Crescita 2.0: successo o fallimento?

Agenda digitale e start up  questi sono i due provvedimenti trainanti del decreto Crescita 2.0. Gli obbiettivi prefissati dal governo Monti sono: “Un aumento sensibile dei servizi digitali per i cittadini, l’introduzione delle start up che secondo l’unione europea porteranno crescita e occupazione in Italia, azzerare il divario digitale tra Nord e Sud e favorire la diffusione della banda ultra larga. Riuscirà questo decreto a soddisfare gli obbiettivi prefissati dal governo Monti? Andiamo prima di tutto ad analizzare singolarmente le norme contenute nel decreto.

Servizi sociali ed amministrativi digitali (art.1-13)

Identità digitale e servizi innovativi per il cittadino:

Nasce il documento digitale unificato. I cittadini potranno dire addio alla carta d’identità e al documento sanitario. Al posto di essi potranno dotarsi gratuitamente di un unico documento, che consentirà di accedere con maggiore facilità ai servizi online della pubblica amministrazione (P.A.).

Viene istituita l’ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente), che andrà a sostituire le due anagrafi attualmente esistenti. Questo processo faciliterà il lavoro compiuto dall’ISTAT in merito al censimento annuale e all’archivio delle strade.

Dal 1 Gennaio 2013 sarà possibile comunicare con la P.A. anche attraverso i servizi online tramite un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

 

Amministrazione digitale:

I dati e le informazioni forniti dalla pubblica amministrazione diventeranno open data, ovvero pubblicati obbligatoriamente in formato aperto, in modo che tutti possano prendere visione dai contenuti e in alcuni casi applicare il riutilizzo dei dati e delle informazioni, per cercare delle soluzioni alle problematiche esposte dalla P.A

Riduzione dei costi connessi all’emissione dei titoli di viaggio per il Trasporto Pubblico Locale attraverso la bigliettazione elettronica.

Tutte le procedure relative all’acquisto di beni da parte della P.A. devono essere svolte esclusivamente per via telematica, in modo da garantire maggiore trasparenza e tempistiche più celeri. Anche le comunicazioni tra diverse P.A e tutte le certificazioni di malattia e i congedi nel settore pubblico dovranno avvenire per via telematica.

 

Istruzione digitale:

Nei prossimi due anni verrà introdotto il fascicolo elettronico per lo studente universitario. Esso andrà a sostituire tutti i documenti cartacei relativi alla carriera universitaria informatizzando la gestione di tutti gli atti e i dati relativi a quest’ultima.

Verrà dato un forte impulso all’adozione di libri di testo in formato digitale e alla fruizione delle lezioni via internet per gli studenti che vivono in ambienti territoriali particolarmente isolati (piccole isole, comuni montani ecc.)

 

Sanità digitale:

Anche sul fronte sanitario si punta all’unificazione dei documenti attraverso il fascicolo sanitario elettronico (FSE) che conterrà l’intera storia clinica del cittadino. Questo documento entrerà in possesso delle strutture sanitarie accreditate sotto forma digitale. Attraverso la rivoluzione digitale si otterranno due risultati: la semplificazione dell’attività sanitaria e il risparmio energetico proveniente dall’eliminazione del documento cartaceo.

 

Banda larga e ultra larga (art.14)

L’obbiettivo principale è azzerare il divario digitale tra Nord e Sud. Verranno resi disponibili circa 600 milioni per portare la connessione almeno a 2 mbps nelle zone non ancora coperte. Ad essi vanno aggiunti altri 150 milioni per le aree del centro-nord. Per quanto riguarda la banda ultra larga invece non sono stati stanziati fondi ma dei forti impulsi alla semplificazione e alla detassazione. Coloro che vorranno effettuare degli scavi per la posa della fibra ottica avranno libertà di accesso alle parti comuni degli edifici oltre che un esenzione dalla tassa per l’occupazione del suolo e del sottosuolo.

 

Giustizia digitale (art.16,17)

Nei processi penali e civili le comunicazioni e le notificazioni nei confronti del destinatario verranno effettuate esclusivamente per via telematica, qualora quest’ultimo possegga un indirizzo di posta elettronica. Anche le comunicazioni dei momenti essenziali della procedura fallimentare avverranno per via telematica.

 

Ricerca e innovazione (art.19,20)

In rapporto con il programma europeo Horizon2020 ci sarà una forte spinta verso l’innovazione e la ricerca su temi legati ad esigenze sociali. Queste ultime verranno esposte dalle comunità intelligenti che promuoveranno l’emersione di esigenze reali dal basso.

 

Nascita di imprese innovative o start up (art.25-32)

Le start up costituiscono il cuore del decreto Crescita 2.0. Ma cosa sono esattamente?Sono imprese con caratteristiche particolari, nascono intorno a una buona idea e si sviluppano rapidamente. Queste imprese sono legate principalmente al mondo tecnologico e quindi all’innovazione. I problemi delle start up in Italia sono principalmente due: la burocrazia eccessiva che dilata i tempi di realizzazione uccidendo le idee e la mancanza di soldi.

Il governo Monti grazie a questo decreto vuole ridurre drasticamente queste due problematiche. Sul fronte burocratico vengono ridotti i passaggi per il riconoscimento dell’impresa da parte dello stato, inoltre vengono effettuate delle detassazioni e degli esoneri da pagamenti di bolli e tasse relative all’attività. Per quanto riguarda invece il problema monetario, il governo Monti metterà subito a disposizione 200 milioni di euro e successivamente 110 milioni di euro ogni anno a sostegno del progetto. Infine, data la scarsa conoscenza dimostrata dai giovani nei confronti di queste imprese, sarà compito del governo e sopratutto del ministro dell’istruzione Profumo quello di effettuare una campagna di sensibilizzazione nei confronti di questa grande opportunità imprenditoriale offerta ai giovani.

 

Importazioni ed esportazioni (art.35)

Viene costituito un unico sportello di coordinamento stabile, tempestivo ed efficace per i soggetti imprenditoriali provenienti dall’estero. La promozione del Made in Italy rimarrà uno dei capi saldi dell’attuale governo.

 

Queste sono le principali norme introdotte nel decreto Crescita 2.0. Il decreto nel complesso e positivo, ma contiene molte lacune che potrebbero bloccare di fatto l’applicabilità di molte delle norme esposte poc’anzi. Il problema principale risiede nella rivoluzione digitale che non partirà senza un motore adeguato. I PC presenti nelle scuole, negli uffici pubblici, negli ospedali e nelle corti di giustizia sono obsoleti.

È inutile dotare questi luoghi di servizi digitali e di reti internet sicure se i computer non le riescono a reggere. Un fondo importante sul rinnovamento delle unità PC presenti in questi luoghi pubblici sarebbe stato ben accetto. Un altro problema riguarda la mancanza di fondi per la banda ultra larga. L’Italia è tra gli ultimi paesi in materia di sviluppo internet.

Tralasciando i benefici puramente individuali è certificato che se il nostro paese investisse maggiormente nella diffusione della banda ultra larga, guadagnerebbe 1 punto e mezzo di PIL all’anno. Infine va sottolineato il problema più grande: internet per la maggior parte degli italiani è uno strumento di socializzazione e svago, piuttosto che un sistema dove lavorare e studiare con maggiore efficienza. Quello che serve all’Italia è un educazione su larga scala all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Partendo dalle scuole per giungere sui luoghi di lavoro, tutti devono avere la possibilità di capire l’importanza che costituisce internet nel panorama odierno. Finché questo non avverrà sarà inutile qualunque tentativo di digitalizzazione nel nostro paese.

MATTEO ROSELLI

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