Corbucci (Agronomi Roma): “Nella Capitale nessuna programmazione del verde”

Nei giorni scorsi è scaduto un bando del Comune di Roma per la gestione del verde pubblico dal titolo:

Procedura aperta per l’affidamento del servizio di monitoraggio, sorveglianza, custodia e pronto intervento (h.24/365giorni/anno) delle alberate “di prima grandezza” di competenza della U.O. Gestione Verde Pubblico e posizionate lungo gli assi stradali della citta’ di Roma e nelle maggiori ville storiche (Villa Borghese, Villa Pamphili, Villa Ada – Villa Glori – Monte Antenne)

Si parla quindi di un bell’affare per chi si troverà a far fronte ad un patrimonio arboreo come quello della Capitale. Qualcuno però non pensa che questo sia il miglior bando possibile.

Edoardo Corbucci, Presidente Ordine Agronomi e Forestali della Provincia di Roma

Edoardo Corbucci, Presidente Ordine Agronomi e Forestali della Provincia di Roma

Tra le voci fuori dal coro c’è quella di Edoardo Corbucci, agronomo e Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Roma. Raggiunto da Wild Italy nella sede della sua organizzazione, senza giri di parole sentenzia: «A Roma il verde pubblico è stato trattato sempre come la Cenerentola delle questioni».

Qual è il suo giudizio sulla gestione del verde pubblico nella Capitale e cosa ne pensa di questo bando scaduto recentemente?

Per anni la gestione del verde a Roma, nonostante porti via fette di investimento, è stata la Cenerentola delle questioni. Non c’è mai stata pianificazione. Nel tempo anche gli Uffici Giardini si sono spopolati di tecnici (come gli agronomi). Se oggi lei si reca in quegli uffici ne trova sempre meno (2 o 3 forse).

Il bando esce finalmente dopo molto tempo che si sta attendendo che Roma metta a bilancio e decida di spendere del denaro per la gestione e la manutenzione in questo settore. Come Ordine degli agronomi abbiamo tuttavia fatto presente all’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Estella Marino, che il bando – così come è impostato – potrebbe essere in parte un autogol. Precedentemente avevamo cercato di segnalare la necessità di cambiarlo, ma senza risultato. Se non altro perché i criteri per presentarsi erano molto aleatori, molto generici.

In particolare, quindi, potrebbe essere un autogol perché il Comune di Roma è proprietario, detentore e responsabile del verde pubblico e, in questo bando, tenta di ribaltare la responsabilità della sicurezza delle piante su ditte e progettisti (agronomi, forestali, ecc.).

Da certi punti di vista questo aspetto è comprensibile, da altri è un aspetto che potrà rappresentare un rischio reale per le alberate stradali e dei giardini pubblici romani. Il motivo è semplice: nel momento in cui una ditta e un progettista sono a tutti gli effetti responsabili della sicurezza di una pianta, il rischio che alcune alberature che potrebbero essere salvate – se si intervenisse con una certa attenzione – possano essere rimosse è alto. E’ più facile tagliare, purtroppo, anche oltre al dovuto, invece di curare con un minimo di attenzione e recuperare ciò che può essere recuperato.

Ha parlato con l’assessore Marino di questo?

L’assessore, almeno a parole, sembrerebbe che abbia convenuto con noi su questa preoccupazione e abbiamo condiviso l’idea di istituire una commissione tecnica di controllo, in cui anche il nostro Ordine possa essere rappresentato, per valutare le comunicazioni di abbattimento di queste piante.

Estella Marino, assessore all'ambiente del Comune di Roma

Estella Marino, assessore all’ambiente del Comune di Roma

Speriamo che questa proposta veda la luce, fungendo così da ulteriore occhio per avallare – in modo sistematico o statistico – gli abbattimenti delle piante che sicuramente ci saranno. Non dimentichiamo che il patrimonio arboreo cittadino è, in molti casi, obsoleto. Le piante hanno un ciclo di vita. Non tutte possono durare centinaia di anni, in mezzo a una metropoli. Una cosa però è tagliare ciò che deve essere tagliato, un’altra cosa è cercare – dove possibile – di recuperare quanto c’è da recuperare.

Noi siamo a disposizione dell’amministrazione di Ignazio Marino, così come siamo stati a disposizione delle giunte precedenti su questo tema, non ultimo il lavoro che stanno svolgendo alcuni membri del consiglio del nostro ordine per riuscire a redigere prima e ad istituire successivamente il Regolamento del Verde, che di fatto sarà lo strumento di pianificazione del verde pubblico e privato nel territorio della Capitale.

Questo strumento Roma ancora non ce l’ha, anche se – come dicevamo – ha un patrimonio arboreo vastissimo. Sono 12 anni che sollecitiamo gli assessori competenti in questo senso. Inutilmente. Forse adesso scorgiamo uno spiraglio. Staremo a vedere.

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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