Ci risiamo col bavaglio!

È molto probabile che questa sarà la volta decisiva e che il bavaglio lo metteranno d’avvero. Per ora non vogliamo parlare delle ricadute in ambito giornalistico, perchè basta aprire Repubblica per leggere cosa prevede la norma per ciò che riguarda le testate registrate. Per altro, noi di wilditaly.net abbiamo fatto già più volte l’elenco di “tutto quello che non avremmo saputo se….” e quindi conviene concentrarsi solo per la parte che ci tocca più da vicino e di cui i quotidiani non si occupano se non con qualche minimo trafiletto.

Dagli “internauti” – ci chiamano così come se fossimo degli alieni – è stata chiamata norma “ammazza blog”. Di cosa si tratta? È sempre lui… il diritto di rettifica. Diciamo che – fondamentalmente e come principio –  non sarebbe sbagliata l’idea, se non fosse altro che, oggi, TUTTI hanno la possibilità di rettificare qualunque post scrivendo un commento sotto l’articolo senza dover chiedere autorizzazioni o approvazioni e quindi è una norma inutile e sopratutto – ed è forse proprio lo scopo con cui è stata creata – intimidatoria. Secondo il famigerato “Comma 29”

per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Il problema però sorge con le sanzioni in caso di mancata rettifica. Se infatti, dopo le 48 ore sopraindicate, non vi è stata la rettifica, il blogger rischia una sanzione che può toccare i 12 mila euro. C’è chi giustamente dice: “e se mi si rompe il computer e non posso accedere al mio blog per la rettifica?”, la risposta che arriverebbe sarebbe certamente questa: ” ‘sti cazzi!”. Ovvero, affari tuoi, pagherai la multa vendendo pc, motorino, bicicletta, nonna, zio, cane e gatto.
È un modo brutale per indurre a non aprire blog, perchè chi te lo fa fare di rischiare 12 mila euro solo perchè esprimi la tua opinione se non la sfrenata voglia di voler raccontare cosa vedi, i tempi che viviamo (concetto che pare non esistere per i nostri governanti) ed è un segnale alla blogosfera già esistente per dire che è meglio stare con le orecchie dritte e la testa bassa.

Vi starete probabilmente chiedendo: perché questa volta la minaccia è seria? Poiché il tutto è mascherato dentro il ddl intercettazioni che viene proposto per normare queste ultime, ma in fin dei conti serve solo per dare meno spazio alla libertà di parola; anche perchè che c’entrano le intercettazioni con le rettifiche ai blog non si sa. Da sottolineare però che, visti quindi gli ultimi scandali capitolini-partenopei-baresi, si vuole certamente dare un’accellerata mostruosa al disegno, calendarizzato già per questa settimana, e sul quale, probabilmente, verrà posta la fiducia, così da evitare ogni minima scappatoia per qualche amante dei blog presente nella maggioranza.

C’è chi propone degli emendamenti, come byoblu.com, e altri che invocano la piazza (29 settembre alle 15.00 in Piazza del Pantheon). Ognuno è libero di fre ciò che ritiene più sensato. Noi, nel nostro piccolo, non ci faremo intimorire – a patto che ognuno si prenda le proprie responsabilità e che non ricada tutto sul proprietario del dominio, Matteo – e continueremo a scrivere. Grazie al cielo, noi “internauti” venuti dalla terra siamo ben forniti di smarphone che ci danno accesso ai blog ovunque siamo e quindi abbiamo più possibilità di inserire qualche rettifica, se mai dovesse arrivare. Che poi chi ci garantisce che la rettifica è sensata e non è una porcheria non lo dice nessuno, come non ci è fornita la modalità con cui questa richiesta verrebbe inviata: e-mail, raccomandata? Le 48 ore quando partono: quando firmo la ricevuta di ritorno o leggo la mail, oppure quando essa viene spedita? Anche perchè, se fosse da quando essa viene spedita e parliamo di una raccomandata, visti i tempi di poste italiane, sarebbe già un miracolo che essa arrivi a destinazione entro una settimana e quindi la multa da pagare sarebbe sicura.

Questa volta fanno sul serio, ma troveranno solo un muro di gomma!


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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