Cinquanta sbavature di nero, la parodia al limite del trash

Come sarebbe Christian Grey se fosse nero? Questo si sono chiesti il regista Mike Tiddes e l’attore Marlon Wayans dopo aver visto Cinquanta sfumature di grigio. Dallo stravolgimento completo dei personaggi originali viene fuori Cinquanta sbavature di nero: una parodia assurda e irriverente del dramma erotico più famoso degli ultimi anni, distribuita da Notorious Pictures e nelle sale italiane dal18 febbraio.

SINOSSI

Il protagonista stavolta è Christian Black, interpretato da Wayans e plasmato per incarnare l’esatto opposto dell’affascinante Grey, un opposto ambiguo ed eccentrico. Black, un milionario con una passione travolgente per il sesso e una forte tendenza al crimine, trascina nel suo mondo perverso la timida studentessa universitaria Hannah Steele (Kali Hawk) conosciuta durante un’intervista per il giornale scolastico.

Questa volta però il vortice di passione di Black diventa una raffica di battute sul lato più ridicolo e trash del sesso, estremamente legate alla cultura pop americana e all’influenza di molti dei più grandi film dell’ultima decade. Non è solo la parodia di Cinquanta sfumature ma in generale di tutte le tipiche schematizzazioni delle commedie americane moderne, degli stereotipi visti troppe volte ma che continuano inspiegabilmente a vendere rendendo ogni film uguale a un altro, ogni interpretazione vuota e senza sentimento.

La sottile linea tra comico e trash12531-99

Nel mirino rientrano tutti i personaggi senza personalità, tutti gli schemi diventati tipici, dai tratti del carattere allo stile nella moda alle espressioni facciali. La protagonista femminile, ad esempio, rispecchia il tipo acqua e sapone con un potenziale corpo da modella nascosto da maglioni infeltriti e gonne a ruota. La sua coinquilina e migliore amica Kateesha (Jenny Zegrino) è invece l’esatto opposto: esagerata nei modi e nell’aspetto, con troppo trucco e poca stoffa addosso, si muove goffamente e usa il sesso come affermazione personale.

In generale ogni aspetto della vita è rappresentato in modo da rivelare gli espedienti ormai troppo usati nel mondo del cinema: le scene d’amore, di passione, di sguardi che dicono troppo, sono tutte ridicolizzate, stravolte per metterne in luce il lato più comico e imbarazzante.

Cinquanta sbavature di nero ricorda molto quello che Tiddes e lo sceneggiatore Rick Alvarez già fecero con Ghost Movie 1 e 2 e White Chicks, grazie ai quali Marlon Wayans ha raggiunto la popolarità. Una buona idea che si è già dimostrata vincente in passato ma che forse stavolta è stata eccessivamente esasperata. Molti infatti sono gli aspetti che rendono questo film anche troppo irriverente. La pelle nera diventa il marchio per l’eccentricità, per l’assurdo e il ridicolo che sfociano troppo spesso nelle allusioni criminali. In questo film gli afroamericani sono sboccati, ladri, sempre fuori luogo e sopra le righe, a loro agio nel mondo del crimine, con voci squillanti e atteggiamenti da scugnizzi del Bronx.

La comicità demenziale infarcita di doppi sensi e la quasi totale assenza di trama fanno sì che per vedere questo film ci sia bisogno solo di pochi requisiti, essenziali per evitare l’inevitabile delusione: una gran dose di spensieratezza e aspettative molto basse. Insomma il risultato non è assicurato. E’ un film che suscita reazioni contrastanti, tra chi si è alzato indignato a metà dell’opera e chi lo ha definito addirittura migliore dell’originale. Lo sa bene Marlon Wayans, che in conferenza stampa dichiara: “Credo che alle donne piacerà davvero Cinquanta sbavature di nero, perché prende in giro i ragazzi. Allo stesso tempo noi prendiamo in giro le donne perché ci hanno trascinato a vedere quel film maledetto a San Valentino”.

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Simona Scardino

Nata nel 1990 in Molise. Diplomata al liceo classico e laureanda in lettere moderne all’università La Sapienza di Roma. Collabora da anni con blog e quotidiani online tra cui InLibertà, L’Indiependente Webzine e Distorsioni. Grande appassionata di musica rock e di cinema, ama leggere e coltivare la passione per la scrittura. Nel 2012 crea il blog Fuoridallarete (http://fuoridallarete.wordpress.com/). COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA

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