Che fine ha fatto la legge contro l’omofobia?

Sono passati più di 500 giorni da quando la legge contro l’omofobia è stata approvata alla Camera dei Deputati. Intanto solo qualche giorno fa apparivano dei manifesti intimidatori sulla sede del Gay Center a Roma, associazione a tutela delle persone gay, lesbiche, trans e bisex, e sempre nella Capitale un ragazzo veniva aggredito e picchiato alla Gay Street, cuore della vita arcobaleno romana a due passi dal Colosseo.

Nel paese che non ha mai come priorità l’omofobia, ma dove il tasso di suicidi delle persone gay e lesbiche è più alto di tutti gli altri motivi di suicidi, ci si aspetterebbe da un presidente Renzi, così sempre attento ai problemi del paese, non solo una spinta per velocizzare l’approvazione del testo al Senato, ma anche una chiara e netta presa di posizione sull’argomento visti i recenti episodi.

Era il 19 settembre del 2013 quando, sotto il Governo di Enrico Letta, passava la legge contro l’omofobia, seppur con gravi difetti. Il testo della legge prevede infatti che non si applichi a chiunque fosse iscritto ad organizzazione politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, di culto o di religione. Cosa che permetterebbe ad un professore di parlare offensivamente su gay e lesbiche davanti ai propri alunni. Dopo circa 6 mesi la legge iniziò l’iter al Senato, ma è proprio dall’aprile 2014 che è ferma lì.

Al Senato ci si aspetta un miglioramento della legge. Ma ci si aspetta che intanto la legge arrivi ad essere votata al Senato, non che rimanga bloccata da più di 500 giorni tra una Camera e l’altra.

Dal 1993 in Italia, grazie alla legge Mancino, è prevista un’aggravante per i reati legati a discriminazioni razziali, etniche o religiose. Aggravante a tutela di alcune minoranze a rischio aggressione, come ad esempio quella ebrea. E’ ora che anche le discriminazioni per orientamento sessuale o identità di genere vengano incluse in questo quadro di tutela specifica.

Sarebbe utile ricordare a Matteo Renzi come in qualsiasi paese democratico e civile è prevista una legge contro l’omofobia. Dalla Romania al Portogallo. Da Malta alla Svezia.

Offendere o aggredire una persona perché lesbica, gay o trans deve prevedere una specifica tutela, al pari di tutte le altre discriminazioni, che siano di etnia o di religione diversa.


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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