Classe B. Mercedes ha bisogno di idee

Il 1997 sanciva la nascita di una vettura innovativa sotto qualsiasi punto di vista, almeno per Mercedes: Classe A. Dimensioni e prezzi ridotti (se confrontati al resto della gamma), e la trazione anteriore, sono solo i due esempi più eclatanti. Il 2004 fu l’anno della svolta: una linea più chic ed un prezzo “adeguato” alla casa tedesca la resero un’auto modaiola, non più l’alternativa (di target superiore) alle varie Opel Meriva&Co.

L’anno successivo fu la volta della sorella grassa e non inseribile in una fascia specifica: la Classe B.

Le dimensioni maggiorate, unite alla linea anonima, se paragonata alla A, la rendevano (almeno negli auspici) una via di mezzo tra una station ed una berlina-da-famiglia. Nonostante i risultati delle vendite non l’abbiano premiata, tutti gli esperti del settore concordavano nell’asserire che avesse fatto il suo “sporco” lavoro.

Almeno fino a questo autunno, quando, in seguito al salone di Francoforte, è stata presentata la versione pronta alla vendita, denominata W246. Prima del debutto ci si aspettava che quelle linee viste in anteprima sarebbero state profondamente rivisitate, ma così non è stato.

Tanto che anche un’occhio esperto (che spero di aver maturato), vedendola di sfuggita alla tv, l’aveva scambiata per un restyling grafico (alquanto scadente) della Classe R (manco a farlo apposta, GoogleImmagini alla voce “Classe B” presenta svariate foto della R). Per quanto sia necessario ammettere che la nuova veste le infonda quella personalità di cui era orfana la precedente versione, è altrettanto vero che il gruppo DaimlerChrysler non sa più che pesci pigliare per migliorare lo stile delle “stelle a tre punte”. Questo problema accompagna Mercedes da anni poichè, trovate le linee vincenti, tenta di camparci per anni (ne sono esempi la forma dei fari delle scorse C/E, o delle berline realizzate prima del nuovo millennio). Seppur i brand di lusso si possano permettere di mantenere uno stile che le contraddistingua, magari con qualche piccolo aggiornamento per seguire la moda, pare sempre una caduta di stile.

Comportamento analogo è stato adottato per la W246. Le linee richiamano la R, ma si fanno più aggressive, con delle fiancate ridisegnate per sembrare più snelle, ed attirare una fascia d’età giovane.

Ne risulta un’auto non più grassottella, ma con delle proporzioni che sembrano azzeccate al millimetro dalle immagini, ma che storpierebbero se ve la trovaste davanti, poichè suggeriscono una vettura di dimensioni maggiori. Rispetto alla precedente versione invece, si accorcia in maniera considerevole solo il passo. La lunghezza aumenta di 9 cm, la larghezza si mantiene quasi invariata, mentre scende in altezza (4 cm).

Spicca l’innovazione a livello di pianale, completamente ridiseganto: la tecnica adottata è sempre quella a “sandwich”, ma in versione modulare, adatta ad accogliere eventuali rivisitazioni “in corso d’opera”.

Interni ineccepibili: anche sulle vetture minori della gamma Mercedes non delude.

Speriamo almeno che la prova su strada vada meglio…

PIETRO CANCIAN

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