Comunali Milano: intervista a Mattia Calise, giovane candidato sindaco per il MoV 5 stelle.

Intervistare uno dei più giovani e brillanti candidati italiani per le comunali di Milano non é stato così semplice come credevo inizialmente. Mattia Calise, studente universitario poco più che ventenne, si dimostra preparato e determinato a rappresentare, assieme al Movimento 5 Stelle, un volto nuovo per la politica: insomma, un esplosivo grillino con la voglia di cambiare il mondo. Lo incontro in un assolato e tiepido pomeriggio di febbraio in Piazza Duomo a Milano, assieme a due collaboratori che hanno avuto la premura di contribuire all’intervista.

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?

«Allora, prima di tutto l’amore per la nostra Italia, per chi non si è ancora rassegnato al “tanto qui tutti mangiano” e al “tanto qui rubano tutti”. C’è ancora qualcuno che ha voglia di cambiare e queste sono le persone che, per esempio, ho trovato nel Movimento. Un movimento vero e proprio e non un partito, e quindi una modalità di interagire con le istituzioni libera da vincoli, da compromessi (che sono soliti ai partiti, soggetti alle pressioni delle lobby e dei grandi poteri). Il movimento è uno strumento per riavvicinare i cittadini alle istituzioni: ed è quello che è mancato negli ultimi anni. (si ferma e, intuendo la mia successiva domanda, mi precede n.d.r.) Cos’è successo? C’è stata questa privatizzazione della politica, questa trasformazione della democrazia in partitocrazia: noi veniamo coinvolti una volta ogni 5 anni, siamo cittadini una volta ogni 5 anni. Quando si deve votare».

Sei indubbiamente un volto nuovo della politica: come si rappresenta il Movimento 5 stelle? Cosa propone di diverso?

( sorride ndr) «Un metodo diverso, che vuol essere il fulcro del movimento: la democrazia diretta. Il parlare con i cittadini, il decidere con i cittadini! Stiamo parlando di bilancio partecipato, viabilità partecipata…. forme per riavvicinare i cittadini alla politica, per interpellarli durante la vita politica, non solo alle elezioni. Un esempio è l’Expo: è stato deciso tutto all’interno dei palazzi, senza coinvolgere i cittadini. Magari i cittadini di Milano avrebbero preferito un piano di viabilità ciclabile al posto di palazzi inutili».

(Interviene anche un collaboratore ndr) «Una cosa fondamentale, credo, sia quella di proporre un modello di sviluppo diverso da quelli imposti fino ad oggi… dove non è la crescita del PIL l’elemento centrale, ma l’esigenza di migliorare, ad esempio, l’efficienza dei consumi e di ridurre quelli che sono gli sprechi che abbiamo in tutti i campi. Le nostre 5 stelle parlano di cose molto concrete: il 50% dell’acqua viene buttata e noi riteniamo che sia necessario ridurre quelli che sono gli sprechi. E allo stesso tempo la produzione di energia, che potrebbe essere fatta in forme totalmente diverse. Progetti concreti nell’interesse di tutti: quindi la differenza non è fare alleanze nell’interesse di parte ma portare dei progetti concreti e specifici».

Un giudizio sugli altri candidati. Con chi si alleerebbe in caso di vittoria?

«Allora, il movimento non fa alleanze con nessuno, ma fa rete con tutti. Non ci faremo problemi ad appoggiare iniziative per i cittadini, ma non faremo alleanze, significherebbe scendere a dei compromessi. Perché i partiti fanno alleanze, se non per superare il quorum e accedere al premio di maggioranza?

I miei avversari, sono legati a dei partiti, siamo proprio in una dimensione diversa. E’ un discorso di distanza dal politico tradizionale».

(Interviene nuovamente il suo braccio destro ndr): « Tra i due c’è una differenza sostanziale: peggio della Moratti non c’è nessuno. D’altronde una che spende 6, 7 milioni di euro in campagna elettorale e guadagna 120.000 euro all’anno, non si capisce dove li prenda tutti quei soldi e qualcosa non torna. Pisapia, guarda, l’ho intervistato l’altro giorno a Palazzo Marino. Lui è una brava persona… purtroppo è in una coalizione di partiti dove tutto quello che dice non potrà farlo. Lui è a favore di quasi tutte le nostre 5 stelle, peccato che nessuna delle 5 stelle rientri nel loro programma. A parole sono tutti d’accordo, nei fatti semplicemente lui non potrà portare avanti nulla perché avrà una coalizione che si opporrà su tutto. Noi ci opponiamo a quel tipo di struttura di partito».

