Cosa resta di una settimana di votazioni al Senato

Si ricomincia: dopo un giorno di pausa, sono riprese oggi le votazioni in Senato sulla riforma costituzionale. Non è tanto quello che ci aspetta nei prossimi giorni però ad attirare l’attenzione, quanto alcuni fatti della settimana scorsa. L’approvazione di due soli articoli non deve trarre in inganno: quanto accaduto negli ultimi sette giorni è destinato ad avere conseguenze che andranno ben al di là degli strascichi della bagarre di sabato, quando l’aula è stata trasformata dai sedicenti “onorevoli” in una curva da stadio.

IL PADRINO.maria-elena-boschi-e-napolitano-senato

Innanzitutto, possiamo finalmente dare per certo il nome del responsabile della riforma. Nel festeggiare i risultati ottenuti, infatti, in un’intervista a La Stampa Maria Elena Boschi ieri ha attribuito la paternità dell’intervento sulla Costituzione, nonché quella dell’Italicum, a Giorgio Napolitano. L’assenza di smentite non può sorprendere, considerati il legame tra la durata del suo incarico e la realizzazione delle due riforme sancito dal discorso del suo re-insediamento e la lettera dello scorso agosto a Il Corriere, con cui il presidente emerito invitava a non tornare indietro sull’abbandono del bicameralismo perfetto. Al di là della conferma del peso del novennato di Napolitano nella modifica delle procedure istituzionali, ben lontano da quanto previsto dalla Costituzione, la sortita della Boschi lascia qualche dubbio sulla consistenza della svolta generazionale di cui tanto si parla dall’avvento di questo governo: se le riforme sono quelle volute da un novantenne, dove sono i rampanti costituzionalisti di quarant’anni che cambiano verso al Paese?

UNA MAGGIORANZA FRAGILE. E SEMPRE PIÙ A DESTRA.

Le votazioni della scorsa settimana hanno poi reso evidente la crisi della maggioranza: senza i nuovi acquisti, al Senato Renzi sarebbe già caduto. I piddini possono negare il dato quanto vogliono: col suo fare vagamente intimidatorio, ci ha pensato Denis Verdini in persona a ricordare che «in Senato la maggioranza non c’è». Basta considerare un dato: l’articolo 2 del ddl Boschi ha ottenuto il via libera di 9 esponenti del gruppo dell’ex plenipotenziario berlusconiano, tutti decisivi per raggiungere a Palazzo Madama quota 160, sufficiente sì a far passare la proposta di modifica, ma inferiore a quella necessaria per arrivare alla verdini-senatomaggioranza assoluta, fissata a 161. Se Renzi vuole andare avanti, deve dunque continuare a spostarsi a destra. In questo senso l’apprezzamento dello stesso premier per la nuova stampella («Verdini non è il mostro di Lochness») rappresenta solo un’ulteriore conferma dell’evoluzione del quadro politico.

L’ALLUNGAMENTO DEI TEMPI DI APPROVAZIONE DEL DDL.

Per restare a Renzi, il primo round di questo passaggio al Senato segna infine una nuova modifica dei suoi piani: l’esito delle votazioni della scorsa settimana certifica l’allungamento dell’iter di approvazione della vera riforma. Entrambi gli articoli votati infatti sono stati approvati con delle modifiche sostanziali rispetto alla versione approvata alla Camera lo scorso marzo: dunque, necessitando di un ulteriore passaggio, il ritorno a Montecitorio, la prima delle due letture previste dalla Costituzione nei due rami del Parlamento per la modifica dei suoi articoli non può dirsi ancora chiusa. L’approvazione definitiva è quindi ancora piuttosto lontana, soprattutto se si considera che la modifica dell’art. 2 approvata sabato consente di reintrodurre nel ddl l’elezione diretta dei nuovi senatori: il fatto  non può non offuscare l’immagine vulgata del premier, «piè veloce» e decisionista.

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Nato nel 1987 a Vicenza, consegue a Padova la laurea triennale in Lettere moderne, quella magistrale in Filologia medievale e il dottorato di ricerca in Filologia romanza. Creatore nel 2009 del blog bile.ilcannocchiale.it (sospeso nel 2011 per collaborare con "Wilditaly" e citato ne "I nuovi mostri" di Oliviero Beha nell’elenco delle "associazioni che a vario titolo rientrino nell’accezione culturale di chi promuove riflessioni sullo stato del Paese”), fino a gennaio 2011 ha fatto parte della redazione della rivista online "Conaltrimezzi", dirigendo le sezioni dedicate all’attualità e al mondo universitario. REDATTORE SEZIONE INTERNI


'Cosa resta di una settimana di votazioni al Senato' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares