Consorzi di bonifica, gli enti che Scelta Civica vuole abolire

Enti inutili, costi da tagliare, spese da rivedere. Sono gli imperativi della cosiddetta spending review o, in generale, di tutte le riforme annunciate (e spesso mai portate a termine) per ridurre i costi dello Stato.

Mentre sappiamo tutto delle auto blu, delle province che costano troppo (e che sono state fintamente abolite dalla Riforma Delrio) e di tanti altri “carrozzoni”, ci sono degli enti meno conosciuti che presto potrebbero finire in questo grande calderone di spese da sopprimere: i consorzi di bonifica.

consorzio-Bonifica (1)Il Consorzio di bonifica è un ente pubblico che si occupa del funzionamento e della manutenzione di opere pubbliche di bonifica (canali, impianti idrovori, reti d’irrigazione), partecipa ad opere urbanistiche e di tutela del patrimonio agricolo e ambientale, controlla l’attività dei privati sui territori di sua giurisdizione. Controlla e previene, in poche parole, frane e alluvioni.

I NUMERI.

Michele Sasso, dalle colonne del settimanale l’Espresso, entra nel dettaglio sui numeri dei consorzi : «Sono 137 (erano 175 fino a dieci anni fa)  e sono stati creati all’inizio del Novecento come organi di  autogoverno del territorio. Esempi di federalismo applicato alle acque: reinvestono quanto ricevono dagli enti locali e dai proprietari dei terreni agricoli come contributo di bonifica. Con un particolare: su oltre 500 milioni di euro all’anno che entrano in cassaforte, la metà se ne va per il personale e la burocrazia».

«In Toscana – continua Sasso – i consorzi hanno un budget di 132 milioni di euro, 65 dei quali provengono dai contributi degli utenti, il resto da Regioni e Province. In media delle tasse pagate dai cittadini il 40-50 per cento se ne va in normale gestione. Con taglie extra-large: 26 membri per consiglio, con tanto di retribuzioni e gettoni di presenza, 156 consiglieri totali, 90 eletti e 66 nominati dagli enti locali. I presidenti incassano 33.500 euro lordi annui, mentre i consiglieri hanno un gettone di presenza di 30 euro lordi a seduta».

I dipendenti sono «501 complessivi, di cui solo 166 sono operai […] E come gestiscono questo denaro per arginare i fiumi e prevenire le frane? […] lo scorso anno i magistrati contabili hanno cercato di mettere il naso in questi bilanci, con una sorpresa: “I consorzi di bonifica si sono rifiutati di documentare i conti” ha spiegato all’apertura dell’anno giudiziario il procuratore regionale della Corte dei Conti Angelo Canale. “Gli atti ci sono stati rimandati indietro e attualmente stiamo procedendo con istanze di resa di conto” ».

LA PROPOSTA DI SCELTA CIVICA.

Il 19 dicembre scorso, Adriana Galgano, deputata di Scelta Civica, annuncia un’iniziativa legislativa del suo gruppo parlamentare proprio sui consorzi:

 

Tra i punti considerati criticabili dai parlamentari centristi nella struttura degli enti, la sopracitata tassa che viene chiesta da questi ultimi ai proprietari delle terre per finanziarsi.

LA POSIZIONE DI CONFEDILIZIA. 

A dare forza alla proposta dei montiani, arriva inoltre Confedilizia. Il presidente, Corrado Sforza Fogliani, che denuncia: «Le uniche idrovore in proprio di cui dispongono i Consorzi sono quelle che usano per pompare soldi ai contribuenti, da soli di fatto approvandosi i ruoli esecutivi per la riscossione coattiva. Per mancanza di coraggio o per opportunismo la politica non è mai intervenuta, lasciando sopravvivere una struttura di difesa dal maltempo che non funziona e non può funzionare».

LE INDAGINI SUI DIRIGENTI. 

Il Giornale nel dicembre 2013 racconta di uno scandalo che ha coinvolto un consorzio: «c’è lo scandalo del consorzio di bonifica di Catania dove la Procura della Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta su presunte assunzioni e Nuova-Paratoia-Guazzalocaconsulenze clientelari tale da creare gravi ripercussioni finanziarie: “Ancora una volta – commenta il presidente della commissione alle Attività produttive all’Ars, Salvino Caputo – ci troviamo di fronte all’ennesimo scandalo che vede come protagonisti i responsabili di importanti enti pubblici che sfuggono al controllo della Regione e che trasformano strutture a servizio dell’agricoltura in carrozzoni clientelari. Abbiamo chiesto al commissario di comunicare i criteri delle assunzioni e gli eventuali collegamenti con esponenti politici o partiti e all’assessore alle Politiche Agricole se ha svolto i necessari compiti di controllo e vigilanza sul consorzio di bonifica”.

Danni all’Erario per complessivi 70 milioni di euro e 13 persone segnalate alla magistratura contabile: è il bilancio di un’indagine amministrativa della guardia di finanza di Catania sul Consorzio di bonifica etneo, il cui rapporto è stato inviato alla Corte dei conti».

«A Bergamo – scrive ancora Michele Sasso su l’Espresso – l’indagine per truffa aggravata tocca l’ex assessore comunale Marcello Moro. Lui fino a dicembre 2012 è anche presidente dal Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca. Secondo l’accusa si sarebbe fatto rimborsare una cena da oltre mille euro. A febbraio 2011 festeggiava San Valentino con l’ex attaccante dell’Atalanta Sergio Floccari e le rispettive mogli. Il banchetto a lume di candela viene pagato con la carta di credito del calciatore, ma poi Moro si sarebbe fatto consegnare lo scontrino e avrebbe chiesto e ottenuto il rimborso dal Consorzio».

 

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Matteo Marini

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.

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