In una battuta, cosa manterresti e cosa cambieresti di Milano?

«L’amministrazione politica. Rivoglio che i cittadini tornino in contatto con la politica e che decidano loro per la loro città….(sorridendo ndr) Ovviamente toglierei anche l’inquinamento!… e il PGT. (Piano regolatore, ndr). E’ una città bellissima, Milano, rovinata dalle colate di cemento. Meno party a palazzo Marino e più spazi di aggregazione per i giovani».

La vostra campagna elettorale allora come si svolge? Carta, soldi pubblici?

«No, come tutte le campagne del Movimento tenderà al Costo Zero: sarà totalmente autofinanziata, in quanto come movimento rinunciamo ai rimborsi elettorali, che sono quella presa in giro che fa vivere i partiti. Con 4 consiglieri avremmo avuto diritto a 1.200.000 euro di rimborsi: facendo un calcolo (a livello nazionale, regionale e comunale) i partiti si spartiscono una cifra che si aggira intorno al miliardo di euro. Su carta useremo solo gli spazi pubblici, quelli dati ai partiti a livello di cartellonistica e poi non ci baseremo sui soldi (ho sentito che Pisapia utilizzerà “solo” un milione di euro per la campagna elettorale… noi, se sarà tanto, ne spenderemmo 10.000… ) ma sul web».

A livello nazionale, tra i temi più sentiti, ci sono quelli di immigrazione e sicurezza.

«Allora, non sono ancora delle “Stelle” [ punti programmatici del partito, ndr], che per ora sono la base per cambiare questo modello di sviluppo».

Un giudizio personale: cosa pensi delle ronde padane o simili manifestazioni?

«Ovviamente penso che la sicurezza non si faccia con delle “ronde padane” (lo tradisce un sorriso divertito ndr) ma si faccia valorizzando le forze dell’ordine. Va bene, ci sono stati dei casi come Federico Androvaldi ma, cosa vuol dire, la Polizia non dev’essere rovinata per quattro coglioni, tra virgolette… Il tema della sicurezza è chiaro. Tuttavia questo è un mio giudizio, non abbiamo discusso, non abbiamo ancora inserito questo nel programma. A Milano sicuramente non si combatte per la sicurezza con il coprifuoco perché togliere la gente dalle strade di sera è una scelta sbagliata. O anche con i locali chiusi a una certa ora, o con il radio taxi, un servizio dell’Atm per le fasce deboli (giovani e donne) che sta addirittura venendo tolto».

(Interviene l’altro candidato 5 stelle ndr): «Io credo che qualunque provvedimento vada fatto tenendo al primo posto il rispetto per la dignità umana: quando hai gente che paragona i rom ai topi, io credo che siano semplicemente inqualificabili….Quello che abbiamo visto a Roma è abbastanza evidente. Le ronde padane sono state semplicemente una provocazione e non hanno avuto nessun effetto, se non propagandistico. I problemi ci sono, la sicurezza è un problema; ma è anche vero che se quello che vediamo nei telegiornali è solo cronaca nera, la percezione della paura aumenta e non è quello di cui hanno bisogno i cittadini».

Expo 2015 e ingerenze mafiose. Montatura mediatica o cruda realtà?

«Io non credo, assolutamente, che sia una montatura mediatica, perché si sa benissimo che in Lombardia c’è un’infiltrazione mafiosa fortissima. La ‘ Ndrangheta ha la sede dei suoi interessi qui a Milano. E sappiamo benissimo che dove c’è cemento ci sono infiltrazioni mafiose: basta pensare all’A4 e all’Expo».

