Cominciano i primi problemi in casa Monti: innovazione nella continuità?

Prima Malinconico con le vacanze pagate a sua insaputa dall’imprenditore della Cricca, poi Patroni Griffi con la casa vista Colosseo pagata come “abitazione popolare”. Comincia ad esserci un po’ di “maretta” in casa Monti, nel governo dei professori, dei tecnici, di quelli che poco avrebbero a che fare con la politica. Ma sarà veramente così? Tutti i componenti del governo sono al di sopra di qualunque tipo di sospetto? Sono tutti super partes? Slegati dai partiti? Facciamo un attimo mente locale, partendo dai casi recenti:

Carlo Malinconico

Ormai ex sottosegretario della presidenza del Consiglio all’Editoria Malinconico, secondo il Ros di Firenze (che ha la competenza per le indagini sulla “cricca” dei grandi eventi) ha trascorso – tra il 2007 e il 2008 – diversi week end in vacanza all’Hotel Pellicano di Porto Ercole (le suite costano 1.456 euro a notte), ospite di Francesco Piscicelli, costruttore intercettato mentre rideva a crepapelle la notte del terremoto dell’Aquila, pensando agli affari che avrebbe concluso. In quegli anni, Malinconico era segretario generale della presidenza del Consiglio mentre Piscicelli aveva l’appalto per la costruzione delle strutture dei Mondiali di nuoto, controllati proprio da Palazzo Chigi.

Il primo giornale a parlare della vicenda, è stato Il Fatto Quotidiano e subito dopo l’uscita dello scoop, Malinconico si affrettò a dichiarare a ilGiornale della famiglia Berlusconi: <<Chiesi con insistenza all’albergo, a fronte del diniego di farmi pagare, (un conto da 19.876 euro più 685 di extra ndr) chi avesse pagato. Mi fu risposto che non era possibile dirlo per ragioni di privacy. Mi irritai molto e non misi più piede nell’albergo>>.

Questa dichiarazione però, come fa notare anche Marco Travaglio dalle colonne del settimanale l’Espresso, cozza con il dato citato poco fa e cioè che l’ex sottosegretario ha soggiornato lì più di una volta, tra il 2007 e il 2008. Possibile che, davanti al rifiuto la prima volta di sapere chi fosse stato tanto generoso nei suo confronti, sia tornato anche l’anno successivo e per ben sette week end? Oltretutto, il 30 aprile 2008, telefonò a Balducci per ringraziarlo dell’ “ospitalità”? Come sottolinea sempre Travaglio, non ci sarebbe nulla di illecito ma di fronte ai proclami di Monti che dice di voler colpire <<le categorie che cercano di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte a danno di chi è fuori>>, un qualunque cittadino almeno una domanda se la pone…

Filippo Patroni Griffi, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione

Ex capo di gabinetto di Renato Brunetta, lo potremmo definire una specie di emulo di Scajola visto che, sempre grazie ad uno scoop de Il Fatto Quotidiano, è finito al centro di una polemica per una casa vista Colosseo. Certo, a lui non gliel’hanno pagata a sua insaputa, ma in compenso incassa l’affitto di ben 109 metri quadri di appartamento, che acquistò nel 2008 ad un prezzo irrisorio: 178 mila euro. L’immobile era, inizialmente, di proprietà dell’Inps – quindi dello Stato – e il Ministero dell’Economia voleva rivenderlo a prezzo pieno. Diverse sentenze del Tar e del Consiglio di Stato (di cui Griffi è giudice) fermarono i voleri di via XX Settembre e lo declassarono a casa popolare, facendo pagare al neo Ministro, 1.630 euro al metro quadro (cinque volte di meno rispetto al “mezzanino” di Scajola).

Mario Ciaccia, Vice Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti

La nomina di Ciaccia pare sia stata voluta fortemente dal Ministro Passera e rappresenta uno degli esempi, secondo molti osservatori, di palese conflitto di interesse: l’attuale Vice Ministro era infatti, fino a poco tempo fa, Presidente della Biis, la banca infrastrutture  e sviluppo del gruppo Intesa dell’amico Passera. Compito di Ciaccia era quello di decidere sui finanziamenti da erogare ad infrastrutture pubbliche. Le stesse che ora dovrebbe gestire e controllare dallo scranno del ministero di via Vittorio Veneto.

Adelfio Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute

La sua nomina, mormorano nei corridoi di Palazzo Madama, pare sia stata caldamente raccomandata dal Presidente Renato Schifani che di Cardinale ha già preso come capo della segreteria la moglie, Annamaria Palma. Oltre a sedere nel cda dell’Istituto superiore di sanità, presiede anche l’istituto Cerisdi della Regione Sicilia che si occupa di reperire finanziamenti (anche dallo stesso Ministero della Sanità) per promuovere ed organizzare master e corsi di perfezionamento.

Roberto Cecchi, sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali

Ex segretario generale dello stesso ministero, ha fatto parlare di sé per la firma apposta all’accordo con Diego Della Valle per il restauro del Colosseo. L’Antitrust si è affrettata a dire che l’arco presenta delle <<distorsioni alla concorrenza>>. Tempo fa finì indagato (ma non finì alla sbarra) per abuso d’ufficio. Secondo la Procura di Roma, Cecchi aveva fatto togliere il vincolo ad un prezioso immobile del Settecento che i proprietari volevano esportare.

Franco Braga, sottosegretario all’Agricoltura

Segnalato dall’ex Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, per un posto proprio nel dicastero che guidava, Monti l’ha infilato invece all’Agricoltura pur essendo, Braga, un ingegnere antisismico.

Guido Improta, sottosegretario ai Trasporti

Fedelissimo di Francesco Rutelli, ha fatto parte dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) ed era, fino a poco prima della nomina al ministero con delega ai Trasporti, capo delle relazioni istituzionali di Alitalia.

Filippo Milone, sottosegretario alla Difesa

Nel 1992, quand’era assistente di Salvatore Ligresti, fu arrestato a Torino e condannato in Cassazione per abuso d’ufficio dopo aver confessato che la sua Grassetto Costruzioni, aveva promesso una tangente di 6 miliardi di lire a vari politici per l’appalto dell’ospedale di Asti.

Dal 2008, ci spiega il quotidiano diretto da Antonio Padellaro: “era consigliere per la politica industriale di Ignazio la Russa al ministero. Ex manager del gruppo Ligresti, Milone si trova al centro di una conversazione telefonica di Lorenzo Borgogni, ex direttore centrale delle relazioni istituzionali di Finmeccanica, con Marco Forlani, dirigente del gruppo. Anche per questa telefonata il pm di Roma Paolo Ielo ha chiesto l’arresto di Borgogni, negato poi dal gip. Nella conversazione i due manager parlavano di un contributo sollecitato dallo stesso Milone in occasione della convention del Pdl a Milano del 2010, ammessa da Borgogni anche durante l’interrogatorio di due giorni fa. Il nuovo sottosegretario alla Difesa, quindi, soltanto l’anno scorso, chiedeva a Forlani di sollecitare Borgogni affinché si sbrigasse a far avere al Pdl un contributo“.

Siamo sicuri che si sia chiusa un’epoca?

MATTEO MARINI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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