Compromesso e complicità per l’Italia

Prendiamo le distanze; respiriamo profondamente; sgomberiamo la mente da favole mascherate e guardiamo in faccia alla realtà. Siamo in una nazione fondata sul compromesso. Ogni giorno, accendi la tv, e se analizzi ciò che succede, lo capisci. E allora provi a leggere qualcosa, per vedere se l’Italia è diversa, se la tv fa vedere solo una parte della realtà.

Apri i giornali e capisci che invece è proprio così. E allora ti vengono in mente le parole di Paolo Borsellino quando parlava del “puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Legalità. Fino a una settimana fa il partito di Fini era basato su questa parola. Doveva differenziarsi dall’ala berlusconiana per non trasformare il garantismo in impunità. Ma così non è stato. Prima con il voto per non far giudicare Lunardi, poi con l’approvazione al nuovo disegno di legge Costituzionale per lo scudo giudiziario. Quest’ultima ha scatenato il putiferio e quindi, per ovvie ragioni, ho voluto aspettare le reazioni di chi sostiene Futuro e Libertà, anche a livello di informazione.

Da qualche tempo ammiravo – sinceramente – ciò che scriveva Filippo Rossi su FareFuturo Web Magazine, perchè mi sembrava di leggere discorsi di vera destra. Di chiarezza e non di politichese. Leggevo un mondo stufo marcio della macchina di fango; inorridito per l’esuberanza del padre-padrone del Pdl; incredulo di fronte alla mancanza di polso dei leccapiedi che sanno dire sempre e solo “si, mio lord”. Ma tutto, in un giorno, è crollato e si è arrivati al compromesso. Basta leggere i due editoriali di oggi, di Rossi e di Flavia Perina, per capire come il Caimano possa zittire tutti e far eseguire i suoi ordini.
[…] la «caccia all’uomo» ha regalato a Berlusconi l’opportunità, per molti anni, di cavalcare l’emergenza giudiziaria per i suoi interessi spandendo a piene mani nella legislazione e nella politica riforme dettate dai suoi interessi processuali. Lo “scudo” alle alte cariche è il solo modo per chiudere questa stagione e restituire trasparenza e libertà d’azione al confronto su giustizia, legalità, rispetto delle regole. Ma allora, mi chiedo, che cosa hanno fondato a fare il partito nuovo? Perchè hanno voluto farsi del male da soli, innescando quella famosa macchina del fango che tanto odiano, se poi regalano l’impunità a chi dirige e guida molto sapientemente quel mezzo? A che cosa servite?

Non è esagerato, a questo punto, pensare che avete voluto solo un mese di gloria, fama e notorietà che si stava affievolendo sotto l’immagine di Berlusconi. Con questa scusa della “Fedeltà ai cittadini e fedeltà al mandato.” Smettetela. Finitela di illudere la gente e ditelo pubblicamente: SIAMO COME PAPI CI HA FATTO! Cosi è e così dovete avere il coraggio di dichiarare.

Vedete, quando leggevo questi pezzi mi saliva un piccolo brivido nella schiena: “Un sistema di potere chiuso dentro un bunker: imbolsito, incattivito, rabbioso. Ecco, così sono diventati, forse senza rendersene conto, gli uomini più vicini al premier, i suoi avvocati, i suoi portavoce, i suoi caporali di giornata. Una corte dei miracoli che cerca disperatamente di salvaguardare privilegi conquistati con anni e anni di assoluta fedeltà al sovrano, di reiterati signorsì al capo supremo. Un potere in affanno che continua a raccontarsi (e raccontare) la favola del consenso senza guardare in faccia la realtà di un paese che gli sta voltando le spalle: stufo, inorridito, stupito.” Mi illuminavo perchè queste parole non erano del solito Di Pietro o di qualche giornalista di sinistra; trovavo una destra nuova, moderna, capace di dire no al sovrano, al capo supremo. Ma poi si cambia e allora si dice che il berlusconismo non può finire per via giudiziaria e quindi regaliamogli un bello scudo con il lodo dell’impunità garantita e siamo tutti felici e contenti.
E allora chi è che non sta guardando in faccia la realtà? Chi non si accorge del paese che sta voltando le spalle? Chi racconta la favola del consenso?

Lasciatemi dire, almeno una volta, una cosa in favore di Berlusconi: almeno lui il consenso lo ha per davvero, voi, quel poco che avevate raggranellato, lo avete perso sdegnosamente. E ricordate che non c’è peggior sordo, di chi non vuol sentire: perchè siete voi, dal compromesso morale facile e quindi, come diceva Borsellino, della complicità. E fate più schifo di Berlusconi.

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
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