Cosa vogliamo fare?

<< Sono incavolato e tutto questo non succederà più>>. Si può riassumere ed esprimere così il pensiero che sicuramente starà balenando nella mente di molti cittadini italiani, alla luce degli ultimi scandali e dei recenti avvenimenti politici.

Temo però di dover “remare contro” a questa famosa frase del film “Quinto potere” potere poiché- soprattutto dopo l’elezione di quel fine giurista di Michele Vietti alla vicepresidenza del CSM- penso che questo paese non cambierà mai, semplicemente perché non vuole cambiare,

Mi sembra di sentire gli echi dei tanti ragazzi, manifestanti del popolo viola che, inorgogliti dai numerosi sit-in organizzati, si pongono come alternativa alla gestione politica attuale quando, partecipando in prima persona ad una delle loro manifestazioni contro il DDL intercettazioni, si scopre che sono “quattro gatti” (interessati più a farsi fotografare davanti ai palazzi del potere invece di manifestare veramente il proprio dissenso).

Mi sembra di sentire Antonio Di Pietro, il leader dell’IDV, che prima si presenta come l’unica alternativa credibile, denunciando i vecchi apparati ammuffiti degli altri partiti – come il PD – e ora propone ai suoi fedelissimi di appiattirsi sul partito guidato da quel sonnambulo di Bersani.

Il problema è che siamo una massa di ipocriti e non abbiamo più il coraggio di indignarci…

La nomina di Vietti  – che prende le redini dell’organo di autogoverno della magistratura anche se nel 2004 ha contribuito  a depenalizzare il falso in bilancio affermando inoltre che i magistrati hanno troppo potere – lo scandalo della cosiddetta P3, gli sciacalli della Protezione Civile e tante altre vicende, avrebbero portato all’immediato allontanamento dei soggetti coinvolti ( i Verdini, i Bertolaso, i Cosentino e via discorrendo).

Mai, in un paese civile, questi personaggi potrebbero ancora ricoprire incarichi politici o di governo…

Siamo, come scrissi anche in un articolo precedente, paese di buffoni. Continuiamo a incavolarci per l’esclusione dell’ultimo concorrente dal grande fratello e non ci incazziamo più per  l’inclusione nel CSM, dell’avvocato di Bossi, Matteo Brigandì ( che da oggi potrà tuonare contro i magistrati terroni ). Non ci   ribelliamo più di fronte le schiere di  magistrati corrotti e collusi con politici a loro volta condannati per reati di stampo mafioso (vedi Dell’Utri).

Dobbiamo avere il coraggio di cambiare tutto – almeno noi pochi cittadini che ancora ci crediamo –  affinchè il pessimismo che vi ho espresso in queste righe non abbia più modo di albergare nella mia e nella vostra mente.

Partiamo da qui, dalla Rete, per aprire una finestra e fare entrare aria nuova… mandiamo a casa (sembrerà banale ma è giusto ricordarlo) questa classe politica che non può più permettersi di rappresentarci…. ricostruiamo questa Italia confusa e smarrita… insieme… prima di perderla definitivamente.

Io ci sono, e voi?

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Cosa vogliamo fare?' have 1 comment

  1. 9 agosto 2010 @ 8:00 pm Francisco La Manna

    Caro Matteo, condivido quasi tutto ciò che hai scritto, tranne una cosa.. il film era QUINTO POTERE, 1976.. di Lumet..
    Credo inoltre che dobbiamo sforzarci di cogliere quanto di buono c’è in ogni cosa, financo le buone intenzioni del popolo viola, non prescindendo mai dal buon esercizio della critica e della polemica.
    Ti rassicuro sul fatto che le cose prima o poi dovranno cambiare, anche se a dettare le regole saranno purtroppo la fame e la rabbia inevitabili.
    Il popolo italiano è sui generis, unico e inimitabile, ed ha i suoi effettivi rappresentanti.
    Quando si capirà che la svolta politica avverà solo dopo una rivoluzione socioculturale che coinvolga ogni singola coscienza, allora potremo iniziare a sperare in un futuro progressista. Ora siamo ancora immature e capricciose scimmie dentro una gabbia, contente delle noccioline che ci passano e noncuranti del tempo che ci scappa tra le mani.
    “Legalità, moralità, solidarietà, uguaglianza non sono solo belle parole, ma prospettive!”

    Un caro saluto – Francisco


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