Coppa del Mondo di Sci 2015: tutti i verdetti

E’ calato il sipario, domenica scorsa, anche sull’ultima tappa di Coppa del Mondo di sci alpino, parentesi finale della stagione 2014/2015. Il trionfo è di marchio austriaco, senza mezzi termini: tra gli uomini Marcel Hirscher, per la quarta volta consecutiva, e tra le donne la bellissima Anna Fenninger, giunta al secondo sigillo in due anni. Eppure si arrivava a Meribel (Francia), sede delle finali, con ancora tutto da decidere, specialmente per la Coppa del Mondo generale, segno di una stagione bella e imprevedibile fino alle ultime porte dell’ultimo slalom.

Se tra gli uomini, dato il forfait a inizio stagione di Axel Lund Svindal, Hirscher è stato sempre considerato il favorito numero uno, in testa dalla prima all’ultima tappa in classifica generale, tra le donne la lotta s’è fatta meno scontata, con la campionissima slovena Tina Maze che a lungo ha tenuto testa all’austriaca Fenninger. Alla fine, però, sono usciti fuori tutti i meriti, la classe e il talento di due campioni che non hanno fatto altro che legittimare, a suon di vittorie, la più importante sfera di cristallo della stagione.

Kjetil+Jansrud+Alpine+Skiing+Winter+Olympics+qK2r6SZ40lsl

Kjetil Jansrud

ONORE AGLI “SCONFITTI”.

Lo spettacolo lo ha garantito fino all’ultimo il norvegese Kjetil Jansrud, vincitore comunque delle coppe di specialità di SuperGigante e Discesa Libera, che ha coronato una stagione pazzesca con un secondo posto finale alle spalle di Hirscher. Chissà che possa essere lui il vero outsider per il prossimo anno, soprattutto per la classifica generale. Grande stagione anche per il francese Alexis Pinturault e per il tedesco Felix Neureuther, entrambi in lotta fino all’ultimo con Hirscher per gli altri trofei di specialità; il campione austriaco, però, è rimasto lucido fino alle tappe di Meribel, dove ha schiantato la concorrenza avversaria portandosi a casa anche le sfere di Slalom Speciale e Gigante (le cosiddette discipline lente). Un trionfo insomma, per un fuoriclasse talmente forte e continuo che si ha difficoltà a trovare un avversario all’altezza.

Diverso il discorso per le donne. Qui il duello sembrava essere chiuso a metà stagione, con la slovena Maze sugli scudi che riusciva a portare a casa punti importanti e vittorie ad ogni gara. Poi la Fenninger ha dettato la svolta; nell’ultimo mese di gare dopo il Mondiale, infatti, l’austriaca è salita sul gradino più alto del podio per cinque volte su dodici disponibili, classificandosi quasi sempre davanti alla sua diretta avversaria. Alla fine per l’austriaca è arrivata la sfera di cristallo per la generale (con 22 punti sulla Maze, pochissimi) e anche quella dello Slalom Gigante, segno che questa ragazza, oltre ad essere talentuosa, riesce anche a rimanere salda con i nervi nei momenti decisivi. La Maze si è dovuta accontentare del secondo posto in generale e di buoni piazzamenti nelle classifiche di specialità. Per lei nessun trofeo da leader quest’anno, impensabile a inizio stagione.

Monumentale invece la stagione della campionissima statunitense Lindsey Vonn, che rientrava da un gravissimo infortunio; per lei terzo posto nella classifica generale e vittoria del titolo di SuperG e di Discesa Libera, con assoluto dominio delle discipline veloci. Si aggiudica, invece, la coppa di Slalom Speciale femminile l’altra americana, classe 1995, Mikaela Shiffrin, giunta al suo terzo sigillo consecutivo in questa specialità (record per una ventenne).

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Dominik Paris

CAPITOLO AZZURRI.

Nonostante un Mondiale più che deludente, nel quale non è arrivata né una medaglia né un buon piazzamento, la stagione della nostra nazionale è stata tutto sommato più che positiva (16 podi complessivi, di cui 3 vittorie). Sugli scudi senz’altro Dominik Paris, secondo nella classifica finale di SuperG dietro a Jansrud, il quale ha dimostrato che, con maggiore continuità, potrebbe anche lottare per una sfera di cristallo nelle discipline veloci. Il talento non manca, anzi.

L’ottima esplosione, invece, è quella che riguarda Stefano Gross, non più giovanissimo ma in grado di portare a casa vittorie e di classificarsi quasi sempre in alto nelle specialità lente. Rinato e ritrovato anche Giuliano Razzoli, oro olimpico a Vancouver 2010, che nel finale di stagione è tornato di prepotenza tra i primissimi portando a casa due podi importanti (uno proprio domenica scorsa nell’ultima tappa di Meribel). Annata discreta anche per le ragazze, tra le quali sono spiccate le sorelle Fanchini. In questo caso, però, la nostra nazionale ha sofferto i troppi infortuni, motivi dominanti di una stagione che ha portato risultati discontinui. Ben augurante e segno di un’ottima stagione di squadra, però, è il fatto che l’Italia si sia classificata seconda nella Coppa delle Nazioni, dietro all’inarrivabile Austria (distanziata di più di 5000 punti). Questa classifica è stilata sommando i risultati di ogni atleta in ogni disciplina, sia uomini che donne.

Ora stop di sei mesi e appuntamento al prossimo ottobre, per le prime tappe della stagione 2015/2016. Ancora una volta tutti all’inseguimento della corazzata austriaca di Hirscher e Fenninger, sperando lampi azzurri.

 

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Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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