Cronaca di una battaglia: l’attacco di Anonymous contro governo.it

Il sito del Governo italiano è da un ora e mezza (sono le ore 17 e 28) sotto attacco da parte di un gruppo di hacker cyber-attivisti, noti come “Anonymous”, poiché “Il governo italiano ha tra le sue priorità quelle di censurare il web, di rendere la giustizia uno strumento iniquo, di favorire la prostituzione – anche minorile – di praticare oscuri rapporti con la mafia, di corrompere e manipolare l’informazione per fini personali” (come dichiarato dal comunicato ufficiale).

L’attacco preavvertito è scattato alle ore 15 , ed è riuscito a mandare KO il sito ufficiale del governo italiano; tuttavia la Polizia Postale riesce ad arginare i danni e a ricaricare il sito. Alle 16 la situazione pare ritornata alla normalità, ma dopo pochi minuti Anonymous è riuscito nuovamente a impedire l’accesso agli utenti: l’attacco è cessato alle 16 e 40. Il metodo utilizzato è quello del Distributed Denial of Service (DDoS), che manda in sovraccarico i server che ospitano il sito e obbliga la Polizia Postale e i tecnici a continue riparazioni. Sebbene tra gli hacker italiani la notizia fosse circolata già da un paio di settimane, Anonymous ha deciso di rendere pubbliche le sue intenzioni solamente settimana scorsa, lasciando 7 fatidici giorni di tempo per organizzare le contromisure (aggirate nel primo attacco in pochi minuti).

Il gruppo, supportato e diffuso in tutto il mondo, si era già posto sotto i riflettori della cronaca a seguito della “Questione Wikileaks” e degli attacchi informatici ai siti di banche, media e governi che hanno ostacolato o accusato pesantemente l’operato di Julian Assange; adesso ha intrapreso questa azione individuale a seguito dei recenti avvenimenti di cronaca politico-giudiziaria e degli scandali di Palazzo.

MAX ZUMSTEIN



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