Consiglio di Stato cancella antenna Wind a Cinecittà: vittoria per i cittadini

Con una sentenza esemplare e particolarmente innovativa il Consiglio di Stato ha definitivamente cancellato il provvedimento che autorizzava l’attivazione di un’antenna di telefonia mobile sul terrazzo di un edificio di via Francesco Gentile, a Cinecittà Est (quartiere di Roma).

L’impianto fu installato nel dicembre 2011, in virtù di una incauta autorizzazione rilasciata dal Comune, assunta in contrasto alle prescrizioni del Protocollo d’Intesa, unico strumento vigente per regolare il dilagante diffondersi delle infrastrutture di telefonia mobile nel territorio capitolino.

Per l’occasione si costituì un combattivo Comitato spontaneo, che impugnò il provvedimento al Tar, ottenendo ragione con sentenza del 27 gennaio 2014, allorché i giudici affermarono la carenza di legittimità sul piano procedurale, in quanto le prescrizioni del Protocollo d’Intesa erano state disattese.

Oggi il Consiglio di Stato, nel ribadire quanto deciso un anno fa dal Tar, è andato oltre, perché, respingendo le ragioni addotte dalla Wind, titolare della licenza, ha sancito un principio innovativo per la città di Roma, legittimando il Protocollo d’Intesa, che assume a pieno titolo valenza regolamentare, in virtù dell’acquisito consenso dei gestori a rispettarne i contenuti.

La pronuncia del giudice di 2° grado colpisce, inoltre, lo stesso Comune di Roma che, imprudentemente si era schierato a fianco dell’operatore telefonico, nella errata convinzione che le ragioni dei cittadini fossero affette dalla cosiddetta “sindrome Nimby”!

E proprio la posizione assunta dall’avvocatura comunale aveva destato particolare stupore e sdegno tra la popolazione, perché è stata percepita come uno strappo incolmabile nel rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità cittadina.

Per cui, la decisione del Consiglio di Stato, che ha condannato il comportamento omissivo del Comune di Roma, si è caricata di un sapore di rivalsa nei confronti del maldestro tentativo di rendere inoffensive le ragioni addotte dal comitato civico.

Il risultato ottenuto dal Comitato spontaneo è in ogni caso straordinario, perché va ad intaccare, oltre le pur valide ragioni di merito, i rapporti tra organo centrale e municipi ed assegna un nuovo  ruolo agli strumenti di prevenzione, idonei ad arginare fenomeni come quello di “Antenna Selvaggia”, restituendo dignità al Protocollo d’Intesa.

Ecco, pertanto che, il Consiglio di Stato, intervenendo a sanare queste anomalie, ha contribuito a restituire fiducia e speranza ai cittadini del quartiere di Cinecittà Est; ora tocca alle istituzioni evitare che lo scollamento seguito all’infausta valutazione giudiziaria del Comune in questa vicenda si trasformi in una frattura insanabile.


About

Siciliano di origine, romano di adozione, laureato in Giurisprudenza - Mediatore professionista, lavora al Ministero della Giustizia come Assistente Giudiziario. Esperto in tutela ambientale, con particolare riferimento al settore dell’inquinamento elettromagnetico. Eletto consigliere municipale a Roma dal 1997 al 2008. Relatore nel 2007 presso la Terza Università di Roma e nel 2010 alla “Sapienza” in un Master in Diritto dell’Ambiente sul tema dell’Elettrosmog. Nominato nel 2008 componente della Commissione Tecnica per la revisione del Regolamento degli impianti di telefonia mobile al Comune di Viterbo. Co-fondatore della Rete Nazionale Elettrosmog-Free ed attualmente Coordinatore dei Comitati romani contro l’Elettrosmog. Consulente per le amministrazioni comunali nelle politiche di gestione territoriale delle infrastrutture di comunicazione elettronica. BLOGGER DI WILD ITALY.


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