colori degli etruschi

“Colori degli Etruschi. Tesori di Terracotta”: alla Centrale Montemartini i colori di un’epoca

Si è aperta alla Centrale Montemartini di Roma l’esposizione: Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini frutto del lavoro congiunto tra l’Arma dei Carabinieri e il Mibac che ha restituito al nostro patrimonio culturale un’importante selezione di opere testimonianze della pittura etrusca provenienti dall’antica città di Caere, territorio di Cerveteri.

La mostra presenta una straordinaria serie di lastre parietali figurate e di frammenti architettonici etruschi in terracotta policroma rinvenuti e recuperati a Ginevra dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Questo recupero è stato fatto dopo che, negli anni, si sono susseguiti numerose sottrazioni e trafugamenti di opere attraverso il mercato clandestino. La realizzazione dell’operazione è stata possibile grazie anche alla fortunata coincidenza che ha visto la ratifica di un accordo di cooperazione culturale tra il MIBAC e il Museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen nel luglio del 2016, attraverso cui è rientrati in Italia un ingente numero di straordinari reperti.

Un eccellente quanto tempestivo lavoro di studio e restauro sui reperti ritrovati (datati tra il 530 e il 480 a. C.) e l’integrazione con il materiale rientrato dalla Danimarca, ha permesso di allestire, già nell’estate 2018, una mostra-convegno al Castello di Santa Severa (Roma), rivisitata, in un nuovo allestimento aggiornato agli ultimi risultati di studio alla Centrale Montemartini, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale – Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla SABAP (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale), con il patrocinio della Regione Lazio.

Articolazione e sezioni della mostra

Il percorso espositivo si articola in una serie di sezioni che, oltre a frammenti di lastre parietali dipinte, presenta numerosi reperti a stampo in terracotta policroma pertinenti al sistema di decorazione architettonica esterna di edifici di prestigio delle città etrusche.

Gran parte delle lastre parietali esposte sono state rinvenute in frantumi, accumulate in casse senza alcun ordine o classificazione cronologica o tematica. Il grande lavoro effettuato su di esse dalla SABAP ne ha permesso la suddivisione e la collocazione in sequenze coerenti per tecnica, tematica e decorazione, esposte nelle varie sezioni espositive che, avvalendosi di supporti didattici e a rimandi ad altri reperti originali, rendono più semplice al pubblico la fruizione dei vari nuclei di lastre individuate.

Le imprese di Eracle e gli altri miti

La serie di reperti appartenente a questa prima sezione è stata individuata con lastre dalla medesima cornice inferiore e raffiguranti alcuni degli erga di Eracle, a testimonianza dell’importanza del mito di Eracle nella cultura Etrusca. Il visitatore in questa sezione può trovare esposta anche un’importante testimonianza dei miti erculei su ceramica, contemporanea alle lastre e provenienti dalla collezione dei Musei Capitolini e da alcuni musei europei.

La danza

Dal recupero di Ginevra provengono le lastre esposte nella sezione dedicata alla danza, alla musica e all’atletica. Parte delle lastre sono caratterizzate dalla cornice superiore a meandro in due varianti, mentre altre presentano il medesimo tema ma non sono ricomponibili in una serie coerente. Anche in questo caso, in comparazione alle lastre, troviamo testimonianze in ceramica riconducibili allo stesso periodo.

Gli atleti e i guerrieri

Nella terza sezione, grazie a una serie di raffronti con il materiale edito dalla collezione del Getty Museum e materiale inedito conservato nel museo di Cerveteri, è stato possibile creare un nucleo di lastre raffiguranti atleti o guerrieri armati, correlato da una serie di rari reperti che comprendono elmi, corazze in bronzo e schierini di VI e V sec. a. C., frutto anch’essi di una spettacolare operazione di recupero di opere d’arte antica compiuta dai Carabinieri Tutela Beni Culturali.

I contesti

A seguito di alcune indagini avviate dalla Soprintendenza sul territorio di Cerveteri, nell’area di Vignali, sono state rinvenuti alcuni rilevanti reperti che i curatori della mostra, Russo, Parisi Presicce, Bochicchio, Maras e Zaccagnini, hanno ritenuto fondamentale inserire nell’esposizione, in una sezione dedicata. Fra tutti un frammento di lastra dipinta raffigurante un satiro e riportante un’iscrizione graffita etrusca, riconducibile alla firma del realizzatore dell’opera.

Le terrecotte architettoniche

Il percorso espositivo termina con la sezione dedicata alle decorazioni architettoniche a stampo in terracotta rientrate in Italia dopo l’accordo con il Ny Calrsberg Glyptoteket di Copenhagen e il recupero ginevrino. La testimonianza di spicco presente in mostra è sicuramente un sistema frontonale con lastre di rivestimento con un fregio di cavalieri sormontato da una cornice a meandro, oltre ad una serie di tre gruppi acroteriali con sileni e menadi danzanti.

“Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini”, ospitata fino al 2 febbraio 2020, è un’occasione rarissima per conoscere da vicino la storia e la produzione artistica dell’antica Caere etrusca, attraverso testimonianze che per troppo tempo – negli ultimi secoli – sono state protagoniste esclusive dei canali clandestini del mercato dell’arte antica, che ne hanno precluso la fruizione al patrimonio culturale mondiale.


About

Nata a Roma nel 1994, studia Economia e Management presso l'Università di Roma Tor Vergata. Contemporaneamente sta muovendo i suoi primi passi in uno studio commercialista. Appassionata di arte, musica e teatro e con il sogno di collaborare con un giornale. Wild Italy è la sua prima esperienza nel mondo del giornalismo. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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