Craxi, nonostante Napolitano. -cap.2-

Napolitano scrive una patetica lettera ad Anna Craxi per celebrare il decennale della morte di Bottino (così soprannominato) Craxi.

Senza riesumare la sporca fedina penale dell’ex leader del Partito Socialista Italiano, Napolitano ha dimenticato un po’ di cose. E’ un obbligo elencarle.

– Debito Pubblico. Nei quattro anni con Craxi Presidente del Consiglio (1983-1987) il rapporto fra debito pubblico e PIL passa dal 70% al 92%. Causa? Le tangenti per le grandi opere pubbliche. A Milano la realizzazione di un chilometro di metropolitana costava 192 miliardi contro i 45 di Amburgo. Grazie a Bottino adesso abbiamo questo macigno da sanare sulle spalle. E ce lo porteremo dietro ancora nelle generazioni future.

– Rai. Raggiunge l’estremizzazione della lottizzazione partitica. Altra usanza che abbiamo ereditato.

– Mediaset. Il monopolio televisivo nelle mani di Silvio Berlusconi è un altro prodotto di Craxi. Nell’84 e 85 furono approvati, (il primo dichiarato incostituzionale e il secondo, di conseguenza, con voto di fiducia) due decreti che ribaltavano le decisioni dei pretori di Torino, Roma e Pescara che avevano deciso di oscurare le trasmissioni Fininvest. Craxi legalizzò le reti Mediaset. Dopo questo su un conto estero di Bettino si trovarono 21 miliardi da parte della Fininvest (Berlusconi).

– Attacchi alla magistratura. Altro capitolo di cui Bettino Craxi è portavoce e iniziatore. I giudici vennero accusati di rovinare l’economia nel momento in cui, negli anni ‘80, veniva arrestato Roberto Calvi responsabile del crack dell’Ambrosiano (all’epoca il più grave crack in Europa). Si scoprì poi che Calvi aveva depositato su un conto protezione di Bettino, tramite dei buoni ufficio di Licio Gelli (capo della P2), circa dieci miliardi.

– Candidature di Gerry Scotti (poi eletto) e Massimo Boldi nel PSI per il Parlamento.

– Viene permesso ad Arafat di entrare in parlamento con pistola nel cinturone. Così…senza disarmare il capo di un’organizzazione allora ancora considerata come terrorista. A chi grida allo scandalo viene risposto che Yasser era come Mazzini e Garibaldi.

– Falkland. Craxi si schiera, durante l’invasione delle isole, con la dittatura argentina (quelli dei desaparecidos) – unico paese in Europa –, piuttosto che con l’Inghilterra democratica.

– Caso Achille Lauro. Nel 1985 i servizi segreti italiani spediscono Abu Abbas a Belgrado. Da qui viene inviato a Baghdad, al regime di Saddam Hussein, dove non ebbe alcun problema, rimanendo addirittura a capo del Fronte di Liberazione Palestinese. Abu Abbas aveva ucciso, sulla nave italiana Achille Lauro, un paralitico ebreo nel 1985.

– Craxi è l’unico personaggio politico importante che espresse la volontà di trattare con le Brigate Rosse che chiedevano la liberazione di alcuni terroristi dopo il sequestro di Aldo Moro.

– Denuncia ai giornali. Craxi inaugurò quest’altro brutto capitolo. Denunciò Cavallari, direttore del Corriere della Sera, che lo “accusava” di essere un ladro. Cavallari venne condannato e fu costretto a pagare 500 milioni a Craxi. Poi si scoprì che Bettino era veramente un ladro. Ma Cavallari ormai era morto.

Napolitano però ama ricordarlo così. Craxi, su di lui “durezza senza eguali”…

FRANCESCO ANGELI


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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