clerks commessi

Clerks – Commessi, l’irriverenza e la spudoratezza di lavoratori che odiano i clienti

Generazione allo sbaraglio nel 1994: scritto, prodotto e girato da un allora ventiquattrenne Kevin Smith, Clerks – Commessi è una piccola gemma cinematografica che dona al filone delle commedie indipendenti un retrogusto di sano anti-conformismo, un film sfrontato che racconta con lo stesso naturale benché irriverente carattere dei suoi personaggi, la (a)tipica giornata di lavoro di un giovane e inconcludente commesso, impegnato a servire i suoi bizzarri clienti in un anonimo spaccio americano.

Clerks – Commessi, quando vai al lavoro nel tuo giorno libero clerks

Dante (Brian O’Halloran) ha ventidue anni, una ragazza che forse lo ama troppo e nessuna forza di opporsi alle decisioni che gli altri continuano a propinargli da una vita. Ritrovandosi nel negozio in cui fa da cassiere in un giorno in cui non avrebbe dovuto neanche andare a lavorare, Dante passerà la sua giornata tra clienti particolari, partite di hockey sul terrazzo, incontri con vecchie conoscenze del liceo e soprattutto con le interminabili nonché spesso assurde chiacchiere assieme al suo indolente amico Randal (Jeff Anderson).

Un’intera giornata per cercare di recuperare un malsano rapporto con l’ex fidanzata, per ragionare sul futuro da intraprendere e sul significato sociale e capitalistico di Star Wars. Tutto preso non troppo seriamente.

Clerks – Commessi, primo capitolo del View Askewniverse

Primo lungometraggio e primo film ufficiale del View Askewniverse per il poliedrico Kevin Smith. Presentato al Sundance Film Festival e accolto da un incredibile successo, Clerks – Commessi è la scommessa di un giovane cineasta che ha venduto la sua preziosa collezione di fumetti per portare alla luce la sua opera originale. Un’operazione d’effetto che inquadra con la svogliatezza giovanile le personalità e le aspettative di ragazzi sbandati, incapaci ancora di crescere, ma comunque sarcasticamente desiderosi di attendere le impreviste svolte che il futuro riserva. Un avvenire che però sentono di non volere (e non potere) costruire con le loro mani, decidendo così di lasciarsi sballottare di giorno in giorno senza molte pretese.

clerks kevin smithNon certo privo – nella sua misura estremamente diretta – di una ricercatezza artistica, il bianco e nero di Clerks – Commessi più che scelta registica è la conseguenza di quel ridotto bugdet di 27.575 dollari che accompagnò la produzione e la successiva riuscita del film. Una neutralizzazione dei colori che riesce però a mettere sullo stesso piano commessi e clienti, giovani e anziani, personaggi improbabili che si susseguono con le loro stranezze lasciando qualche nichelino sul bancone del negozio, diventato per l’occasione teatro di patologie e paradossalità umane.

Come la visita di quel vecchio Dante nel profondo dell’inferno che si trovò di fronte bolge piene zeppe di dannati. Un bianco e nero che asciuga la narrazione visiva per esaltare la sceneggiatura, sostenuta da dialoghi schietti e veloci, acuti e talvolta disperati.

Trilogia del New Jersey tra stramberie e irrealtà

Clerks – Commessi si fornisce di una serie di strambe considerazioni, di massime curiose e irreali, non mancando di risvolti più di una volta trasgressivi e grezzi, ma curati talmente tanto nella sceneggiatura dello stesso Smith da venire perfettamente filtrati e recepiti nella loro pungente spudoratezza.

Capostipite della trilogia del New Jersey che si concluderà con i seguenti capitoli Generazione X e In cerca di Amy, il primo film di Kevin Smith è una sboccata pellicola che designerà fin dall’inizio lo stile dell’impertinente regista. Un mix di rock alternative e odio verso i clienti che renderà Clerks – Commessi uno dei punti saldi della commedia indipendente.

 

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


'Clerks – Commessi, l’irriverenza e la spudoratezza di lavoratori che odiano i clienti' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares