CES 2012:la situazione italiana

Si sta svolgendo in questi giorni il CES 2012 (il più grande evento mondiale dedicato all’elettronica di consumo). Fino al 13 gennaio a Las Vegas le grandi multinazionali dell’elettronica presentaranno i nuovi prodotti che verranno commercializzati nel corso del 2012. I temi che ricorrono più frequentemente sono legati a vari settori: si parla di tv sempre più nitide (OLED) e con più contenuti usufruibili tramite la rete internet, oltre che un’ ulteriore innovazione nel campo 3D; inoltre si parla di smartphone e tablet con prestazioni sempre più vicine ai pc (processori più potenti, schede grafiche più performanti, connessioni internet veloci).

Parlando di questo importante evento sorge spontaneo domandarsi come il nostro Paese sfrutterà queste nuove tecnologie.

Partendo dal mondo delle tv sicuramente saltano subito all’occhio i gravi problemi causati dal duopolio Mediaset-Rai che offre una programmazione con segnale in bassa definizione (il 99% dei canali in chiaro ha un segnale di 576i, ovvero la definizione adatta ad un tubo catodico) che va ad influire sugli acquisti degli acquirenti italiani che saranno meno propensi ad acquistare nuovi televisori finchè la qualità del segnale sarà scadente e di conseguenza i negozi avranno dei bilanci negativi nel reparto audio-video. Inoltre gli investimenti su format nuovi ed eventi in prima visione sono bloccati da quando Mediaset ha creato il servizio Premium e da quando la Rai ha perso i diritti su alcuni programmi e alcune esclusive legate allo sport.

Questi sviluppi hanno intaccato pesantemente i palinsesti dei canali gratuiti. Un ulteriore piaga causata dal duopolio è la chiusura del mercato televisivo; ciò vuol dire che i due leader del settore non permettono a nessun altra azienda di entrare nel mercato per paura di perdere ascolti.

Per difendere questo scempio ricorrono a forti agganci politici che, attraverso manovre minacciose, minano alla libertà delle nuove aziende. Vedasi il caso di Telecom: minacciata per aver tentato di portare Santoro su La7, oppure Sky che per far partire il suo canale in chiaro Cielo ha aspettato molto più del dovuto, perchè attraverso alcuni provvedimenti “Ad Aziendam”, Berlusconi aveva tentato di bloccare le frequenze riservate al nuovo canale.

A proposito di Berlusconi; il lancio del digitale è avvenuto in fretta e furia (causando molti dei problemi elencati poco fa)  soltanto per non perdere Rete4, che secondo la legge non poteva essere trasmessa sulla tv analogica ma soltanto sul satellite, per lasciare spazio ad altri canali(nello specifico ad Europa7 a cui spettavano di diritto quelle frequenze) non facenti parte del gruppo Fininvest.

Mettendo da parte il gigantesco problema legato al mondo televisivo se ne presenta uno altrettanto grande riguardante Internet e quindi anche gli oggetti che fanno di questo strumento la propria vocazione, ovvero Tablet e Smartphone. In questo caso il problema è legato all’odissea a cui è stata sottoposta la banda larga. Il “potente” di turno è Telecom, che continua ad utilizzare una rete obsoleta(il doppino in rame) che non permette lo sviluppo delle nuove tecnologie legate all’alta velocità. Infatti, per usufruire correttamente di queste nuove tecnologie, ci vorrebbe la fibra ottica, che attualmente ha una percentuale di penetrazione del 13% nel territorio italiano.

Questa  situazione va ad influire sulla banda larga mobile costituita dalla linea 3G che, seppur più sviluppata della fibra ottica, continua ad offrire un servizio scadente (negli Stati Uniti questa linea è stata già superata dalla LTE). Anche la linea senza fili(Wifi)soffre di problemi inerenti la copertura e la qualità del segnale. In mezzo a tutti questi problemi riguardanti le nuove tecnologie non si può risparmiare la linea ADSL che, a differenza della fibra ottica, ha una copertura sul territorio ormai quasi completa, ma purtroppo allo stesso tempo offre un servizio nella maggior parte dei casi inappropriato, per colpa dell’intasamento della linea causato dal monopolio di Telecom. Infatti la maggior parte dei gestori (vedasi Infrostrada, Vodafone e Teletu) prendono in prestito la linea da Telecom(che fino ad un decennio fa dominava incontrastata nel mondo della telefonia fissa) causando un sovraccarico del segnale.

Nella bolgia della mediocrità c’è qualche spiraglio di luce proveniente da quelle poche aziende che cercano di rinnovare le tecnologie presenti nel nostro paese offrendo un servizio serio ed affidabile. Tra queste troviamo per quanto riguarda il mondo televisivo Sky che con il suo canale in chiaro Cielo sta portando finalmente delle novità nella programmazione e probabilmente, se riuscirà ad acquistare altre frequenze, inserirà anche dei canali HD.

Nonostante le forti connotazioni negative della Rai vi è un canale che offre un servizio di qualità, sto parlando di Rai4, unico canale che offre programmi di qualità per un pubblico giovane. L’ultimo esempio positivo è offerto da La7 che offre un palinsesto basato principalmente sull’informazione intelligente con programmi dedicati all’economia, alla storia e ad altre materie importanti per lo sviluppo culturale dello spettatore.

Parlando invece di Internet vi sono tre esempi positivi. Per quanto riguarda la telefonia fissa il servizio offerto da Fastweb è sicuramente più qualitativo rispetto alla concorrenza, grazie ad una linea esclusiva proprietaria, inoltre per quanto riguarda lo sviluppo delle nuove tecnologie è la prima azienda attiva nella diffusione della fibra ottica sul nostro territorio. Tiscali invece è da citare per i suoi contributi allo sviluppo del Wifi. Invece nella telefonia mobile bisogna ricordare che soltanto grazie alla 3 è stata introdotta la nuova linea 3G in Europa.

Attualmente il Governo Monti ha la possibilità di cambiare l’assetto economico che ruota intorno a questi due campi di fondamentale importanza per lo sviluppo, di cui più volte questo esecutivo si e fatto garante. Attraverso questi cambiamenti probabilmente l’Italia potrà crescere e ritornare la grande potenza industriale di cui purtroppo molti si stanno dimenticando.

MATTEO ROSELLI

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