chelsea di conte

Il Chelsea di Conte: ecco da dove parte la rivoluzione vincente

A più 8 sull’Arsenal secondo, il Chelsea di Conte si avvicina sempre di più al titolo di campione d’Inghilterra. Abbiamo analizzato la rivoluzione che il tecnico ha fatto in questi mesi, provando a trovare le chiavi del suo successo e paragonando questa squadra alla prima Juve da lui allenata.

Rivoluzione di settembre.walcott chelsea

24 settembre 2016. Il Chelsea capitola sotto i colpi di Walcott, Sanchez e Ozil, incassando una pesante sconfitta per 3-0 per mano dell’Arsenal, e finendo nel vortice della stampa inglese, che considerava a rischio esonero il tecnico leccese. I blues si schieravano con un 4-1-4-1. Fino a quella giornata avevano totalizzato 10 punti in 5 giornate, perdendo inoltre in casa con il Liverpool di Klopp.

Dopo la debacle dell’Emirates è di fatto arrivata la svolta. Il passaggio al 3-4-3 ha  dato via alla rivoluzione vincente di Conte. Dal mese di ottobre fino ad inizio gennaio, il Chelsea ha totalizzato ben 13 vittorie. In mostra una fase difensiva quasi impeccabile e un attacco implacabile, grazie soprattutto al fiuto da gol del terminale offensivo simbolo della filosofia contiana, ovvero Diego Costa, autore di 15 gol in 20 partite di Premier. Il controverso attaccante naturalizzato spagnolo, sembrava un giocatore destinato a svernare in Cina o in America. Conte, con grande merito, ha saputo toccare le corde giuste, trovando nuovi stimoli e inculcando le sue idee oltre che in Costa, trascinatore dei blues, anche nel resto della squadra.

3 è il numero perfetto.

La chiave del successo del Chelsea di Conte è riscontrabile – senza ombra di dubbio – nello schieramento tattico dei Blues. L’Intoccabile difesa a tre composta dal leader Cahill, dall’eclettico David Luiz, e dall’affidabile Azpilicueta, proteggono un centrocampo di sostanza e dinamismo, composto da Matic e Kantè. Chiamati a fare il doppio lavoro di attacco e di difesa, Alonso e diego costal’adattato Moses sono state le vere sorprese dello scacchiere di Conte. Gli esterni hanno garantito corsa, copertura e tanta qualità in fase offensiva.

Davanti, a farla da padrone, è il trio composto da due esterni tecnici e imprevedibili come Hazard e Pedro, coadiuvati dall’indiscusso già citato Diego Costa. Quest’ultimo è stato capace di segnare 15 gol finora, ma anche di aiutare la squadra in fase di non possesso, e di saperla trascinare nei momenti più complicati come mai era riuscito a fare prima d’ora.

La creatura di Conte non gioca un calcio spettacolare. Bensì un calcio dinamico e fisico, veloce e di contropiede, arma, quest’ultima, preziosa e rivelatasi fondamentale contro le difese tutt’altro che impenetrabili della Premier. La stessa arma che, se vogliamo, ha consentito lo scorso anno al Leicester di Ranieri di vincere molti match. E soprattutto il titolo.

Analogie bianconere.

Il Chelsea rimanda sicuramente alla sua prima Juventus, quella della stagione 2011/2012, capace di vincere il campionato di Serie A. In effetti è possibile riscontrare varie analogie con la prima Juve contiana, a partire dall’effetto sorpresa. Come la Juve del 2012, anche la compagine londinese viene da un’annata storta. E con una stagione senza coppe europee, come fu per quella juventus di conteJuventus. Quanto allora, Conte ha potuto concentrarsi esclusivamente sul campionato, dominando la classifica e gli avversari.

Altro particolare che balza all’occhio è la già citata difesa a tre, baluardo con cui Conte ha da sempre costruito le sue fortune in campo – anche con l’Italia. In estate il Chelsea ha cercato sul mercato fino all’ultimo giorno un centrale difensivo che potesse impostare la manovra da dietro. Chiusi i trasferimenti, quel giocatore è stato individuato “in casa”; David Luiz, che con tutti i suoi limiti può senza dubbio rimandare a Bonucci, è ora un giocatore plasmato dallo stesso ex ct dell’Italia, maestro nell’iniziare la manovra offensiva dalla linea difensiva.

La Juve versione 11/12 era una squadra molto diversa dai Blues di oggi; tanta rotazione in attacco e più qualità a centrocampo. Tuttavia, proprio quella Juve aveva la stessa organizzazione e la voglia di vincere che ha dimostrato, fino ad oggi, il Chelsea di Conte.

La ricetta vincente.

L’attesa di vedere Conte sulla panchina dei blues, e soprattutto in Premier, era quasi spasmodica. Visto anche il buon lavoro fatto con l’Italia agli Europei. L’esame Chelsea è stato fino ad oggi antonio conte chelseaampiamente superato dall’ex allenatore della Juventus. I risultati ottenuti dalla compagine londinese sono di gran lunga frutto del lavoro certosino del tecnico pugliese, che ha saputo risollevare un ambiente scarico e spompato dopo il ciclo Mourinho. Non dimentichiamoci che la scorsa stagione il Chelsea terminò la Premier al decimo posto.

La volontà del presidente Abramovich è sempre stata quella di affidarsi a Conte. La scelta si è rivelata più che azzeccata. Il tecnico italiano è l’idolo dei tifosi, che intonano ogni partita cori per lui. Conte, d’altro canto, è riuscito a imporsi con le sue idee, a dimostrazione della propria bravura. La cultura del lavoro, della fatica, la cura maniacale della fase difensiva, la determinazione, la voglia di competere, e, soprattutto, la fame di vittorie, sono tutti gli ingredienti della ricetta che il tecnico pugliese è riuscito, per l’ennesima volta, a realizzare in un contesto complesso. Stavolta anche fuori dai confini del Bel Paese.

 

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Diplomato al "Liceo Scientifico Statale Louis Pasteur" di Roma, studia Scienze della Comunicazione a Roma Tre. Ama lo sport, in particolare il calcio, la musica e il cinema. E' redattore di News24Italy, occupandosi della sezione dedicata al calcio. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


'Il Chelsea di Conte: ecco da dove parte la rivoluzione vincente' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares