Considerazioni della domenica: 23/01/11

Tante notizie, tutte brutte, e palle piene.
Credo che questa possa essere la sintesi migliore per la settimana appena passata che ha visto esplodere nel pieno della sua gravità lo scandalo del Rubygate o, per far capire meglio, del “puttanaio” (copyright T.M./Testimone A) d’Arcore.

Il “Puttanaio”

Lo abbiamo raccontato in vari capitoli nel nostro blog, ne abbiamo lette di tutti i colori sui vari giornali e quindi, stare qua a ripetere il tutto diventerebbe noioso ed inutile. Farò quindi un breve sunto con i punti fondamentali dell’inchiesta che vede il Premier indagato per prostituzione minorile e concussione:
– Intercettazioni incontrovertibili;
– bonifici del Premier alle ragazze, l’ultimo il 17 gennaio;
– testimonianze da accertare;
– rilevazioni delle celle telefoniche che supportano la presenza delle PUTTANE (questo sono) in casa del Presidente;
– la telefonata in Questura per far rilasciare “Rubbi Troia” (copiright Michelle Coincecao Santos Oliveira)
– foto “interessanti” secondo la procura;
– appartamenti pagati per conto di Berlusconi dal suo tesoriere Giuseppe Spinelli;
– ultima prova, ma non utile ai fini dell’indagine, è l’idea – del Pdl – di abbassare il limite della maggiore età.

Su quest’ultimo particolare, credo sia necessario spendere un paio di parole in più e spiegare di cosa si tratta. Infatti i due tromboni PDL Cicchitto e Pecorella svelano l’idea che passa per le teste della “maggioranza”: “E’ una delle tante questioni che stanno sul tavolo – dice Cicchitto – ma non è la più urgente“. Pecorella, più pacatamente spiega come “oggi l’età per diventare maggiorenni sia troppo alta rispetto alla maturità raggiunta dai giovani” perchè “un conto è avere rapporti con una dodicenne, un altro con una diciassettenne”. Come se la maggiore età si misurasse sulla prima trombata della vita, che – se così fosse – al giorno d’oggi sarebbe da abbassare a 9 anni (presenti esclusi).

Ma la settimana è stata protagonista anche di due videomessaggi – dopo “Gogol”, B. deve aver scoperto “yotob” – del Cavaliere in cui sciorina le sue spiegazioni e cerca di divincolarsi dalle accuse che, diciamocelo in tutta franchezza, sono talmente schiaccianti ed evidenti che se qualcuno dice ancora che è tutta una farsa allora mente sapendo di mentire.
Come per il resto, onde evitare di ripetere tutte le manfrine, affido la “sbugiardatura” a Giuseppe D’Avanzo che su Repubblica ha illustrato le 10 Menzogne di Berlusconi.

Cuffaro “ar gabbio”

Altra notizia della settimana, trasmessa ieri dai principali TG nazionali, è la condanna definitiva a 7 anni di reclusione per Totò “Vasavasa” Cuffaro per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio emessa nell’ambito del processo ‘Talpe alla dda’. La condanna è stata un pò una sorpresa, non tanto per questioni di “merito”, quanto piuttosto perchè nelle giornate precedenti, la Procura della Cassazione aveva chiesto di eliminare l’aggravante mafiosa dell’inchiesta, lasciando sulla testa del Senatore siculo solo l’accusa di rivelazione del segreto istruttorio. Così non è stato e la sentenza è stata emessa confermando la condanna pronunciata in Appello. Subito dopo, appena “Vasavasa” ha appreso della notizia, si è recato a Rebibbia per costituirsi ed andare a scontare la sua pena che però, visto l’indulto di 3 anni del Governo Prodi, più i tre anni ai servizi sociali che non si negano a nessuno e il mini indultino del nostro bravissssssimo Ministro della Giustizia Alfano di un anno, il conto è presto fatto e sarà probabile che di carcere se ne farà davvero poco, anche perchè la richiesta per i domiciliari è già stata fatta.

Cultura che passione

Sul lato culturale del paese, se ancora ne esiste uno, abbiamo una “buona” ed una cattiva notizia.
Quella “buona”, se così si può dire, è l’accordo tra l’imprenditore Della Valle e il Ministero dei Beni e delle attività culturali per il totale finanziamento del progetto per la ristrutturazione del Colosseo, mitico emblema della Capitale. Faccio questa precisazione poiché il Ministro/ poeta Sandro Bondi, ha visto bene di non presentarsi alla ufficializzazione dell’accordo sotto l’Anfiteatro Flavio: lui dice che ha una mozione di sfiducia che gli pende sul collo e che quindi è più sano che non vada (sarebbe più sano che si dimettesse), ma c’è chi giura di averlo visto fuori dall’Arena di Verona che guardava l’orologio in attesa dell’arrivo del signor Tod’s. Scherzi a parte, il finanziamento sarà di 25 milioni di euro, che è il costo totale del restauro, in quanto quel fagiolo di Bondi (a me sembra un fagiolo guardandolo e l’effetto corporeo è identico) non è riuscito a prelevare un solo euro dal suo dicastero per occuparsene, forse anche a causa di Tremonti che, ricordiamo, disse di farsi “un bel panino con la Divina Commedia”. Qualcuno gli spieghi che – visto probabilmente che non sa nemmeno che il titolo dato da Dante all’opera è Commedia e non Divina Commedia – che, in ogni caso, avere un po’ di cultura riguardo il padre della lingua italiana, non è cosa da poco.
La notizia cattiva, o forse neanche troppo, è quella di un indagine delle Fiamme Gialle volta a stabilire in che modo sono stati spesi gli 80 milioni di euro per la sopraintendenza al sito archeologico di Pompei che, ricordiamolo, è il più grande del mondo ed è un patrimonio dell’umanità firmato UNESCO.

Esteri: Tunisia e Albania

Forse non se ne parla abbastanza, e il perchè è più che ovvio. Ciò che sta accadendo in Tunisia e in Albania deve far venire “il foco ar culo” – pardon per il francesismo – ai nostri politicanti di terz’ordine, perchè è l’evoluzione della popolazione mondiale che prima o poi assalirà tutti i governi marci come il nostro il quale non è né più e né meno schifoso di quello tunisino o albanese. Nel primo, la dittatura di Ben Alì, che dall’87 opprimeva il paese che ha ospitato il latitante Craxi, ha fatto sì che la popolazione ne avesse le palle piene della situazione drammatica in cui è ridotta l’amministrazione della cosa pubblica. Una rivolta nata e messa in movimento che, tra scontri, morti per gli spari o per protesta, e minacce, ha portato il Presidente a fuggire in Arabia Saudita lasciando il paese allo sbando.
Nel caso dell’Albania, sembra quasi di leggere la nostra storia, con la differenza che noi sopportiamo e ce ne sbattiamo letteralmente le palle, ma loro no. La corruzione dilagante all’interno del Governo ha infatti schifato tutto il popolo delle aquile e li ha fatti insorgere per chiedere le dimissioni del Presidente Berisha. L’opposizione disegna questo governo come il creatore di un paese sopraffatto da “POVERTA’, disoccupazione, corruzione, mancanza di rispetto dei diritti umani e dei principi democratici… Siamo in una dittatura vera e propria. Sembriamo la Tunisia dei Balcani”.

Unico avvertimento ai nostri politicanti. State attenti, perchè se un giorno sarà così anche da noi, non arriverete neanche all’elicottero per scappare.

Morale della favola? Settimana…….sì, di merda!

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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