Crisi? Quale crisi? Quali tagli? Aaaaah…questi!

Domenica, il giorno in cui chiunque chiede al mondo intero di rilassarsi per godersi una giornata nella piacevole tranquillità del dolce far niente. E’ maggio, pochi potranno usufruire del sole visto il maltempo che imperversa su tutta la penisola lasciandoci ad appannare le finestre con il nostro respiro. Tanto vale restarsene a casa. Oggi, poi, il programma è ricco. Già solamente immaginare che da metà pomeriggio in poi potremo assistere al dibattito tra gli interisti che gridano all’invidia e i romanisti che urlano al complotto ci fa sorridere.
Tra le pause dello zapping estremo, sventuratamente, prendi in mano Il Messaggero e vieni subito attratto dal titolone di testa in prima pagina: “Statali, risparmi per 8 miliardi“. Pensi ‘cavolo non posso credere che Brunetta, con la sua lotta all’assenteismo e i suoi inni alla meritocrazia, abbia consentito alle casse statali di risparmiare una cifra così ingente’.
Poi, però, non puoi fare a meno di leggere. Eh si, la sconfitta degli intellettuali è proprio la voglia irrefrenabile di scavare al di là del titolo a caratteri cubitali, quella incontrastabile ricerca della verità, quel dubbio che costantemente si insinua e non consente di fermarsi alla bieca apparenza. Diceva bene mio nonno: “beato te che non capisci un cazzo!”. E aveva ragione. Il presente fa quasi venire voglia di rimanere nell’infantile ignoranza della realtà, nella virtù dell’inconsapevolezza che il Grande Fratello di Orwell decantava in 1984.

Oltre un anno fa abbiamo assistito inermi allo scoppio incontrastato di una enorme crisi finanziaria di livello globale. Incontrastato perchè ‘incontrastabile’, in quanto frutto di una degenerazione del mestiere di economisti, banchieri, broker, società finanziarie, assicurazioni e assicuratori nonchè politici e politicanti. Il marciume era uscito allo scoperto ma noi italiani abbiamo sempre avuto ottimi motivi per rimanere comodamente seduti sui nostri divani perchè dall’altra parte del tubo catodico c’era un presidente del Consiglio che ci rassicurava. L’Italia sta molto meglio degli altri Paesi europei, non abbiamo di che preoccuparci, la nostra economia è forte, anzi è addirittura in ripresa, taglieremo le tasse ma non ora. La tranquillità del relativismo italico e il rabbonimento della popolazione operato attraverso indottrinamento da pseudo-informazione, avevano consentito ai politicanti nostrani di porre altre questioni all’ordine del giorno. Evidentemente erano problemi ben più importanti come dotare di 2 mega di adsl gratuiti tutti i cittadini, elaborare la fesseria della posta certificata, arrovellarsi su processi brevi, prescrizioni, impunità, lodo Alfano, ddl anti-corruzione, promesse di Grandi Opere irrealizzabili e, last but not least, le elezioni regionali, i panini dei pidiellini e gli assegni di Anemone.

L’Italia è grande e non ha problemi economici. Noi siamo sempre meglio, abbiamo il miglior premier dei 150 anni di storia dall’unità della nostra nazione, possiamo veramente dormire tra due guanciali e infischiarcene del resto del mondo.
E quegli 8 miliardi di cui parla Il Messaggero? Leggiamo: “E’ consistente il sacrifico che la manovra correttiva in preparazione chiederà ai dipendenti pubblici“. Si parla di tagli, quindi! Continuiamo: “Di fatto potrebbe pospettarsi il rinvio in data da destinarsi del rinnovo contrattuale (e dei relativi aumenti) dei dipendenti pubblici“. Si avvicina, dunque, “una perdita del potere di acquisto in termini reali“.

Si parla di “stretta sulle assunzioni“, di “blocco degli automatismi per le categorie non contrattualizzate“. Gli effetti della manovra, che verrà discussa dal Consiglio dei Ministri tra meno di due settimane, potrebbero essere evidenti già da quest’anno con un “blocco totale in materia di assunzioni” e con la “cancellazione delle deroghe attualmente in vigore“. Anche i dipendenti pubblici che lasciano il servizio troveranno difficoltà ad ottenere una buonuscita. Al vaglio anche ritocchi sulle pensioni di anzianità e su quelle di invalidità. Per la precisione si parla di porre un taglio alle indennità di accompagnamento che prima venivano erogate a tutti ma che ora vengono determinate da una soglia di reddito (30 mila euro) oltre la quale l’indennità non sarebbe più a carico dello Stato. Si parla pure di un prevedibile innalzamento dell’età pensionabile anche per le donne del settore privato.
Tutte queste operazioni dovrebbero consentire allo Stato di trovarsi circa 8 miliardi in più nelle tasche, da utilizzare per sanare un deficit che pare insaziabile.

Insomma, caro Berlusconi, è forse giunto il momento di giustificare questi tagli e queste manovre abbassando la testa e facendo un punto sulla questione attuale dell’economia italiana? Sarebbe ovvio e opportuno farlo, senza dover necessariamente passare la patata bollente della colpa ad eventuali complotti di servizi segreti dell’ex blocco comunista o ai partiti del centro sinistra. Purtroppo per i mecenati dell’informazione, quanto sta accendo in Grecia giunge fino ai nostri occhi e alle nostre orecchie. Qualcuno si chiede se saremo i prossimi a dover subire l’umiliazione della bancarotta e della guerra civile. La risposta è che, prima di noi, forse cadranno Portogallo e Spagna.
E poi a chi tocca?
Beh, si va ad esclusione.
Non è difficile, provateci anche voi.

MARCO PESINO



'Crisi? Quale crisi? Quali tagli? Aaaaah…questi!' have 1 comment

  1. 19 maggio 2010 @ 11:51 am LiberalVox

    CRISI ECONOMICA: 10 MILIONI DI EURO A Sant’Oro!

    Il Governo promette una lunga stagione di lacrime e sangue: stipendi, pensioni e liquidazioni congelate! La Rai, in perfetta sintonia con la crisi che attanaglia il Paese, ‘liquida’ Santoro e gli dà una BUONUSCITA DI 10 MILIONI DI EURO! Il conduttore di “Anno Zero” – da sempre di sinistra, da una vita paladino delle giuste cause di lavoratori, consumatori e pensionati, insomma strenuo difensore dei ceti deboli di questa società nella quale e sulla quale ha costruito le sue fortune professionali ed economiche – abbandona il suo ruolo di ‘dipendente’ del servizio pubblico radiotelevisivo e si prepara a un futuro di ‘collaboratore esterno’ con un accordo milionario. Il giornalista si dedicherà alle docu-fiction, probabilmente per Raitre. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione della tv pubblica (7 voti a favore e 2 astenuti) che ieri ha approvato un accordo quadro per la “risoluzione consensuale” del rapporto di lavoro di Santoro. L’intesa prevede la realizzazione di nuovi progetti editoriali che verranno realizzati da Santoro nei prossimi due anni. Al giornalista andrà una BUONUSCITA DI DIECI MILIONI DI EURO! Che i vertici della Rai gettino denaro pubblico al solo scopo di stare tranquilli ed evitare che giungano loro le puntuali telefonate di Berlusconi per fermare Annozero, sostituendolo con un giornalista più malleabile e rispettoso degli ordini di scuderia, risponde solo agli interessi politici e non a quelli giornalistici ed economici della Rai. Ma con quale faccia, poi, la televisione pubblica si presenterà a chiedere il canone anche a persone che non riescono nemmeno a pagare l’affitto di casa?


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