(Anche gli altri concordano, aggiungendo ndr): «Il PGT che è stato fatto va ovviamente a favore dei pochi grandi costruttori e non favorisce minimamente le piccole imprese: noi siamo per un piano di sviluppo completamente diverso, che non punti a costruire qualcosa come 500.000 nuovi posti abitativi, che non servono assolutamente a nulla! Milano non avrà una crescita demografica di quel tipo. Dovrebbe puntare a riqualificare quella miriade di edifici pubblici che esistono ma che non sono minimamente efficienti. Noi abbiamo scuole con palestre a nove gradi, con il riscaldamento che va anche di notte e questi sono degli sprechi assurdi: poi vediamo cosa fa il comune, con consulenze multimilionarie regalate agli “amici”. Noi siamo radicalmente contro questo modello di sviluppo che vede gli interessi dei grandi palazzinari e non dei cittadini…. e abbiamo un territorio straordinario che verrà devastato da tonnellate e tonnellate di cemento».

In caso di vittoria elettorale come si organizzerebbe l’aspetto burocratico amministrativo?

«Punteremo tutto sulla digitalizzazione e sull’informatizzazione dei servizi del comune: questo vuol dire raggiungere i cittadini nelle proprie case. A livello di comunità europea si parla dal 2002-2003 di digitalizzazione della politica, in favore della democrazia diretta (fino al referendum online). A Milano con la fibra ottica di Metroweb siamo già molto avvantaggiati…Informatizzare scuole e uffici per semplificare la vita del cittadino».

Alcune parti politiche accusano il movimento di sottrarre voti alla coalizione del centro-sinistra, come nelle Regionali in Piemonte. Come risponde il Movimento alle accuse di collaborazionismo con il centro-destra?

«Ahah.. (ride ndr).. La risposta di Beppe, nel caso della Mercedes Bresso in Piemonte, è stata: “La sinistra ci ha rubato molti voti: se non si fossero presentati avremmo vinto”. Questo è il nostro punto di vista… (ritorna serio ndr). Fuori dalla battuta, la sinistra ha perso di oltre 200.000 voti, noi ne abbiamo presi 100.000. I voti che ha perso sono di elettori che non avrebbero mai votato il centro-sinistra, che si è schierata, come il centro-destra, a favore di Tav e inceneritori.

Ma è anche un discorso di merito: sia gli uni che gli altri erano a favore della Tav, quindi ritorniamo su un modello di sviluppo che per noi é assurdo. Noi riteniamo che la Tav non fosse necessaria, perché già oggi il traffico merci é sottoutilizzato: quindi andava migliorato quello che c’era e non scavati tunnel che avrebbero devastato il territorio. E’ proprio sul merito: la Bresso ha fatto dei grandissimi passi falsi, che ha pagato. Non è colpa nostra».

Voi su che fascia elettorale cercate di puntare?

«Tutte, indistintamente. Qualunque età, qualunque estrazione sociale, qualunque specializzazione: puntiamo agli scontenti, a quelli che hanno detto basta con questo modo di far politica. Basta con le prese in giro».

Voi quindi cercate di convincere quel 40% di indecisi che si sono astenuti dal voto?

«Certo! Loro, credo, saranno rinvigoriti per tornare a votare, riavendo fiducia nella politica. Come i giovani: basti pensare alle manifestazioni studentesche contro la riforma Gelmini. L’unico rapporto che abbiamo avuto con le istituzioni è stato con quello dei manganelli dei poliziotti in tenuta anti-sommossa. Cioè, incredibile…»

Milano e l’Arte, Milano e la Cultura. Il movimento che progetti ha?

«Ovviamente per una città viva davvero, dove si possa scendere in piazza per divertirsi. A livello artistico abbiamo degli ottimi musei che non vengono valorizzati. Organizzeremo, anche durante la campagna elettorale, delle Urban Jam Session per divertirci e scendere in strada».

Quali sono le vostre speranze elettorali?

«Il nostro obbiettivo è mandare il maggior numero di consiglieri a Palazzo Marino… speriamo di sfondare, di far breccia tra i Milanesi, che capiranno che sono finite le prese in giro».

MAX ZUMSTEIN



'Comunali Milano: intervista a Mattia Calise, giovane candidato sindaco per il MoV 5 stelle.' have 1 comment

  1. 3 marzo 2011 @ 6:52 pm Max Zumstein

    Si ringraziano i collaboratori e i gentilissimi candidati consiglieri Renato Plati e Diana Ambanelli per la cortesissima disponibilità concessa durante le interviste. Max Zumstein


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