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Champions League 2016/2017: le 6 favorite a confronto

Altra stagione, altra Champions League. Martedì 13 settembre riparte la manifestazione calcistica continentale più importante. Abbiamo provato a classificare, confrontandole fra loro, le papabili vincitrici della “coppa dalle grandi orecchie”, con 5-6 squadre che potrebbero avere la meglio su tutti, escludendo possibili sorprese.

Un clásico europeo.

Barcellona e Real Madrid, sono i due top club che – secondo noi – hanno qualcosa in più delle altre favorite alla vittoria finale. I blaugrana hanno l’obbligo di tornare a vincere dopo appena un anno di digiuno. Dopo la doppia vittoria sulreal madrid barcellona Siviglia nel mese scorso, che ha consegnato la Supercoppa Europea e la Supercoppa di Spagna ai campioni della Liga, la stagione sembrava essere partita nel migliore dei modi, salvo poi cadere nell’ultima giornata di di campionato, con la sconfitta in casa per 2-1 contro la neo-promossa Alaves. City, Borussia Monchengladbach e Celtic sono i 3 avversari nel girone C, con cui la compagine di Luis Enrique dovrà vedersela, puntando ovviamente ad arrivare fino in fondo; per farlo, oltre che ad affidarsi al tridente Messi-Suarez-Neymar, l’ex tecnico del Celta Vigo potrà contare anche sui nuovi acquisti Umtiti, Andrè Gomes, Paco Alcacer, Digne e Cillessen. Insomma l’imperativo sarà sempre lo stesso: vincere giocando il calcio più bello e divertente d’Europa, fatto dalla fantasia, dal talento, dal possesso palla e dalla genialità di un fenomeno assoluto come Leo Messi.

Discorso diverso, invece, per il Real Madrid, altra principale favorita a vincere il trofeo. Pochi giorni fa, infatti, è stato confermato il blocco del mercato fino al 2018, e il mercato del Real si è chiuso di fatto con il riacquisto di Alvaro Morata dalla Juve. Florentino Perez farà ancora affidamento quindi su Ronaldo, Bale, Modric e Sergio Ramos, i perni fondamentali dei blancos; ma farà soprattutto affidamento sul tecnico Zidane, capace di vincere la Champions League nella sua prima stagione. L’ex centrocampista della Juventus ha saputo toccare le corde giuste nello spogliatoio, convincendo, con il suo carisma e con la sua esperienza, i suoi giocatori a giocare un calcio fatto di possesso palla e imbucate in verticale soprattutto per Gareth Bale. Compito delle merengues sarà quello molto arduo di confermare quanto fatto nella scorsa stagione, ovvero rialzare la “coppa dalle grandi orecchie”, abitudine per la dirigenza e per la storia madrilena.

Re Carlo e la rivoluzione inglese di Pep.

Bayern Monaco e Manchester City sono due squadre che hanno voltato pagina una volta terminata la scorsa stagione, cambiando anche guida tecnica, con Guardiola passato ai citizens, dopo aver salutato proprio i bavaresi. Partiamo dai tedeschi del Bayern che, con gli acquisti di Hummels e Renato Sanches e la cessione di Gotze al Dortmund, hanno chiuso un mercato non
Ancelotti Guardiolascoppiettante, ma di qualità, regalando un difensore esperto come l’ex Borussia e un giovane talento dal futuro assicurato come Sanches ad Ancelotti  che è stato forse il vero grande acquisto dei campioni di Germania. L’ex allenatore di Real e Chelsea è una garanzia di successi, sia nazionali che internazionali, e il fatto di non aver mai vinto con un club tedesco non fa che aumentare gli stimoli di Re Carlo, il quale dovrà guidare una squadra già collaudata e abituata a lottare per vincere tutto (con qualche “scoria” di guardiolismo). Atletico Madrid, Psv e Rostov sono le rivali del Bayern, che dovrà essere protagonista fin da subito per dare segnali importanti alle rivali, dopo i 3 tentativi consecutivi falliti da Guardiola.

