblica: dai costi “elevati” alla “bufala sui maccheroni” del caso Genchi.
Un libro assolutamente da evere e da far conoscere. Un piccolo saggio che si legge in una giornata, ma che riempie la testa di nozioni di elementare comprensibilità ma di vitale importanza!
GIAMPAOLO ROSSI
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