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Crisi migranti, ora l’Italia si faccia sentire in Europa!

Oltre 7000 migranti sbarcati nei porti italiani negli ultimi 3 giorni, in tutto l’anno ne sono previsti dai 220 ai 250mila: il fenomeno non accenna a placarsi e la crisi nella gestione è evidente. Ora è tempo che l’Italia usi le maniere forti e si faccia sentire sentire in Europa!

CRISI MIGRANTI: AIUTIAMOLI A CASA LORO

Parliamoci chiaro, quella che viviamo da anni, proprio per la sua durata passata e futura, non può dirsi un’emergenza. Proseguirà, in maniera costante, fin tanto che L’Africa, il Medio Oriente e il Sud-Ovest Asiatico continueranno ad essere, con diverse gradazioni, zone di guerra, povertà, caos e miseria.

E allora va bene anche lo slogan della discordia dell’ultima settimana, quell’ “aiutiamoli a casa loro” di Matteo Renzi che sta facendo discutere tutto il bel paese. E’ giusto, la cooperazione internazionale è fondamentale per cercare di interrompere le migrazioni, così come sono lodevoli gli sforzi del Governo Italiano in Libia per tentare di arrestare gli scafisti e trasformare le istituzioni locali in alleate nella gestione dei disperati in partenza.

Ma è totalmente folle sostenere che questo posta bastare nel breve periodo. E’ chiarissimo che il problema alla lunga va risolto nei luoghi da cui fuggono i profughi, ma quelle che servono non sono operazioni né facili, né rapide, dove l’intervento occidentale deve essere calibrato e rispettare le geometrie geopolitiche locali (tanti danni sono stati fatti in passato, pensiamo al caso della Libia di Gheddafi e molti interessi sono in gioco, pensiamo all’infinita tensione che vige in Siria).

Accanto alle operazioni a sostegno dei paesi del Terzo Mondo bisogna perciò trovare un modo per gestire il flusso in Europa, anche per tutelare i diritti umani dei migranti.

CRISI MIGRANTI: IL PROBLEMA EUROPEO

E in questo senso il comportamento degli altri governi dell’UE nei nostri confronti è stato riprovevole: davvero corretto decidere di salvare i migranti insieme alla guardia costiera italiana con operazioni come Triton e Sofia (il cui protocollo operativo dice che tutti le navi devono sbarcare nei nostri porti), promuovere il regolamento di Dublino (che dà l’onere del riconoscimento e dell’accoglienza dei rifugiati al primo paese di ingresso) e nel frattempo chiudere la tratta balcanica dando 6 miliardi alla Turchia di Erdogan per far imprigionare migliaia di uomini e donne (mentre all’Italia si da qualche milione di euro con l’obbligo di fare tutto alla perfezione)! Così l’unico flusso rimasto è il nostro e ce la dobbiamo sbrigare da soli.

L’Europa è nata come piattaforma di cooperazione tra società libere e aperte, che volevano riscoprirsi sorelle dopo i disastri delle guerre mondiali. L’ultima speranza dei liberals nostrani, il presidente francese Macron, ce lo ha ricordato in campagna elettorale. Peccato che sia stato il primo a dire che i suoi porti devono restare chiusi alle navi di salvataggio e che è disposto a prendere solo parte dei rifugiati politici, dopo che siano stati identificati in Italia (come se fosse colpa dell’Italia se la maggior parte dei migranti sono di natura economica!).

Qui non è in gioco solo il nostro orgoglio (sacrosanto), ma anche lidea stessa di Europa: non possiamo continuare a farci prendere in giro, né a caricarci di tutto l’onere della gestione (il Sud in particolare, nonostante la grande umanità dei suoi abitanti, è saturo e molte città in tutto lo Stivale, con sindaci di ogni colore politico, dicono di non avere più possibilità d’accoglienza).

CRISI MIGRANTI: A MALI ESTREMI ESTREMI RIMEDI

A mali estremi, estremi rimedi. Malta, Spagna e Francia tengono chiusi i porti e nessuno vuole cambiare il protocollo di Sofia o il trattato di Dublino? Bene, chiudiamo anche i nostri porti alle imbarcazioni che non battono bandiera italiana: vedremo a quel punto se questi paesi si faranno responsabili all’opinione pubblica di non aver dato un approdo a centinaia di disperati, tra cui anche bambini piccoli.

La Convenzione internazionale sui diritti del Mare, d’altronde, parla chiaro: le navi francesi sono territorio francese e così per tutte le altre nazioni. Se non sbarcano da noi è roba loro.

Ma non solo: va interrotta almeno la parte italiana di fondi che diamo ai paesi dell’Est Europa. Se non altro perché non vogliono nemmeno i rifugiati politici, rifiutando gli accordi promossi dalla Commissione Europea.

Più caotica e ancor più provocatoria è l’opzione di rilasciare 200.000 visti U.E temporanei per consentire ai migranti che approdano sulle nostre coste di circolare in tutto il continente, rivelata venerdì dal Times come ipotesi sul tavolo del Governo (non a caso il giornale la definisce “opzione nucleare”). Ma, se sarà necessario, che si minacci di utilizzare anche questo stratagemma.

Insomma, finché non avremo stabilizzato i paesi di partenza e quelli dell’Africa mediterranea, il problema va diviso tra i paesi europei. L’Italia, da parte sua, deve fare di tutto per imporre questo principio di giustizia, solidarietà ed equità.

 

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About

Nato a Roma nel 1995, dopo aver conseguito la maturità scientifica, frequenta attualmente il corso di laurea triennale in Filosofia presso l’Università degli Studi Roma 3. Articolista di cronaca e politica per il litorale romano, si interessa particolarmente di Ostia. Gestisce un blog: https://ilblogdelleidee.wordpress.com/. INTERNI ED ESTERI


'Crisi migranti, ora l’Italia si faccia sentire in Europa!' have 3 comments

  1. 17 luglio 2017 @ 5:58 pm Riccard1

    Questo è un tema delicatissimo da affrontare e devo dire che l’autore dell’articolo è stato molto bravo.
    La questione va gestita insieme.. l’Italia da sola non può farcela, ha bisogno dell’Europa che se solo volesse la aiuterebbe.
    Secondo me il miglior modo di risolvere la questione è intervenire in Africa per estinguere definitivamente quegli sbarchi, o per lo meno ridurli sdrasticamente. So che questo comporterebbe spese enormi e decine di anni, ma nelle condizioni attuali non si può andare avanti. Dispiace soprattutto per i bambini, uniche vittime di tutto.

  2. 17 luglio 2017 @ 11:12 pm carla

    Bell’articolo!

  3. 29 agosto 2017 @ 2:07 pm Gianpaolo

    Buon articolo: chiaro, strutturato, informato, propositivo.
    In passato si sarebbe detto ….. “Giacono Andreoli for President” ! Adesso, anche solo lontanamente avvicinare un giovane serio e corretto alla carica di “President” (così indegnamente ricoperta negli ultimi decenni da personaggi come Berlusconi, Monti e Renzi ) sarebbe offensivo. Complimenti!


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