Consegnate le case a L´Aquila. L´abbiamo capito.
Non se ne dispiaccia Antonio Di Pietro, ma il richiamo di Porta a Porta era irresistibile. Il Premier di nuovo lasciato parlare a ruota libera era per me uno spettacolo da non perdere. Non lo potevo boicottare.
L´esaltazione sulla tragedia dell´Aquila non avrebbe però dovuto conoscere tale epilogo. Le case sono state consegnate nel capoluogo abruzzese e su questo il Presidente del Consiglio ha deciso di farsi pubblicità, come se poi le avesse costruite lui e non il duro lavoro degli operai – con i soldi della Croce Rossa e i fondi messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento (è bene sottolineare).
Lo spot è costato lo spostamento (dapprima la cancellazione) della trasmissione Ballarò. Matrix direttamente non in onda. Il teorema Raiset è così facilmente dimostrabile. Due gruppi televisivi, uno pubblico, uno privato, che lavorano perfettamente all´unisono. Prove tecniche di regime.
Dopo i dati di Berlusconi sulla ricostruzione, è andata in scena la lettura di una “toccante” lettera dell´Arcivescovo di NonSoDove a Mr B., una recita che Emilio Vespa non ha saputo interrompere. “Sono un dittatore” e poi la mano del fido Bruno bloccata fisicamente dal Biscione. Vespa: “Ha vinto il Milan. Doppietta di Inzaghi.” Chi se ne frega, aggiungerei. Davanti alla tragedia il Cavaliere ha saputo agire a spada tratta. Un vero combattente. Non uno spreco. Per quelli, ci sono i 400 milioni di multa per l´abusività di Rete4. O i debiti di Alitalia accollati allo Stato Italiano.
Con Fini naturalmente nessun problema, almeno “da parte mia”, secondo le parole del miglior presidente della storia d’Italia. Ma va! E intanto il presidente dell´ex- An querela “Il Giornale” di Paolo Berlusconi.
Tutto apposto dunque. Come ad ogni Porta a Porta. Stavolta siamo al 68% di consenso per Re Silvio (in calo…!), acclamato ogni volta che è “in tour” per l´Italia. Peccato che però ci siano state proteste da parte di alcuni comitati di Castelnuovo, frazione dell´Aquila che ha visto 42 morti e zero case. E intanto i giornalisti il 19 settembre scenderanno in piazza per manifestare contro i “guinzagli” sulla libertà di stampa.
A chi credere?
FRANCESCO ANGELI
















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