Chris Froome 2017

Chris Froome è l’uomo dell’anno: il 2017 del ciclismo s’inchina al britannico

Il mondo del ciclismo nel 2017 ha visto il dominio di Chris Froome, ciclista keniano, naturalizzato britannico. Froome ha vinto per la terza volta consecutiva il Tour de France, corsa di cui sta diventando il dominatore assoluto, dopo averlo centrato anche nel 2013. Nel 2017 ha vinto per la prima volta anche la Vuelta di Spagna. Nel finale di stagione, il britannico ha sfiorato persino la vittoria agli ultimi Mondiali disputati a Bergen, in Norvegia, terminando terzo.Froome Tour de Romandie

UN INIZIO TURBOLENTO

Che Chris Froome faccia parte dell’elenco dei ciclisti più forti al mondo si sa da anni; la consacrazione arrivò con la vittoria del bronzo alle Olimpiadi del 2012, nella cronometro, specialità che diventerà il cavallo di battaglia del britannico.

Non si può non dire che anche nel 2017 gli occhi erano puntati tutti su di lui. E pensare che la stagione non era iniziata nel migliore dei modi; Froome, infatti, ha faticato a lungo per cercare di trovare la condizione necessaria per tornare competitivo. L’obiettivo dichiarato era arrivare pronto al via del Tour de France, la sua corsa prediletta – come si evince dai risultati.

Dopo un diciottesimo posto al Tour de Romandie e un quarto posto al Critérium du Dauphiné, Froome partecipa al Tour partendo da favorito assoluto. I suoi rivali diretti sono Romain Bardet, voglioso di riportare la vittoria in Francia (alla quale manca dal 1984) e Alberto Contador.

LA DOPPIETTA TOUR-VUELTA

In Francia Chris Froome dimostra la sua classe, partendo subito bene con un sesto posto nella cronometro inaugurale. La prima maglia gialla se l’aggiudica il compagno di squadra Thomas. Il britannico conquista la testa della classifica alla quinta prova, prima di perderla alla dodicesima a favore del nostro Fabio Aru. Froome Tour-VueltaDue giorni dopo, però, Froome se la riprende al traguardo di Rodez, portandola in trionfo fino alla fine.

Il britannico si difende alla grande nelle tappe conclusive, soprattutto dagli ultimi attacchi di Romain Bardet e Rigoberto Uran, cogliendo il quarto trionfo assoluto alla Grande Boucle. Froome centra la vittoria con un’impressionante costanza, senza però aggiudicarsi alcuna tappa.

Ad agosto partecipa alla Vuelta, nella quale trionfa (anche qui!) da assoluto dominatore. Successo inedito per Froome, che si aggiudica così una storica accoppiata Tour-Vuelta; questa doppietta fu centrata, in precedenza, solamente da due mostri sacri come Bernard Hinault e Jacques Anquetil.

LE VOCI DI DOPING

Chris Froome, come ogni ciclista vincente, alla lunga non è stato esente da critiche. Su di lui, in particolare, si è materializzato negli anni scorsi il sospetto di doping. Ad alimentare queste voci fu Lance Armstrong – squalificato per doping e privato di tutte le vittorie in carriera, compresi i sette Tour de France vinti tra il 1999 e il 2005. L’americano si soffermò più volte, in diverse interviste, sulla forza del Team Sky, squadra di Froome, dichiarandolo “non pulito“.

Il britannico replicò affermando che si sentiva mancato di rispetto e che la sua forza era solo figlia del duro allenamento. In suo favore intervennero tutti i fan e anche parte della critica, considerando anche il fatto che queste accuse sono arrivate proprio da un “atleta”, come Armstrong, che ha rovinato l’immagine di uno sport intero a causa del doping.

Quelle dichiarazioni, però, lasciarono evidentemente degli strascichi; durante la quattordicesima tappa del Tour de France 2015, infatti, uno spettatore – probabilmente sensibile a queste voci di complotto – gli lanciò per sfregio una busta di urina. L’immagine fece il giro del mondo.

IL GIRO D’ITALIA

Altro fattore di discussione è la sua assenza reiterata al Giro d’Italia, seconda corsa a tappe più importante del circuito mondiale, nonostante i ripetuti inviti. Il britannico ha sempre snobbato la corsa rosa. “Se il Giro fosse in agosto – ha affermato Froome in un’intervista, nel marzo 2017 – allora gareggerei, visto che non interferirebbe con la preparazione per il Tour. Ma maggio è un periodo importantissimo per il percorso di avvicinamento alla Grande Boucle, per cui, dato questo calendario, per ora non se ne parla. In futuro, tra un anno o due, chissà“.Chris Froome Team Sky

Successivamente, proprio in merito a queste dichiarazioni, il britannico ha fatto capire di considerare il Giro d’Italia una corsa poco importante. Tutto ciò è una macchia grande per un campione come lui; un trionfo al Giro gli permetterebbe di entrare diritto tra le leggende del ciclismo, poichè centrerebbe una delle poche vittorie ancora mancanti.

IL FUTURO

Recentemente Froome ha rinnovato il contratto con il Team Sky per altri tre anni. Per lui ormai la squadra è diventata come una famiglia, poichè gareggia con questi colori addirittura dal 2010. Nel 2018 tra i suoi compagni di squadra sicuramente non ci saranno Mikel Landa, che si è accordato con la Movistar di Nairo Quintana, ed Elia Viviani, che ha firmato per due anni con la Quick-Step Floors.

Quello di Mikel Landa è un addio annunciato; dopo le polemiche al Tour, nel quale lo spagnolo ha mancato il podio proprio per aiutare il compagno di squadra, si attendeva solo l’ufficialità del divorzio. Tra i nuovi arrivati vi dovrebbero essere gli spagnoli Jonathan Castroviejo e David De la Cruz.

 

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About

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all’Università Roma tre. Appassionato di sport, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L’ortica, due riviste online. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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