Codice 999, il nuovo concetto di thriller

Finalmente un thriller che ci tiene svegli grazie ad un inaspettato asso nella manica: il realismo. Parliamo di Codice 999, in uscita il 21 aprile per M2 Pictures, diretto da John Hillcoat e interpretato da Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Woody Harrelson e il premio oscar Kate Winslet.

SINOSSI

Una gang di poliziotti corrotti ed ex membri dell’esercito tenta un colpo in banca che provoca una sparatoria in autostrada e attira su di sé l’attenzione del sergente Jeffrey Allen (Woody Harrelson). Il capo della banda Michael Atwood (Chiwetel Ejiofor) ordina il silenzio agli altri membri del gruppo (Anthony Mackie, Clifton Collins Jr., Aaron Paul e Norman Reedus), ma la situazione si complica quando la mafia li costringe a fare un ultimo, pericoloso colpo. Perché funzioni, una sola cosa è possibile: distrarre tutte le forze dell’ordine organizzando un “999”, codice usato dalla polizia per segnalare che un agente è stato colpito in azione.

IL RACCONTO DI UN’INQUIETANTE REALTA’

Siamo di fronte ad uno dei pochi casi in cui vale la pena di sorbirsi un paio d’ore di sparatorie. Codice 999 non è il solito thriller che racconta storie improbabili in cui ogni mossa è preordinata, in cui si sa che il protagonista non si beccherà mai una pallottola anche se è solo contro dieci e tutti gli sparano addosso. Questo film centra perfettamente il punto: ogni scena è una sorpresa, non si sa mai cosa accadrà. Il concetto di thriller viene superato, modificato per scioccare il pubblico con il realismo che è mancato fino ad ora e che, complice la minaccia di attentati terroristici, colpisce ancora più forte. Casey Affleck nei panni del poliziotto bravo ma tosto è una totale rivelazione, affiancato da un grande Woody Harrelson che ormai, dopo tanti ruoli simili e il successo ottenuto con True Detective, interpreta agilmente la parte dell’investigatore un po’ sciatto ma profondamente dedicato alla carriera. Per non parlare di Chiwetel Ejiofor che senza dubbio ha saputo tenere il pubblico con il fiato sospeso fino alla fine e di Kate Winslet, la scelta migliore per la parte del temuto boss della mafia russo-israeliana.

Ma non è solo la straordinaria interpretazione degli attori a stupire. Ciò che davvero fa la differenza in questo film è l’assoluta assenza di stravaganze: tutto quello che vediamo è possibile e, proprio per questo, inquietante. Proprio come nella vita reale, l’esistenza di molti viene sconvolta da amicizie tradite e ricatti che costringono a sacrifici a volte inconcepibili, e come nella vita reale, ogni personaggio sembra avere ragioni valide per fare quello che fa. Insomma non si sa davvero per chi fare il tifo. Non esistono buoni o cattivi, solo persone costrette a scendere a patti con la propria anima per salvare quello a cui tengono di più. Per alcuni è il denaro, per altri l’onestà, per altri ancora l’amore di un figlio: quando arriva il momento bisogna saper scegliere cosa (o chi) sacrificare per raggiungere l’obiettivo.

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Simona Scardino

Nata nel 1990 in Molise. Diplomata al liceo classico e laureanda in lettere moderne all’università La Sapienza di Roma. Collabora da anni con blog e quotidiani online tra cui InLibertà, L’Indiependente Webzine e Distorsioni. Grande appassionata di musica rock e di cinema, ama leggere e coltivare la passione per la scrittura. Nel 2012 crea il blog Fuoridallarete (http://fuoridallarete.wordpress.com/). COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA

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