12 punti in 4 partite, bottino pieno e primo posto in solitaria: questo il bilancio del primo mese di Guardiola come tecnico del City. Un bilancio perfetto o quasi. La nuova creatura di Pep gioca un calcio armonioso, organizzato in maniera impeccabile e che, come al solito, esalta le qualità tecniche e di visione di gioco: ne è un esempio lampante il nuovo ruolo di regista e interditore di David Silva, oltre ai giocatori dinamici e di gamba come Sterling, che sembra rivitalizzato. La rivoluzione di Guardiola è fatta sia di grandi investimenti, come quelli di Sanè, Stones e Gundogan e Claudio Bravo, ma anche di cessioni che hanno fatto discutere, come Joe Hart – passato tra l’altro al Torino – considerato un simbolo dei blu di Manchester. Il City visto finora è una macchina già quasi perfetta, che regala spettacolo e gioca un calcio moderno al limite del visionario, frutto del grande lavoro di Guardiola. Proprio per questo può puntare anche a vincere il trofeo, ossessione della proprietà araba da ormai troppi anni.

Il Cholismo e la mentalità Juventina, con un solo obiettivo: VINCERE.

Abbiamo lasciato per ultime – non per il valore delle rose, quanto per le simili filosofie di gioco – la Juventus e l’Atletico Madrid del cholo Simeone. Entrambe sono accomunate da una mentalità di gioco vincente, caratterizzata dall’aggressività, soprattutto psicologica, un’organizzazione tattica invidiabile e dalla continua fame di vittoria. Partendo dai bianconeri, questa sarà una stagione fondamentale, in chiave europea soprattutto, visti gli investimenti faraonici fatti dalla dirigenza bianconera, con l’approdo in squadra di Dani Alves, del pipita Higuain e di Simeone AllegriPjanic, oltre alla cessione di Pogba allo United. E’ chiaro a tutti che la volontà dei bianconeri sia quella di riuscire a trionfare finalmente in Europa, dopo essere arrivati in finale due stagioni fa. Il cammino dei bianconeri comincerà mercoledì allo Stadium contro il Siviglia, e dovrà iniziare nel migliore dei modi. Allegri farà affidamento ai suoi fedelissimi; dalla difesa insuperabile, alla consacrazione europea della Joya Dybala, sempre più trascinatore, e ovviamente ai gol di Higuain, chiamato a sfidare se stesso dopo aver realizzato 36 gol col Napoli nella passata stagione.

Diversa strategia invece, quella attuata da Simeone e dai colchoneros, basata soprattutto sul cambiare il meno possibile, aggiungendo solo qualche elemento in gradi di rinforzare un gruppo già solido che ha stupito in questi anni; non dimentichiamo che l’Atletico ha raggiunto 2 finali in 3 anni – perse entrambe contro il Real. Gameiro, Gaitan e Vrsljko sono acquisti importanti che vanno a puntellare la rosa di Simeone, in quella che, forse, potrebbe essere la sua ultima stagione con i materassai. L’inizio di campionato non è stato esaltante: 5 punti in 3 partite. I primi campanelli di allarme sono stati lanciati pubblicamente da Griezmann, salvo poi essere rimproverato dal tecnico e da Fernando Torres. L’impressione che si ha è che sarà molto complicato per l’Atletico tornare di nuovo in finale; ma si sa che il cholo ama le sfide e ama sorprendere, lottando con le unghie e con i denti per colmare quel gap tecnico con i principali top team europei. Chissà se la fame di vittorie basterà.

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About

Diplomato al "Liceo Scientifico Statale Louis Pasteur" di Roma, studia Scienze della Comunicazione a Roma Tre. Ama lo sport, in particolare il calcio, la musica e il cinema. E' redattore di News24Italy, occupandosi della sezione dedicata al calcio. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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